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Lo Scarpone in anteprima

News da Lo Scarpone, rivista ufficiale del Club Alpino Italiano, il mensile di montagna più diffuso in Italia

La Rivista del Club Alpino Italiano Lo Scarpone - Fondato nel 1931 - Nr. 3 - Marzo 2005

Direttore responsabile: Pier Giorgio Oliveti
Coordinamento redazionale: Roberto Serafin
Segreteria di redazione: Giovanna Massini
e-mail: loscarpone@cai.it
tel. 02 205723.1 fax 02 205723.201

Lo Scarpone - marzo 2005 - © 2005 Club Alpino Italiano
Lo Scarpone - marzo 2005 - © 2005 Club Alpino Italiano

In questo numero

Il Museo della montagna si rinnova per Torino 2006

Ancora per qualche mese la quiete del Monte dei Cappuccini a Torino sarà rotta dal frastuono dei martelli pneumatici, dei trapani, delle betoniere. Squadre di muratori, carpentieri, piastrellisti, elettricisti sono all'opera per un lifting radicale del Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” , che si completerà alla fine dell'estate. Al cantiere seguiranno i riallestimenti. Un'operazione che vede coinvolti Città di Torino, Regione Piemonte, Provincia di Torino, fondazioni ex bancarie e sostenitori vari. Poi da dicembre la città e tutti gli appassionati di montagna potranno di nuovo disporre completamente di questo magico “tempio”. E il Monte dei Cappuccini diverrà il tetto del mondo della cultura alpina. Particolare importante. Il museo è una struttura della Sezione CAI di Torino e dedica tutte le attività alle “terre alte” del mondo. Inoltre nella sede opera una grande struttura dedicata allo studio delle montagne: l'Area documentazione, vero "polo culturale" del Sodalizio, con le collezioni della Sede centrale, come la Biblioteca nazionale e il CISDAE, e le preziose raccolte del museo come il Centro documentazione e la Cineteca storica e Videoteca.

L'inaugurazione ufficiale è fissata all'11 dicembre come precisa Lo Scarpone, il mensile del Club Alpino Italiano, con un duplice evento. “Viaggio alle Alpi, alle origini del turismo alpino” è una mostra curata dal professor Annibale Salsa, presidente generale del Club Alpino Italiano, che rimarrà aperta fino al mese di marzo 2006; “Viaggio all'oro, l'immaginario del Klondike” ci riporterà agli avventurosi cercatori di fine Ottocento.

Il rifugio più bello e duraturo della SAT

Alla Biblioteca della montagna-SAT, la maggiore delle sezioni del Club Alpino Italiano con circa 22.000 soci e ben 34 rifugi alpini è dedicato un ampio servizio sul notiziario mensile Lo Scarpone del Club Alpino Italiano. Nel corso della cerimonia di inaugurazione dei nuovi locali l'illustre scrittore Mario Rigoni Stern, socio onorario della Società Alpinisti Tridentini, ha terminato la sua prolusione dicendo: “Per me, amici della SAT, questa biblioteca messa a disposizione dei soci e di ogni cittadino è il rifugio più bello e duraturo che avete costruito”. Questo pensiero è stato accolto con gli applausi del foltissimo pubblico e delle autorità convenute, a sottolineare la condivisione dello spirito che ha mosso la SAT nel perseguire l'importante e onerosa iniziativa: uno spostamento della sensibilità alpinistica verso la cultura, un investimento culturale destinato alla comunità. Attualmente il patrimonio della biblioteca consta di circa 32.000 monografie e periodici, 7.000 carte topografiche (delle quali 2.000 nel Fondo storico), 600 videocassette, una discoteca con vecchi dischi in vinile, cd e audiocassette e circa 200 cd-rom. Il catalogo è consultabile on-line ( www.trentinocultura.net ).

