inalto

Lettere dal K2 1954 - 2004

Cinquant'anni dopo

Claudio Bastrentaz
© 2004 Claudio Bastrentaz

Lettere dal K2

Ciao amici di Inalto,
A tre mesi dalla partenza vi scrivo, credo sia un record!

Dopo la bella e fortunata conclusione all'Everest, mentre tutti rientravano a casa, solo Mario Panzeri ed io partivamo per il Pakistan, dopo uno stop di soli due giorni a Katmandu, destinazione Rawalpindi. Qui con Nives Meroi, Romano Benet e Luca Vuerich, freschi salitori del Lhotse, abbiamo passato alcuni giorni di relax aspettando il resto del gruppo arrivato ai primi di giugno. Risolte le ultime faccende organizzative, ci siamo imbarcati per Kashgar in Cina, inaugurando il primo volo della linea Islamabad-Kashgar. Se questo non ci ha permesso di percorrere la mitica Karakorum highway, in compenso ci ha fatto guadagnare giorni preziosi e risparmiato fatiche supplementari, senza contare che il grande problema dell'opzione stradale erano degli scontri interni che non rendevano sicura la strada. In tre giorni di jeep abbiamo raggiunto il capolinea, da dove ha avuto inizio il trekking: ci si rende conto subito di essere ai confini del mondo e la voglia di avventura e di esplorare nasce forte e incontrollata.
Una delle particolarità più uniche di questo trekking è che il trasporto del materiale avviene con un animale decisamente particolare: il cammello. Il mattino quando ci si spostava, vedere 45 cammelli in fila era veramente uno spettacolo particolare e affascinante.

Dopo 5 giorni dormendo nelle poche oasi trovate e immergendoci in paesaggi sempre diversi e grandiosi, siamo arrivati al fronte del ghiacciaio, dove i preziosi animali hanno scaricato le oltre due tonnellate di materiale. Da quel punto in poi è stato tutto a scapito dell'uomo, che ha dovuto trasportare a spalle il necessario per gli oltre trenta chilometri che ci separavano dal campo base. Per rendere accettabile e fattibile questo spostamento abbiamo allestito un campo intermedio, da dove fortunatamente i cammellieri ci aiutano nei trasporti.

Per capire le problematiche per riuscire a trasferirci tutti al vero campo base a quota 5.000 m. bisogna pensare che l'operazione terminata solo il 1° luglio partendo per il trekking il 13 giugno. Ora siamo completamente soli, 9 alpinisti 1 dottore e 4 pakistani con il compito di tuttofare, ma principalmente quello di portatori, dovendo quasi quotidianamente scendere al campo intermedio a fare rifornimento, essendo l'intermedio il deposito di tutto il necessario.


La montagna è meravigliosa, imponente, di difficile comprensione viste le dimensioni. Sono ormai dieci giorni che cerchiamo di guadagnare quota sulla sua prima parte molto impegnativa e pericolosa. Per riuscire ad allestire il campo 1 a 6.600 m. Fino ad ora abbiamo raggiunto i 6.200 m. circa, faticando molto nella neve instabile, pericolosa e non trasformata, attrezzando tutto il percorso con corde nostre o sfruttando le corde della spedizione coreana che ci ha preceduto. Questa sfortunata spedizione, entrata in zona operazioni nei primi giorni di maggio, ha dovuto abbandonare per un grave incidente che l'ha colpita, perdendo sotto una valanga ben tre componenti.

Ora che ho "assaggiato" la parete ho capito quanto possono essere pericolosi i primi mille metri della parete, che si inclina fino a 60° e dove la neve fresca non riesce mai a scaricare completamente. Purtroppo passano i giorni e qui la montagna ci offre al massimo due o tre giorni di bel tempo per poi essere investita da violente perturbazioni che scaricano molta neve, il che ci obbliga ad aspettare almeno un giorno, anche quando le condizioni migliorano. E' un lungo aspettare per poi sperare di alzarsi di qualche centinaia di metri, ma rifacendo tutta la traccia e la fatica precedente ed affrontando sempre situazioni un po' al limite.

In compenso al base si sta bene e il clima è tutto sommato sereno e scherzoso: vedremo... Il trucco, in queste situazioni, è aspettare serenamente ed essere pronti a partire se ci sono le condizioni.
Assieme a questo riassunto vi spedisco alcune foto e vi saluto augurandovi buon lavoro o meglio buone vacanze visto il periodo.

Galleria fotografica

Spedizione valdostana al K2 (8611 m) - © 2000 Marco Camandona Spedizione valdostana al K2 (8611 m) - © 2000 Marco Camandona Spedizione valdostana al K2 (8611 m) - © 2000 Marco Camandona
I 45 Cammelli Il K2 dal campo Le ripide pareti

 

Dillo ad un amico! Invia un commento


"È vietata la distribuzione di versioni contenenti modifiche sostanziali di questo documento senza l'autorizzazione esplicita del titolare del copyright".

© 2000-2008 Martini Multimedia