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| Montagna / Spedizioni |
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L'itinerario di salita al Mount McKinley (6194 m) - © Marco
Camandona 2002
La pattuglia valdostana che si appresta a sfidare il gelo della montagna più fredda del mondo (Antartide esclusa) è composta da tre guide alpine: Marco Camandona, Christian Cesa ed Alessandro Mezzavilla, cui si aggiungono due provetti sci alpinisti, Giacomo Berthet e Dante Luboz.
Alcuni dettagli che ci hanno fornito:
inalto: In primo luogo spiegateci come funzionerà lavvicinamento alla vetta.
Marco: Si raggiunge in aereo Anchorage, principale centro urbano dellAlaska, poi si procede via terra fino a Talkeetna, da qui, dopo alcuni preparativi, un volo ci trasporterà sul ghiacciaio Kahiltna, a 2200 m, dove verrà istallato il Campo Base. Il trasporto del materiale e dellequipaggiamento durante tutta la spedizione avviene in totale autonomia, trainando personalmente slitte e relativi carichi che superano i 50 kg per alpinista.
inalto: E curioso poter utilizzare un aereo-taxi per il Campo Base!
Alessandro: Infatti, ma è proprio così. Noi verremo depositati sul ghiacciaio e dopo 15 giorni, tempo permettendo, torneranno a riprenderci. Le condizioni meteo sono sempre unincognita da quelle parti, per questo motivo bisognerà seppellire nella neve un bidone con generi di prima necessità per fronteggiare un ritardo che potrebbe prolungarsi per giorni, in un clima letteralmente polare.
inalto: Avete qualificato la vostra spedizione come scialpinistica, dunque è con gli sci che trasporterete tutto il bagaglio, ma fino a che quota vi trascinerete le slitte da carico?
Alessandro: In parte trasporteremo a spalle ed in parte con delle slitte; queste le porteremo su e giù fino a quota 4500 m (più o meno) e contiamo di riutilizzarle poi in discesa sedendoci sopra e frenando con gli sci a spazza neve (sempre che la manovra sia sufficientemente agevole)
inalto: Parlando di sci, intendete salire e scendere con questo mezzo?
Alessandro: La nostra intenzione è di riuscire a salire il Mckinley con gli sci dalpinismo e scenderlo tutto in sci Ci sono diverse zone difficili sulla via normale che vorremmo seguire in salita. Bisognerà attrezzarle con corde fisse. Anche la discesa in sci presenterà sicuramente qualche problema. Se addirittura le condizioni lo permetteranno la nostra idea sarebbe quella di scendere il Couloir Messner (45° di pendenza) sempre con gli sci ai piedi. Sicuramente il tutto è difficile da effettuare visto che il freddo ci costringe ad andare là con scarponi 1-2 numeri più grandi del nostro piede in modo da poterli imbottire con diverse paia di calze e con piumino, quindi la sensibilità che avremo sarà molto ridotta rispetto alle nostre abitudini attuali.
inalto: Vi sono altre difficoltà da temere particolarmente?
Alessandro: Il problema più grande sarà comunque il freddo, che varierà dai -20 c° ai -55 C°, unitamente al fatto che non esistono punti di appoggio (tipo rifugi, bivacchi ) ma dovremo arrangiarci da soli, utilizzare le nostre tende e trasportare tutto il materiale, provviste comprese, cosa che più o meno abbiamo stimato in 50-60 kg a testa.
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