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Anteprima Lo Scarpone

News da Lo Scarpone, rivista ufficiale del Club Alpino Italiano, il mensile di montagna più diffuso in Italia

La Rivista del Club Alpino Italiano Lo Scarpone - Fondato nel 1931 - Nr. 11 - Novembre 2004

Direttore responsabile: Pier Giorgio Oliveti
Coordinamento redazionale: Roberto Serafin tel. 02 205723.1 fax 02 205723.201 e-mail loscarpone@cai.it

 

Lo Scarpone - dicembre 2004 - © 2004 Club Alpino Italiano
Lo Scarpone - dicembre 2004 - © 2004 Club Alpino Italiano

In questo numero

Ghiacciai sempre più a rischio

Una risoluzione intitolata significativamente “Ghiacciai in pericolo” è stata adottata a fronte dei mutamenti climatici in corso dalle associazioni alpinistiche Alpenverein Suedtirol (AVS), Club Alpino Italiano (CAI) – Alto Adige, Deutscher Alpenverein (DAV), Oesterreichischer Alpenverein (OeAV), Schweizer Alpenclub (SAC) e Umweltschutzgruppe Vinschgau (UGV). Ne dà notizia Lo Scarpone di dicembre riportando integralmente il documento. Premessa. Il 12 maggio 2004 il Consiglio del Tirolo ha emanato un emendamento alla legge regionale per la protezione della natura che prevede lo sfruttamento tecnico (sci) dei ghiacciai del Tirolo. Anche in altre regioni dell'arco alpino si pensa apertamente allo sfruttamento dei ghiacciai.
Le associazioni citate ritengono che in seguito alle mutazioni climatiche vi sarà una massiccia spinta allo sfruttamento per la pratica dello sci sui ghiacciai delle Alpi e con ciò saranno minacciate le più grandi riserve di acqua dolce d'Europa.
Chiedono perciò l'arresto delle attività di sfruttamento dei ghiacciai delle Alpi mediante la realizzazione di impianti di risalita al di fuori dei comprensori sciistici esistenti; l'arresto dell'ampliamento di comprensori sciistici e l'indicazione dei confini degli stessi da rispettare; la determinazione vincolante nell'emanazione di norme europee, nazionali e regionali a tutela dei ghiacciai; la formulazione delle norme di attuazione della Convenzione delle Alpi in materia di tutela delle acque collegata alla tutela dei ghiacciai su tutto il territorio alpino; lo sviluppo di un piano guida per il turismo nelle regioni interessate, a cui corrispondano i principi della Convenzione delle Alpi ed i criteri di durata.

Alpinismo in cerca di nuova linfa

Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino è intervenuto alle celebrazioni per i 100 anni del Club Alpino Accademico Italiano nel seicentesco Palazzo Graneri, gioiello del barocco torinese auspicando che il rilancio dell'alpinismo possa partire proprio dalle rive del Po dove il sodalizio è stato fondato. Ma come immaginare un rilancio considerati i mezzi e le mentalità dominanti in una montagna sempre più relegata al ruolo di luna park? “E' incontestabile”, osserva sul notiziario Lo Scarpone il vicepresidente del CAI Valeriano Bistoletti, “che una strategia debba passare attraverso una più stretta collaborazione del CAI con l'Accademico”. “Il rischio di estinzione del Club accademico”, spiega a sua volta il presidente del Club accademico Corradino Rabbi, “deriva anche dalla politica espansionistica del CAI, più sensibile ai grandi numeri dell'escursionismo e all'emergere di diverse attività outdoor”.

“Il CAI in controtendenza”

“Mi avete affidato un compito impegnativo ed esaltante al tempo stesso, perché pone di fronte ad una grande sfida culturale”, scrive il presidente generale del CAI Annibale Salsa in un messaggio rivolto ai soci in vista delle prossime festività natalizie. “Una sfida che vi sintetizzo brevemente e che ritengo esprima il problema centrale del CAI oggi: come rendere appetibile ai giovani una ‘cultura dell'andar-per-monti' che non può che caratterizzarsi in contro-tendenza rispetto ai (dis)valori dominanti. Vi invito a cercare tutti insieme, in una solidale cordata, la strada migliore per trovare il ‘filo d'Arianna' che ci consenta di attraversare ed uscire dal labirinto dei nostri tempi di caotica ‘tarda modernità'. Con questo auspicio di un'avventura in comune, con il rinnovato impegno di far bene nell'interesse comune e conferire al nostro Sodalizio la centralità che merita nel panorama delle istituzioni italiane, auguro a voi ed alle vostre famiglie serene vacanze, in piena sintonia con l'ambiente delle montagne che tutti ci lega appassionatamente”.

Piste di sci più sicure, ma ne siamo sicuri?