Maurizio Nichetti anticipa Trentofestival 2005

Cinema, montagna, esplorazione e avventura: sono le parole chiave del Filmfestival di Trento che si presenta alla sua 53° edizione dal 30 aprile all' 8 maggio con alcune importanti novità. A cominciare dalla direzione affidata a un uomo di cinema, il milanese Maurizio Nichetti, autore di film di grande successo come “Ratataplan” (1979) e “Ho fatto splash” (1980). Lo Scarpone lo ha incontrato per avere qualche anticipazione sul programma, che avrà per tema portante un'epopea da…brividi, l'esplorazione dei poli. “Ho partecipato come presidente della giuria, l'anno scorso, ed è stata una bella scoperta”, racconta Nichetti. “Ho trovato gente che fa film non solo per il mercato ma per un'esigenza personale, per pura passione, con molta serietà. Oggi che nel cinema è tutto un parlarsi addosso, per me è stata una boccata d'ossigeno. Credo sia un festival che merita più riscontro a livello nazionale. Internazionalmente è già conosciuto, altrimenti non arriverebbero film da tutto il mondo”. Quali sono le iniziative speciali quest'anno? “Il tema è la storia dell'esplorazione ai poli, con retrospettive e incontri. Ci saranno approfondimenti scientifici sullo stato delle calotte polari. Senza dimenticare le montagne di casa nostra: stiamo studiando iniziative per coinvolgere di più la cittadinanza, soprattutto i giovani, in collaborazione con il museo di San Michele all'Adige. Per non dimenticare chi siamo e da dove veniamo. In una tavola rotonda si discuterà sull'importanza del cinema documentario oggi”.

L'eroe dell'Eiger se ne è andato a 98 anni

Alla venerabile età di 98 anni si è spento martedì 2 febbraio a Obersdorf, in Germania, Anderl Heckmair, l'uomo che per primo vinse il 24 luglio 1938 la parete nord dell'Eiger. La figura del celebre alpinista viene rievocata nel notiziario lo Scarpone di marzo. Era nato nel 1906 a Monaco di Baviera e alla celebre scuola di Monaco si era formato assieme ad altri illustri specialisti del sesto grado. Guida alpina, aveva fondato nel 1968 l'unione tedesca delle guide e maestri di sci (VDBS) ed era considerato tra i più autorevoli critici del moderno alpinismo, immancabile con il suo sigaro e la sua flemma alle grandi adunate dell'alpinismo, in primis il Filmfestival di Trento. Anche se gli storici concordano nell'attribuirgli il merito della prima salita alla terribile parete, Heckmair ha sempre accettato di condividere gli onori e la medaglia ricevuta pomposamente da Hitler con il viennese Heinrich Harrer. E all'ombra di Harrer è in realtà sempre vissuto dopo che il compagno di scalata è diventato una celebrità grazie all'amicizia con il Dalai Lama raccontata nel film americano “Sette anni in Tibet” (1993). L'”Orco”, la tremenda parete dell'Eiger, è stata per anni il suo chiodo fisso insieme con la nord delle Grandes Jorasses che gli è sfuggita ed è stata conquistata pochi mesi dopo da Riccardo Cassin con i lecchesi Ginetto Esposito e Ugo Tizzoni. L'attacco decisivo all'Eiger, puntualmente raccontato nel suo libro “I tre ultimi problemi delle Alpi” recentemente ristampato nei tascabili Cda&Vivalda, viene sferrato il 20 agosto 1938 da Heckmair con Ludwig Vorg e da due cordate di austriaci, Harrer e Fritz Kasparek, Rudolf Fraissl e Leo Brankowsky. La caduta di una pietra blocca gli ultimi due. Heckmair e Vorg aspettano allora che il tempo migliori e ripartono il 21 superando Harrer e Kasparek. Il 23, sorpresi dalla bufera all'altezza del ghiacciaio pensile denominato “il ragno”, formano un'unica cordata (dopo essersi ignorati all'inizio del tentativo!) guidata da Heckmair e alle ore 15 del 24 dopo un bivacco sulle “fessure terminali” sbucano in vetta.

Impresa invernale sul Sassolungo

In completa autosufficienza e in modo consecutivo, gli alpinisti valtellinesi Fabio Fazzini (CAI Tirano) e Mario Vannuccini (AGAI) hanno raggiunto i primi giorni di gennaio le principali vette del Gruppo del Sassolungo. Una notevole esperienza, realizzata in base a una severa tabella di marcia. Fazzini, 25 anni, risiede a Villa di Tirano (SO) e pratica l'alpinismo sin dalla tenera età. Forte su tutti i terreni, è particolarmente appassionato delle cascate ghiacciate.

Vannuccini, 37 anni, abita a Sondrio e svolge la professione di guida alpina e di pubblicista a tempo pieno. Ogni tanto gli piace divagare con qualche idea un po' diversa dal solito...

