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Progetto Montagna e medicina

Progetto Montagna

Il Progetto Montagna ideato da Claudio Bastrentaz e Paolo Comune non è solo un'eccezionale prestazione sportiva fine a se stessa, ma anche l'occasione per tre equipe di medici, fisiologi e psicologi di condurre delle ricerche che, si spera, possano fornire elementi interessanti da utilizzare in campo scientifico, per poi tradurli nella pratica sportiva agonistica e/o amatoriale.

Una prima ricerca riguarda il settore alimentare e nutrizionale. Le due "cavie" utilizzano nella loro dieta degli appositi integratori. Nel corso dei quasi due mesi della loro prova, l'equipe diretta dal dott. Francesco Confalonieri effettua diverse misurazioni sugli effetti di uno sforzo così prolungato ed intenso sul loro corpo: quantità di massa magra e massa grassa, peso, ecc...

Una seconda ricerca si svolge addirittura in prima mondiale, almeno relativamente ad un periodo così lungo passato in quota. Oggetto della ricerca è il sonno. Sono mobilitati il Centre Haute Performance di Brusson; il Centro studi sul sonno dell'Ospedale San Raffaele di Milano nelle persone del dott. Oldani e della dottoressa Castronovo; il Dipartimento di Psicologia dell'Università La Sapienza di Roma, diretto dal prof. Lucidi.

Il terzo studio riguarda lo stress a cui sono sottoposte le due guide alpine, ed è portato avanti dal CHP di Brusson, in maniera particolare dal dott. Pietro Trabucchi, che nell'ambito della sua professione di psicologo si occupa anche della nazionale italiana di triathlon.

 

A lui abbiamo chiesto qualche chiarimento e qualche "anticipazione" per quanto concerne gli studi che vedono impegnato il CHP.

inalto Partiamo con l’argomento sonno. Come si svolge questa ricerca?

dr. Trabucchi: Si tratta in primo luogo di rilevare due tipi di dati: quelli strumentali forniti da uno strumento che si chiama "attigrafo", e quelli più soggettivi forniti da un diario. L’attigrafo è uno strumento apparentemente simile ad un orologio, che i nostri soggetti portano al polso del braccio dominante. Esso registra ogni movimento dell’arto 24 ore su 24. Ovviamente in fase di veglia avremo una quantità enorme di dati, mentre in fase di sonno essi sono assai meno. Già si conosce il rapporto tra la quantità di questi movimenti e le relative fasi del sonno (REM, Delta ecc...). Così raffrontando la frequenza dei movimenti con le ore di sonno possiamo sapere come è "composto" il meritato riposo delle nostre cavie.

inalto: invece nel "diario" che cosa si legge?

dr. Trabucchi: Semplificando il concetto, il diario è una sorta di questionario al quale Claudio e Paolo rispondono ogni mattina. Raccolgono le loro impressioni sul sonno appena effettuato, ne annotano gli estremi orari, se hanno fatto molti sogni...
Combinando i dati del diario e quelli dell’attigrafo si ricostruisce il tipo di sonno goduto, che in questo caso risente delle due variabili legate alla quota ed all'affaticamento. Il risultato finale è una prima quantificazione dello stress subìto.

inalto: anche la terza ricerca riguarda lo stress...

dr. Trabucchi: sì, ma in questo caso si studia l’equilibrio del sistema nervoso con il metodo TADS. Il sistema nervoso si suddivide in "simpatico" e "para-simpatico". Il primo sovraintende alla vera e propria attività del soggetto, mentre il secondo gestisce il recupero. Se uno dei due non si innesca a dovere subentrano dei problemi, che possono essere di ordine diverso: dal "semplice" sovrallenamento a squilibri ormonali di rilevanza patologica.

inalto: in che cosa consiste il TADS ?

dr. Trabucchi: è un test integrato, di vari indici psicofisiologici (in primis la risposta elettrodermica della cute e il battito cardiaco) oltre che di variabili cognitive relative all'efficienza mentale ed alle capacità cognitive nell’arco di un periodo particolare, in questo caso dell'intero arco dell’impresa dei nostri due soggetti. In sostanza si tratta di ripetere più volte a distanza di qualche giorno delle prove, tra cui alcune di memoria ed attenzione utilizzando un apposito programma su un computer. Scartati i valori estremi, la media dei risultati ottenuti, raffrontata a quella ottenuta in giugno prima del via, ci rivela l'eventuale variazione delle capacità mentali degli atleti. Naturalmente per omogeneizzare il più possibile i dati si procede al test sempre al risveglio dei soggetti.
Questo tipo di test è stato sperimentato sia con gli atleti della Nazionale di triathlon, che durante le spedizioni per i record mondiali di salita e discesa in velocità dell'Aconcagua (2000) e Kilimanjiaro (2002), nonchè con la nazionale della Cento chilometri di corsa.

inalto: avete già delle indicazioni di massima?

dr. Trabucchi: certo, e piuttosto significative, se si tiene conto che la maggior parte delle difficoltà alpinistiche sono già state superate. Ma per scaramanzia sottolineiamo la loro incompletezza, perché l'eventuale stanchezza mentale non è detto che debba dipendere solo dalle difficoltà tecniche da affrontare sul percorso.

inalto: almeno un’indiscrezione !

dr. Trabucchi: Il risultato parziale valutato dopo la pausa di Courmayeur è di capacità intatte; il che depone molto a favore di Comune e Bastrentaz, che si rivelano persone fisicamente preparate, alimentate correttamente ed aiutate dalle tecniche di rilassamento e recupero che abbiamo insegnato loro. Ciò ci permetterà in futuro di sviluppare dei programmi di preparazione per quanti vorranno organizzare delle spedizioni in località estreme, anche se bisogna sottolineare come i nostri due protagonisti attuali siano fortemente aiutati da un ottimo rapporto interpersonale, che invece è sovente il vero punto dolente di molte spedizioni, anche super allenate e super accessoriate.

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