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i protagonisti della spedizione ed i loro "sponsor": da sinistra
a destra Luca Maspes, Giovanni Pagnoncelli, Hervé Barmasse, l'assessore
Caveri, Gioacchino Gobbi "patron" della ditta Grivel, Ezio Marlier.
(foto Grivel)
Una spedizione alpinistica d'altri tempi, ecco come i protagonisti amano
definire la loro impresa.
Si tratta di due guide valdostane: Ezio Marlier ed Hervé Barmasse;
una trentina. Maurizio Giordani; una valtellinese. Luca Maspes; ed un fotografo
specializzato in alta quota, Giovanni Pagnoncelli.
La loro idea è chiarissima nella indefinitezza generale dell'impresa:
partire per una zona praticamente inesplorata del pianeta e scalare alcune
delle vette più belle che appariranno loro.
«Di fatto non esiste una cartografia precisa – ha detto Ezio Marlier nel corso della presentazione della spedizione – così come non esistono relazioni tecniche e nemmeno fotografie della zona interessata dalla nostra spedizione. Partiamo come facevano i nostri maestri del passato (dell'Ottocento o dell'inizio del secolo scorso): non sappiamo ciò che incontreremo, né se saremo in grado di superare le difficoltà tecniche ed ambientali, anche se siamo ovviamente molto fiduciosi nelle nostre capacità e nei materiali moderni che abbiamo a disposizione».
In effetti le valli che i nostri “avventurieri” hanno preso in considerazione contano numerose vette intorno ai 7000 metri, praticamente tutte mai salite, che sicuramente stuzzicheranno il gusto per la sfida di un quintetto di alpinisti che schiera alcuni dei più bei nomi dell'arrampicata su ghiaccio e misto in circolazione.
«Sarà anche un'occasione per staccare la spina dal mondo – ha proseguito Luca Maspes – Per quanto mi riguarda non porterò nessun computer e nessun satellitare. So che altri compagni invece vorranno mantenere un contatto con la realtà quotidiana, ma per me invece è fondamentale vivere un'esperienza di distacco e solitudine: così una spedizione tecnicamente impegnativa si trasforma per me in una vera e propria vacanza!».
I costi di questa inusuale spedizione
sono in parte coperti dalla Regione
Autonoma Valle d'Aosta e dall'azienda Grivel
di Courmayeur:
«E' un frutto della nuova legge regionale di supporto alle attività
sportive – ha detto l'assessore regionale al Turismo con delega
allo Sport, on. Luciano Caveri – Il nome della nostra regione è
legato ai nostri atleti non solo per tornaconto direttamente pubblicitario,
ma perchè essi danno lustro alla loro terra natale con imprese che
ne rappresentano l'immagine più vera, così come fecero le nostre
guide ai tempi del Duca degli Abruzzi e delle sue avventurose spedizioni tra
alpinismo ed esplorazione».
Infine sono state rivolte parole di elogio e riconoscenza da parte di tutti
i convenuti alla ditta Grivel, perchè ancora una volta ha saputo proporsi
come partner per imprese che vogliono superare il significato sportivo ed
arricchire il patrimonio comune delle conoscenze, aiutando chi vuole farlo
nel rispetto dell'ambiente e della cultura delle popolazioni native.
Vi invitamo dunque a tenere d'occhio il sito dell'azienda valdostana dove,
se ce ne saranno, appariranno le notizie e gli aggiornamenti che gli atleti
vorranno spedire dal Pakistan.
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