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Direttore responsabile: Pier Giorgio Oliveti
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Lo Scarpone - febbraio 2006 - © 2006 Club Alpino Italiano
Mentre dal 10 al 26 febbraio tutti gli occhi saranno puntati sulle XX Olimpiadi invernali in programma in Piemonte, il Museo della Montagna “Duca degli Abruzzi” del Club Alpino Italiano recentemente rinnovato al Monte dei Cappuccini rivolge uno sguardo al futuro. Una rassegna di rare immagini riguarda infatti il Klondike dei cercatori d'oro ed è un ideale omaggio del museo che domina Torino dal Monte dei Cappuccini al Canada che ospiterà le Olimpiadi di Vancouver nel 2010. Nella mostra intitolata “Viaggio all'oro. L'immaginario del Klondike” a cura di Aldo Audisio e Craig Richards compaiono tutti gli elementi che hanno creato il mito della corsa all'oro: le interminabili file di cercatori impegnati nella salita del Chilkoot Pass, la discesa delle rapide dei fiumi, gli scavi minerari, la nascita delle città pioniere e la vita quotidiana in difficili condizioni ambientali. La rassegna rientra nel quadro delle cosiddette Olimpiadi della cultura che costituiscono un intelligente corollario al mondo affascinante delle competizioni. Come riferisce in uno speciale dossier il notiziario del CAI Lo Scarpone, il Club alpino offre non pochi contributi alla riuscita di questo aspetto dei Giochi olimpici.
Per cominciare, gli spazi del Forte di Exilles in Valle di Susa, collegato al Museo della Montagna e situato nell'area dei Giochi olimpici di Torino 2006, accolgono fino al 17 aprile il progetto artistico “The Five Rings” a cura di Mimmo Di Marzio, organizzato da Inpressione, Museo nazionale della Montagna - CAI Torino, Regione Piemonte con il Comitato organizzatore dei XX Giochi olimpici invernali e Finmeccanica. Si tratta di cinque installazioni create espressamente per il forte da altrettanti artisti, che si riferiscono al colore dei cinque cerchi simbolo delle Olimpiadi: il cerchio verde rappresenta il rispetto dell'ambiente e la tutela della natura, il cerchio rosso i valori sportivi, il cerchio azzurro la salute e la sicurezza, il cerchio nero le tradizioni interculturali e i diritti umani, il cerchio giallo la scienza e la tecnologia. Orario dalle 10 alle 14. Chiuso il lunedì. Informazioni Forte di Exilles, tel. 0122 58270 - www.inpressione.com
Torino rende poi omaggio, grazie alla Fondazione Sella, a un protagonista nella storia dell'alpinismo e del Club alpino in particolare. “Vittorio Sella alpinista e fotografo 1879- 1909” è il titolo della mostra aperta fino al 23 aprile alla Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea con le straordinarie immagini di questo grande biellese nipote di Quintino Sella, lo statista che fortissimamente volle la nascita del CAI, come testimonia a Torino la lapide al castello del Valentino dove la nostra associazione si è riunita per la prima volta nel 1863.
Notevole interesse potrà suscitare fra i turisti che desiderano approfondire la conoscenza della Torino olimpica attraverso il suo patrimonio culturale specializzato, una visita alla Biblioteca nazionale del Club Alpino Italiano. Una serie d'incontri con inizio alle ore 17.30 avrà per tema “Leggere le montagne”. Gli appuntamenti riguardano l'8 febbraio l' Enciclopedia della Valle d'Aosta di Oriana Pecchio e Pietro Giglio, il 24 febbraio Officinahce, rivista digitale di ricerca sull'alpinismo e lo spazio alpino. Incontro con Andrea Bocchiola e Eugenio Pesci, il 3 marzo “ Le Alpi: una regione unica al centro dell'Europa” di Werner Bätzing, il 22 marzo “ 365 giorni sulle Alpi” di Paolo Paci. Sarà u n'occasione imperdibile per visitare la nuova e accogliente sede della Biblioteca nazionale del CAI al Monte dei Cappuccini di Torino, dotata di un patrimonio documentario raccolto in 143 anni che comprende 24.000 libri, 1.154 testate di periodici per un totale di 16.000 annate, un fondo cartografico di 9.271 pezzi (1.800 carte recenti, 4.460 storiche e 3.011 extraeuropee provenienti dal Cisdae) e un fondo archivistico. La consultazione in sede è libera negli orari di apertura (martedi e giovedi dalle 13 alle 18,45, mercoledi e venerdi dalle 9,15 alle 15). I l prestito è riservato ai soci CAI ed è previsto un servizio di consulenza bibliografica. Aperture straordinarie della Biblioteca con visite guidate sono previste durante le Olimpiadi.
