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Lo Scarpone in anteprima

News da Lo Scarpone, rivista ufficiale del Club Alpino Italiano, il mensile di montagna più diffuso in Italia

La Rivista del Club Alpino Italiano Lo Scarpone - Fondato nel 1931 - Nr. 8 - agosto 2005

Direttore responsabile: Pier Giorgio Oliveti
Coordinamento redazionale: Roberto Serafin
e-mail: loscarpone@cai.it
tel. 02 205723.1 fax 02 205723.201

Lo Scarpone - agosto 2005 - © 2005 Club Alpino Italiano
Lo Scarpone - agosto 2005 - © 2005 Club Alpino Italiano

 

Nel numero in distribuzione nel mese di agosto

Soccorso alpino, dal satellite un aiuto per le ricerche

Svaniti nel nulla per inesperienza, per avere sottovalutato la propria capacità di orientarsi nel fitto di un bosco, per essere stati traditi da una segnaletica approssimativa. Si moltiplicano nel periodo delle vacanze i dispersi in montagna e il compito di ritrovarli rappresenta probabilmente il più severo banco di prova per i tecnici del Soccorso alpino. Perché questo tipo d'intervento richiede una ferrea preparazione, una conoscenza capillare del territorio e un impiego massiccio di uomini, mezzi, unità di ricerca in superficie. Non è un caso che l'argomento sia al centro del congresso dell'associazione CISA IKAR, l'Onu del soccorso alpino, che si terrà in autunno a Cortina.

“Le tecniche di ricerca, soprattutto su terreno impervio, richiedono un'accurata pianificazione e su questo tema il soccorso alpino sta compiendo nuovi e decisivi passi avanti”, spiega Piergiorgio Baldracco, presidente del Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico, struttura operativa del Club Alpino Italiano. L'argomento, fra i tanti che il presidente si trova ad affrontare all'inizio del suo mandato al vertice di questo “esercito silenzioso”, sembra stargli particolarmente a cuore.

“Si dividono i campi d'intervento squadra per squadra, si scambiano le squadre...Eppure quando si va alla ricerca di un disperso”, spiega Baldracco in un'intervista allo Scarpone, notiziario mensile del CAI, “ci sono punti in cui nessuno dei nostri tecnici è passato. E in molti casi la persona dispersa si trova proprio in queste aree. Tutto questo non dovrebbe più capitare con la nuova tecnica satellitare che stiamo mettendo a norma: l'utilizzo del Gps come rilevatore di percorso. In breve, un Gps nello zaino di ogni uomo, o agganciato ai collari dei cani, memorizzerà il tratto percorso. I dati così acquisiti verranno poi scaricati in un computer in cui è presente la cartografia dettagliata della zona. A quel punto le zone in cui nessuno è ancora passato saranno immediatamente rilevate e la situazione tornerà a essere sotto controllo”.

Montagnaterapia: nuovo approccio integrato alla montagna

Da qualche tempo l'unità operativa di psichiatria del distretto Alto Garda e Ledro della Azienda provinciale per i servizi sanitari della Provincia autonoma di Trento (APSS), in collaborazione con la Sezione CAI SAT di Riva del Garda e il patrocinio del Comune di Riva del Garda e delle Guide alpine di Arco, coinvolge gruppi impegnati in progetti di cura e riabilitazione attraverso attività escursionistiche e alpinistiche in ambiente montano. Questo approccio integrato all'ambiente alpino e alla sua influenza sulla psiche viene definito montagnaterapia con un neologismo coniato nel 1999 dal settimanale “Famiglia Cristiana” dopo che a Pinzolo (TN) un gruppo di giornalisti e il Club accademico del CAI avevano messo a confronto varie esperienze in proposito.

Il progetto è nato ed è stato costruito con finalità clinico-riabilitative, ma era inevitabile che attorno nascessero idee, iniziative, interessi con il sostegno di amministrazioni comunali (quella di Riva del Garda); l'attenzione del mondo scientifico (alle università di Padova e Verona due tesi di laurea si sono sviluppate sul tema della montagnaterapia); il progressivo svilupparsi di contatti a livello nazionale con altri gruppi di lavoro attivi nello stesso campo. Ora per la prima volta un corso didattico denominato “Sopraimille” viene rivolto dal 9 all'11 settembre a operatori psichiatrici impegnati in progetti di montagnaterapia. Quali le caratteristiche? Innanzi tutto la residenzialità, ovviamente in un rifugio, il Nino Pernici situato nelle Prealpi di Ledro. Poi i destinatari: sono stati invitati operatori (medici, infermieri e riabilitatori) dei servizi psichiatrici e soci SAT del Trentino, oltre a una piccola rappresentanza proveniente dall'Alto Adige. Il “numero chiuso” permetterà una migliore gestione dell'esperienza e la garanzia di una tenuta e qualità organizzativa. I lavori, come specifica Lo Scarpone, notiziario ufficiale del Club Alpino Italiano, saranno coordinati dal presidente generale del Club Alpino Italiano, professor Annibale Salsa.