Ecco il loro exploit “alla moviola”. Martedì 4 gennaio, avvicinamento al Sassolungo e pernottamento in tenda a 2000 m circa di quota; mercoledì 5, salita lungo il versante ovest del Sassolungo per la via Oppel al Campanile Ovest, 3173 m (disl. 800 m; fino al III+), pernottamento all'aperto in vetta; giovedì 6, traversata alla cima principale del Sassolungo, 3181 m, e discesa dalla via normale per la Cengia dei Fassani (fino al III-) alla Forcella del Sassolungo, 2681 m, pernottamento in baracca; venerdì 7, salita alla Punta delle Cinque Dita 2998 m per la parete NE (via normale; disl. 300 m; fino al III+); discesa lungo la cresta sud ovest (disl. 220 m) alla Forcella delle Cinque dita, 2785 m, pernottamento all'aperto; sabato 8, salita alla Punta Grohmann, 3126 m, per la cresta ENE (via normale, disl. 350 m, fino al IV-), discesa lungo la parete ovest (via Innerkofler, disl. 230 m), salita alla Torre Innerkofler, 3098 m, per la cresta est (via Innerkofler, disl. 200 m, fino al III), pernottamento all'aperto in vetta; infine domenica 9 gennaio, discesa dalla Torre Innerkofler per il versante ovest (via normale, disl. 330 m), salita al Dente del Sassolungo, 3001 m, lungo la via Delago (disl. 230 m, fino al IV+), discesa dal versante ovest (via normale, disl. 200 m), trasferimento alla Forcella Occidentale del Sassopiatto 2774 m (evitando le due Torri del Dente); salita alla Cima di Mezzo del Sassopiatto, 2958 m, seguendo la cresta est (disl. 200 m, fino al III), discesa lungo il sentiero attrezzato Oskar Schuster (disl. 350 m). Nella foto Fazzini e Vannuccini in vetta al Sassopiatto, al termine della traversata.

L'avanzata dei soci seniores

Anche quest'anno i gruppi seniores organizzati nelle sezioni lombarde terranno il loro raduno nell'ultimo mercoledì di maggio, il 25, a Roncola San Bernardo (Bergamo). Arrivato alla 12° edizione consecutiva, il raduno inaugura una nuova serie: è il primo intitolato ad Anna Clozza che è stata l'anima oltre che l'organizzatrice dei precedenti. La Roncola, a 854 m in valle Imagna è accessibile a ogni tipo di automezzo. Gli organizzatori si aspettano una partecipazione superiore ai mille partecipanti, iscritti a una trentina di sezioni lombarde. Il programma prevede gita, messa, incontro conviviale e festa o intrattenimenti postconviviali: rispetto ai raduni “del secolo scorso”, in cui bastava decidere in quale (capiente) rifugio fare base, i raduni del nuovo millennio sono entrati nello spazio dei grandi numeri, in cui si osserva una crescita dei partecipanti lineare (e fisiologica) da un anno all'altro. Il che inesorabilmente implica sforzi organizzativi sempre maggiori. Al punto che, con il primo raduno “Anna Clozza”, come da lei previsto e auspicato, si sperimenta un nuovo approccio: responsabilità organizzativa non più di una singola sezione a turno, ma della commissione stessa e, semmai, deleghe operative alla sezione del territorio ospitante il raduno. Sono stati distribuiti i preinviti a 145 sezioni, ma sono benvenuti anche rappresentanti di sezioni di altri Convegni, in particolare quanti in un modo o nell'altro sono già entrati in contatto con la commissione lombarda. Chi è interessato, mandi una e-mail (andando alla pagina www.cailombardia.it/convegno/sa.htm , e cliccando su presidente.senior@cailombardia.org ), oppure telefonando a 0332.285459 o 02.33610385, ore serali.

Gatti e gattini per Alpi e Appennini

Dove si trovano i passi del gatto? Un socio del CAI, Piero Bordo di Genova, ha lanciato questa curiosa domanda attraversale pagine del notiziario Lo Scarpone e sono arrivate più di 50 segnalazioni. La maggior parte (40) hanno fatto riferimento al toponimo Passo del gatto, ma sono stati segnalati anche: Saltino del gatto (due volte), Bocchetta e rifugio Gattascosa, Passo buco del gatto, Bus del gatt, Costa dei gatti, Fosso del gattino, Passogatto, Passo del gattino, Valico del Prato del gatto, a cui aggiungerei Muso di gatto ( Muru de gatto ) che si trova in Val Gargassa e Rocche dei Gatti in Val Cerusa, entrambi nel Parco del Beigua (Genova). Il passo del gatto maggiormente segnalato (13) è stato quello della Val di Scalve (BG). Seguono con 9 segnalazioni quello tra i rifugi Gnutti e Tonolini sull'alta via dell'Adamello e con 6 quello al Pelmo. Con quasi tutti gli amici con cui ho parlato al telefono abbiamo fatto la seguente considerazione, segnalata anche da altri nei loro scritti: passo può avere significato sia di valico sia di passaggio, ossia "luogo attraverso il quale si passa o si può passare".

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