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  Valle d'Aosta / Champdepraz Panorama Trekking  

Mont Avic (3006 m)

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Ultima modifica: 13.09.06

Scheda

Tempo di salita: 5h00'
Tempo di discesa: 4h30'
Sequenza segnavia: Segnavia n°6 Sentiero n°6a
Caratteristiche: Naturalistico
Difficoltà: Alpinistico Facile (F)
Esposizione: sud, ovest
Periodo consigliato: luglio, agosto, settembre
Quota del punto di partenza: 1300 m
Dislivello: Salita 1706 m
Quota del punto di arrivo: 3006 m
Accesso al punto di partenza: Acqua Uscita: Verrès -> SS26 Dir. Aosta -> svoltare a sinistra Dir. Champdepraz -> Loc. Veulla

Introduzione

Risalendo il vallone di Champdepraz non possiamo non rimanere incantati dalla magica piramide che si erge in fondo valle. Il Mont Avic è sicuramente una delle più belle montagne valdostane e quello che descriveremo qui sotto è un itinerario sicuramente impegnativo ma che vi permetterà di inoltrarvi in questo territorio alpino ancora intatto.

Descrizione

Lasciata l'automobile nel parcheggio in località Veulla (1300 m Acqua) ci si incammina sul sentiero lastricato Sentiero n°6, a destra della chiesetta del villaggio, che diventa quasi subito una strada poderale e senza grande dislivello si addentra nel parco.
Dopo qualche centinaio di metri ci imbattiamo nel primo bivio: per raggiungere la nostra meta dovremo sempre seguire l'itinerario Sentiero n°6. La strada prosegue pianeggiante in mezzo ad un bosco che ha la particolarità di essere composto da numerosi esemplari di Pino Uncinato (Pinus uncinata), una specie presente solo nel Parco Regionale del Mont Avic e in poche altre parti delle Alpi.
Dopo circa 0h30' si raggiunge la località detta "Magazzino" (1461 m).
Da qui si prosegue sempre seguendo le indicazioni del sentiero Sentiero
n°6 sul quale viene indicata la direzione Lac Gelé (2600 m). Tale sentiero si incunea nel vallone seguendo la sinistra orografica del torrentello che fuoriesce dal lago sopracitato. Il sentiero lentamente lascia alle sue spalle il bosco di pino silvestre e passa al di sotto dell'imponente mole del Mont Avic.
Dopo un leggero tratto quasi pianeggiante, il sentiero piega sulla destra orografica del torrente e raggiunge infine il Lac Gelé a quota 2600 m.
Lo spettacolo é assicurato: il lago, lo dice il nome, per buona parte dell'anno è gelato ma è sicuramente interessante effettuare un'escursione a sé stante ad inizio estate per gustare al meglio questo spettacolo.
Abbandonata la splendida vista del lago si riprende a salire seguendo il sentiero (pannello indicatore Sentiero n°6a) prima svoltando verso nord e lasciando alla nostra destra le antiche miniere. Si risale il crinale in direzione del Col de Raye Chevrère raggiungibile dopo un'altra mezzora di cammino (3h30' complessivi). Il tracciato ormai attraversa delle pietraie e la visibilità della traccia viene facilitata dalla presenza di alcuni ometti.
Il Col de Raye Chevrère (2703 m) è una depressione tra il Mont Iverta (2939 m) e la nostra meta: il Mont Avic.

Prima di arrivare al colle cercare gli ometti che indicano la traccia che passa sulla morena dell'ante cima e porta al canalone della vera cima. Il tracciato è ora scarsamente visibile: lo si intuisce grazie ad ometti e piccoli tratti di sentiero. Si risale la cresta composta da sfasciume fino a raggiungere un canalone di rocce, sul versante sud del Mont Avic. Da qui ci si arrampica sul canalone (classificato come F nelle scala di difficoltà alpinistica) e si raggiunge il tratto sommitale dopo circa 5h00' di marcia. In vetta è presente una piccola statuetta della Madonna.
Il panorama è sicuramente magnifico e ripaga le difficoltà incontrate nell'ultimo tratto di ascesa: la vista sull'intero comprensorio del Parco Regionale omonimo e sulle più importanti vette valdostane è uno spettacolo assolutamente eccezionale.

La discesa si svolge sullo stesso itinerario della salita.

Per concludere una raccomandazione: questo itinerario rientra nella categoria di escursioni definibili alpinistiche pur essendo considerata come "Facile". La valutazione delle condizioni meteo e il possesso dell'attrezzatura opportuna eviteranno spiacevoli conseguenze. Vista la presenza di sfasciume nel tratto conclusivo è consigliabile l'uso di un casco.

Itinerari correlati

Questi luoghi sono rintracciabili lungo la nostra ascesa o facendo una deviazione di non grande entità, vista la durata del percorso di base.
La discesa verso La Clavalité è da considerare come un'eventuale variante di rientro.

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