Strategie. Rafforzare il legame dei rifugi con il territorio

Un incontro al rifugio Carrara, nelle Apuane, ha consentito di mettere a fuoco il 18 giugno un'originale strategia che mira a rafforzare il legame delle strutture in quota con il territorio nel contesto di un rilancio del turismo alpino. In merito a questa “Giornata culturale al rifugio” il presidente generale del CAI professor Annibale Salsa riferisce sul notiziario Lo Scarpone che

“l'idea ispiratrice del programma è quella di attribuire valore aggiunto ad alcuni nostri rifugi rispondendo a bisogni culturali sempre più diffusi nella nostra società. Ad esempio, quello di trasformare taluni rifugi, ubicati in aree di pregio ambientale e paesaggistico, in realtà dotate di un senso ulteriore rispetto alla mera finalità ricettiva”.

“Il concetto alla base del progetto”, spiega ancora Salsa, “va nella direzione di rafforzare il legame con il territorio inteso come ‘luogo delle relazioni' con la cultura materiale locale (prodotti tipici), con la storia e la geografia dell'habitat ospitante (popolazioni) e dall'elevato valore identificante.

Il fine che deve guidare tale scelta culturale è quello di uscire dall'anonimato, dalla spersonalizzazione, dalla ‘de-storificazione' delle strutture per fare dei nostri rifugi, collocati in zone a elevato surplus ambientale, dei ‘uoghi' di accoglienza in senso forte ma, soprattutto, alternativi alla diffusione esponenziale e anonima dei non-luoghi”.

“Il Club alpino”, conclude il professor Salsa, “non può rimanere estraneo all'attuale dibattito sulla ‘cultura dell'abitare e del costruire' proprio per le grandi potenzialità ricettive che esso ha nei territori di montagna e per gli esempi virtuosi e le ‘buone pratiche' che deve esibire in coerenza con quella vocazione al ‘bello' e al ‘sublime' sempre dichiarata ma non sempre attuata”.

Da Sapri a Napoli per sentieri e binari

A completamento del programma nazionale di trenoescursionismo “Trenotrekking 2005” , la Commissione centrale per l'escursionismo deel CAI propone agli appassionati il Trenotrekking Sapri-Napoli, organizzato in collaborazione con le Sezioni di Cava de' Tirreni, Celle di Bulgheria, Napoli e Salerno e la Sottosezione di Castellammare di Stabia. La manifestazione si svolgerà dal 17 al 24 settembre e si articolerà in 8 tappe escursionistiche alternate a trasferimenti in treno e bus, con pranzi al sacco, nonché cene e pernottamenti in strutture ricettive secondo l'ormai collaudata formula del trenoescursionismo. Il programma completo e la scheda d'iscrizione sono publicati sul notiziario Lo Scarpone di agosto. Per informazioni occorre contattare il coordinatore del trenotrekking Gianfranco Garuzzo (Via Monteverde 22 - 15100 Alessandria - tel/fax 0131.225379 - E-mail: garuzzo.gfr@inwind.it ), ovvero visitare il sito dedicato www.trenotrekking.it

Con il CAI traversata delle Alpi in mountain bike

Il gruppo MTB della Sezione di Este del Club Alpino Italiano ha organizzato la traversata integrale delle Alpi in mountain bike in occasione del decimo anniversario del CamminaItalia, con partenza il 17 luglio da Trieste e arrivo previsto il 10 settembre a Ventimiglia. La partecipazione è aperta. Il calendario completo delle tappe è consultabile sul sito del gruppo www.caieste.org/gruppo_mtb.htm . Chi vuole aggregarsi anche per una sola tappa?