La legge 24 dicembre 2003 n. 363 (Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo) descrive alcune prescrizioni necessarie per rendere sicure le piste, oltre a quelle che potranno stabilire le Regioni: 1. gli utenti devono essere protetti da ostacoli presenti lungo le piste con adeguate protezioni e segnalazioni di pericolo; 2. devono essere predisposti lungo le piste luoghi accessibili per il pronto soccorso; 3. devono essere segnalate le cattive condizioni del fondo, devono esserne rimossi i pericoli oggettivi o altri pericoli atipici; 4. la pista deve essere chiusa obbligatoriamente in caso di pericolo o di non agibilità. In un'analisi delle nuove dispossession che appare nel fascicle di dicembre del notiziario del CAI Lo Scarpone Cecilia Carreri, giudice del Tribunale di Vicenza, sprite tuttavia perplessità su questi criteri che a suo avviso “soffrono di genericità e di indeterminate” e nota che “sarà un vero problema per i gestori di impianti comprendere, concretizzare e rispettare queste prescrizioni. “Le condizioni del manto nevoso, i pericoli oggettivi come la minaccia di valanghe o di scariche di sassi, le condizioni meteorologiche, i problemi o guasti strutturali degli impianti, la possibilità di frane o cedimenti del fondo”, scrive la dottoressa Carreri, “sono tutti aspetti di difficile valutazione. Spesso, in definitiva, si tratta di valutazioni soggettive, tecnicamente opinabili, non univoche, variabili da zona a zona. In particolare appare ben difficile stabilire, in via generale e preventiva, quale sia in concreto la situazione di pericolo che imponga la chiusura degli impianti ed é intuibile la difficoltà di assumere una decisione del genere, soprattutto per i grandi impianti affollati che comportano rilevanti introiti economici per i gestori. Alle prescrizioni introdotte dalla legge si aggiungono in ogni caso le normali regole di prudenza, diligenza e perizia imposte dal codice civile e penale per la prevenzione degli incidenti colossi”.

Disco verde alla nuova suddivisione delle Alpi

E' destinata ben presto a cambiare la tradizionale partizione delle Alpi sullo spartiacque principale. Un progetto denominato “Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino” (SOIUSA) introduce nuovi criteri nell'intento di realizzare l'orientamento della comunità geografica internazionale e che trova i suoi principali ispiratori nella Convenzione delle Alpi. Addio dunque ad Alpi Marittime, Cozie, Graie, Pennine, Lepontine, Retiche, Carniche, Noriche e Giulie, la cui sequenza si usava memorizzare fin dall'età scolare con la frase “MA COn GRAn PENa LE RE/CA/NO GIU'”. Il nuovo sistema di classificazione, elaborato dal professor Sergio Marazzi dopo diversi anni di pazienti ricerche e accurati studi sull'orografia delle Alpi, sarà pubblicato sul volume “Suddivisione orografica internazionale unificata del sistema alpino” a cura dell'editore Priuli & Verlucca in coedizione con il Club Alpino Italiano. Lo annuncia lo Scarpone, notiziario ufficiale del CAI precisando che l'atlante, destinato a alpinisti, escursionisti e a tutti gli appassionati di montagna, di circa 400 pagine, farà parte dall'anno prossimo della prestigiosa collana dei Quaderni di cultura alpina di Priuli & Verlucca.

Telemark, è il momento di riscoprirlo

Un congresso del CAI a Verona ha fissato le nuove regole dello sci di fondo escursionistico. Un lungo processo di riflessione era in effetti iniziato negli anni precedenti, sulla necessità di aggiornare alcuni aspetti della disciplina ufficializzata dal CAI nel 1982, ma soggetta in questi due decenni a forti cambiamenti di concezione e d'impostazione. Tra i risultati pratici in termini d'innovazione Lo Scarpone di dicembre riporta l'opzione di meglio valorizzare, nell'ambito dei corsi e dell'attività sci escursionistica, la tecnica del telemark perchè riconosciuta, assieme alla tecnica della raspa, fondamentale nello svolgimento delle escursioni, per affrontare la discesa con maggior sicurezza.

Grandi pulizie dopo i festeggiamenti del K2

Cifre significative quelle riguardanti le operazioni di Bonifica al ghiacciaio del Baltoro in Pakistan dopo l'ondata di alpinisti e di trekker che l'estate scorsa si sono recati laggiù in occasione del cinquantennale della conquista italiana del K2. A quanto riferisce il notiziario del CAI Lo Scarpone sono stati recuperati oltre 3011 chili di rifiuti metallici, 20 di batterie, 330 di carta e cartone, 400 di materiale plastico, 1400 di rifiuti “umidi”. Un meticoloso lavoro di bonifica compiuto attraverso le strutture della società Montana srl nell'ambito del protocollo ambientale varato dal CAI in occasione del progetto “K2, dalla conquista alla conoscenza” che ha coinvolto più di cinquecento soci accompagnati da guide alpine in uno dei trekking più affascinanti del mondo.

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