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Touching the Void- © 2004 FilmFestival Città di Trento
La Giuria del 52° Filmfestival Internazionale Montagna Esplorazione
Avventura “Città di
Trento”, composta da:
Ha visionato dal 1° al 5 maggio 2004 i 58 film in concorso.
La Giuria ha apprezzato la varietà dei film presentati quest’anno
in rappresentanza delle più diverse parti del mondo. Nonostante la
natura diversa delle opere in concorso, sono stati individuati temi comuni,
sia positivi che negativi. Tali temi rappresentano vita e avventura in un
mondo che spesso impone modelli di modernità anche a culture antiche.
I film più apprezzati sono stati quelli che hanno privilegiato le spinte
positive, anziché sottolineare le inevitabili e risapute negatività.
Quest’anno molti film hanno esaltato aspetti diversi dell’esplorazione:
esplorazione fisica, spirituale e visiva. Questa è stata, probabilmente,
la categoria meglio rappresentata al Festival.
Per questa ragione la giuria attribuisce una menzione speciale a 4 diversi
film di esplorazione che hanno saputo stimolare sia la mente che i sensi.
DEEP BLUE di Alastair Fothergill e Andy Byatt (Germania-Gran Bretagna)
IN SEARCH OF ZHANG ZHUNG di Alex Gabbay (Nepal-Cina)
GOMGASHTEI DAR ARAGH (Songs of my Motherland) di Bahman Ghobadi (Iran)
CHARLES, EDOUARD OU LE TEMPS SUSPENDU di Bernard Boyer (Francia)
Prima di annunciare i film vincitori di quest’anno, la giuria intende
sottolineare due aspetti della selezione di quest’anno. L’assenza
di originalità in alcune opere che si presentano come semplici copiature
di film del passato e la nostra delusione per gran parte dei film presentati
nella categoria alpinismo.
Premesso questo, per correttezza intellettuale, dobbiamo anche aggiungere
che la nostra esperienza è stata molto positiva e continuamente stimolata
dai film che ci sono piaciuti e che ora andremo a premiare.
Giovani e anziani nelle isolate comunità di montagna in ogni parte
del mondo, si trovano ad affrontare gli stessi problemi, le stesse frustrazioni,
gli stessi sogni.
Un tema ricorrente nei film presentati quest’anno è stato “IN
UNA REALTA’ LOCALE SI TROVA L’UNIVERSALE”.
Un film costruito e realizzato splendidamente contiene l’essenza di
questo tema. In esso un giovane uomo trova il modo di fuggire alla noia e
alle restrizioni della sua quotidianità, prendendo letteralmente il
volo.
viene assegnato a ERGY di Marat Sarulu (Kazakhstan/Kyrgyzstan)
per il miglior film di sport e avventura sportiva è assegnato ex aequo a due film in qualche modo complementari.
Il primo descrive benissimo la libertà e la gioia di un gruppo di
amici che si impegna in un difficile progetto da realizzare in montagna. L’alternanza
delle scene di arrampicata con i pensieri dei singoli protagonisti descrive,
anche con efficace ironia, una passione sincera per un’attività
socialmente inutile…e SOCIALMENTE INUTILE di Andrea Frigerio (Italia)
è il titolo del film.
L’ ex equo per il miglior film di sport e avventura sportiva è
un cortometraggio, tecnicamente perfetto e spettacolare concentrato, ancora
una volta, su un piccolo gruppo di amici che portano in montagna il loro amore
per due discipline sportive: arrampicata e base jumping.
Un film che lascia senza fiato.
DOLOMITES TRANCE di Ride the Planets (Francia)
per il miglior film di esplorazione
Viene assegnata ad una storia epica: un uomo solo contro un continente.
Un moderno Robinson Crusoe attraversa l’Australia da solo, a piedi,
senza supporti.
Realizzare un film così completo in circostanze così particolari
e avverse è stata una seconda conquista dopo quella di un intero continente.
Il film vincitore è
ALONE ACROSS AUSTRALIA di Jon Muir e Ian Darling (Australia)
per il miglior film di ambiente montano e di promozione dello sviluppo sostenibile
Ancora un uomo solo che affronta l’ignoto e l’imprevedibile. E’
un film che ci fa cambiare prospettiva nei confronti della comunità
che esplora. Dimostra che le barriere linguistiche e culturali possono essere
cancellate vivendo come uno dei protagonisti del film. Qui ancora una volta
il locale si dimostra universale. I problemi interpersonali affrontati in
molte società occidentali non sono poi così diversi da quelli
delle culture cosiddette primitive.
Il film vincitore è
PAPUAS di Marco Preti (Italia)
per il miglior film di montagna
Un altro spaccato del villaggio globale che è il mondo raccontato con
umorismo e tenerezza.
Nel film le montagne, non sempre visibili, sono un costante referente nella
sensibilità del protagonista. Un contadino di un piccolo villaggio
svizzero perde tutti i suoi affetti più cari e parte per un viaggio
di scoperta con un gruppo di amici, che lo abbandoneranno lungo la strada.
Solo, in un angolo sperduto della Cina ritroverà l’eco della
sua terra natia che non sarebbe riuscito a trovare né a Milano né
a New York.
Il film vincitore è
AU SUD DES NUAGES di Jean-François Amiguet (Svizzera)
per il miglior film di alpinismo
All’inizio di questa premiazione la giuria ha dichiarato la sua delusione
per buona parte dei film presentati nella categoria alpinismo, ma in questa
categoria abbiamo un paradosso. In una selezione insoddisfacente c’è
un vero capolavoro, un film originale che combina la tecnica di un film a
soggetto con quella del documentario. Il film descrive una delle storie più
conosciute dell’alpinismo moderno, una storia che sarebbe stato facile
manipolare e
corrompere. Ma un’impeccabile regia e una solida produzione hanno realizzato
un film assolutamente fedele al racconto e all’avvincente spirito della
storia. E’ un film che segna uno standard e diventerà un esempio
e un paragone per i futuri film di montagna.
Il film è
TOUCHING THE VOID di Kevin Macdonald (Gran Bretagna)
Sfortunatamente non possiamo assegnare la GENZIANA D’ORO per il miglior
film di alpinismo a questo film.
Ci sarebbe piaciuto molto, ma il regolamento del Festival ce lo impedisce.
Non possiamo assegnare due premi allo stesso film e la giuria non ha avuto
un attimo di dubbio, ha deciso di assegnare all’unanimità la
a
TOUCHING THE VOID di Kevin Macdonald (Gran Bretagna)
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