Più longevi dove l'ossigeno scarseggia geno scarseggia

Medicina di montagna ed elisoccorso sono stati in giugno al centro dell'attenzione a Cogne, nel funzionale Centro congressi della Maison Grivola che ha ospitato medici appassionati di montagna e delle problematiche di salute in quota. Particolare interesse ha riscosso la relazione del professor Paolo Cerretelli, impegnato all'identificazione delle differenze tra le cellule muscolari dei tibetani e dei caucasici. Quali le differenze riscontrate? Quelle dei tibetani, adattati da secoli all'ipossia, contengono proteine che contrastano l'invecchiamento cellulare in misura maggiore di quelle dei caucasici. Questo particolare ha detto Cerretelli, potrebbe aprire futuri scenari nella ricerca sull'invecchiamento. Per la gioia degli alpinisti, i medici Annalisa Cogo e Luciano Bernardi hanno presentato alcuni dati relativi agli studi effettuati sugli scalatori della spedizione italiana all'Everest del 2004. Quali differenze nel modo di respirare sono state riscontrate tra quelli che hanno raggiunto la vetta senza e quelli con ossigeno? Pare che un respiro controllato, lento e profondo, permetta di ossigenare bene il sangue, senza portare all'esaurimento l'apparato respiratorio. I dati sono stati confermati dal racconto delle sensazioni soggettive di Alex Busca, uno degli alpinisti studiati. Sul simposio riferisce Oriana Pecchio nel numero di agosto del notiziario Lo Scarpone.

Quattro soci su dieci sono seniores

Il raduno annuale dei soci anziani e il loro cimentarsi su sentieri e pareti è un momento di festa ormai tradizionale per gli iscritti al CAI. Le sue origini risalgono al primo “Collaudo degli anziani” lanciato nel 1937 dalla sezione milanese SEM. Ma la nascita del “movimento” vero e proprio è “sessantottina”. E' di quegli anni infatti il primo gruppo anziani “Enrico Bottazzi” di Bergamo. Via via l'attività si è poi sviluppata sotto la guida di Beniamino Sugliani di Bergamo, Emilio Romanini di Milano e Anna Clozza di Lecco. “Gli anziani, o meglio, i seniores”, spiega il presidente dei soci ultrasessantenni Dino Marcandalli, “sono una forza preziosa nel CAI, portatori di una cultura di gruppo, motivati dal piacere di andare in montagna insieme, che riflette lo spirito stesso dell'associazionismo alpino di Quintino Sella e dell'abate Stoppani. Non a caso dalle statistiche delle Commissione regionale seniores emerge su tutti il dato che amicizia e solidarietà (soddisfare il bisogno di appartenenza) sono gli elementi dominanti della partecipazione alle attività sociali”. E' affinando la capacità di risposta bilanciata in queste due direzioni che l'organizzazione del CAI, spiega Marcandalli in un'intervista al notiziario Lo Scarpone, punta a un'offerta sempre più capace di attrarre e fidelizzare una popolazione di tesserati anziani che, sui circa 90.000 iscritti CAI della sola Lombardia, raggiunge e ormai supera 4 soci su 10.

Un check up per le nostre vallate

E' sufficiente scorrere le pagine delle pubblicazioni periodiche del CAI per rendersi conto che un ideale “libro bianco” va sempre più arricchendosi di osservazioni, segnalazioni, opinioni sulla situazione dell'ambiente montano. Ora le vacanze sono un'occasione imperdibile per compiere questa benefica opera di aggiornamento, spiega il notiziario del CAI Lo Scarpone. In che modo? Senza troppe formalità, semplicemente scrivendo poche righe e mandandole possibilmente per posta elettronica ( loscarpone@cai.it ) alla redazione. Quali le “realtà negative” su cui concentrare l'attenzione? Prima di tutto quelle che sono sotto i nostri occhi durante un soggiorno o un'escursione. Può essere interessante fare riferimento alle realtà messe in evidenza dal protocollo della Convenzione delle Alpi che affronta il tema “Difesa del suolo”: il depauperamento delle risorse, la banalizzazione paesaggistica, le opere di urbanizzazione scellerata (discariche, zone artigianali, infrastrutture sportive), il problema delle seconde case. Chi va per sentieri potrà segnalare episodi di malcostume legati all'impiego incontrollato di mezzi motorizzati. Ma perché l'opera di monitoraggio sia completa sarà opportuno segnalare anche realtà positive, riguardanti per esempio lo stato spesso per fortuna lodevole, dei boschi e dei pascoli, il buon servizio reso in molti casi dai mezzi pubblici, l'accoglienza e l'onestà degli albergatori, la qualità della gestione dei rifugi, la benefica presenza in montagna di contadini, pastori e boscaioli.

Ufficio Stampa Club Alpino Italiano

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