Due segnalazioni per concludere. In occasione delle Olimpiadi invernali, il FAI – Fondo per l'Ambiente Italiano ( www.fondoambiente.it ) ospita dal 12 febbraio al 26 marzo nel Castello della Manta (Cuneo), una mostra fotografica per celebrare la vita e le imprese sportive di Guido Monzino, uno degli ultimi grandi esploratori, organizzatore di importanti spedizioni in ogni angolo del mondo. Con le guide del Cervino, suoi fedelissimi compagni, ha viaggiato dall'Africa alla Groenlandia, dalle Alpi alle Ande all'Himalaya, e ha portato a termine nel 1973 la prima conquista italiana dell'Everest. Di particolare significato anche la riapertura del forte di Bard ( che da secoli presidia con la sua mole l'accesso della Vallee d'Aosta) avvenuta il 13 gennaio dopo un lavoro di restauro durato diversi anni. Dismesso nel 1975 dal demanio militare, acquisito al patrimonio regionale nel 1990, il Forte è dotato di ampi spazi espositivi capaci di accogliere mostre (la prima, in concomitanza con le Olimpiadi invernali di Torino, è “ Alpi di sogno. Dal mito all'ascensione. La rappresentazione delle Alpi Occidentali 1800- 1930” ) concerti e spettacoli, ma in futuro anche uffici, punti di ristoro e un accogliente hotel di charme ( www.infobard.it ).
"Quota 283" s'intitola il film ufficiale del Museo della montagna “Duca degli Abruzzi”, che accompagna i visitatori nelle aree espositive. Ne sono autori Enrico Camanni, scrittore e cineasta, e Giuseppe Cederna, attore di cinema e di teatro e scrittore. Diretto da Jasen Nannini, prodotto da Little Bull, il film comunica in trenta minuti al visitatore che cos'è la passione per la montagna, con semplicità e una sorta d'intimismo. Sul notiziario del CAI Lo Scarpone viene in esclusiva riportato un brano significativo che Cederna recita dall'interno dello storico bivacco alpinistico esposto nelle sale del museo al Monte dei Cappuccini. “ Questo è uno dei primi bivacchi degli inizi degli anni 30 del Novecento”, spiega Cederna. “Sulle Alpi occidentali se ne trovano fino a 4000 metri di altezza. Ha l'anima in legno, listelli di legno ricoperti di lamiera zincata. E' solido, è molto meglio di una tenda. Pensate di arrivarci stanchi morti, affamati e sudati, e la luce se ne sta andando. E' una fortuna rifugiarsi in questo bivacco per recuperare le forze in vista della scalata di domani. Mi sono cambiato e sto molto meglio. Sono quasi felice. C'è un letto di tela, un appoggio, si può persino accendere una candela. E ascoltare la notte, il mistero delle montagne, qualche colpo di vento, un seracco che cade. Poi silenzio: le pareti dormono. Io invece nei bivacchi non riesco a chiudere occhio. L'attesa, l'emozione, forse la quota. Devo dormire. Devo recuperare. Devo dormire per recuperare. Sono le due di notte e fra un'ora si parte. Ormai non dormo più. E allora pensi, pensi. Che cosa mi ha portato qui ancora una volta, perché, che cosa sto cercando, che cosa mi aspetto, cosa cercano gli alpinisti?”.
La Società alpinisti tridentini (SAT) in collaborazione con l'Assessorato alle pari opportunità della Provincia autonoma di Trento ha avviato un progetto di ricerca denominato “Pareti rosa”, finalizzato alla ricostruzione del contributo apportato dalle alpiniste trentine alla storia e all'evoluzione dell'arrampicata. Un contributo importante, ma poco noto, causa la mancanza di pubblicazioni e la carenza di studi specifici. La SAT , come riferisce il notiziario Lo Scarpone, ha promosso l'iniziativa proprio per colmare questa grave lacuna e stimolare ulteriori approfondimenti. Sino ad ora la ricerca, della quale è stata incaricata la Biblioteca della montagna-SAT, si è sviluppata su vari livelli: ricerca archivistica, ricerca su documenti editi, diffusione a mezzo “Bollettino SAT” e sito web di un questionario, infine alcune lettere ad personam indirizzate a note alpiniste locali che stanno collaborando per dare completezza al censimento. La ricerca riguarda sia le alpiniste in attività sia quelle del passato, con una apposita sezione dedicata al ricordo delle scomparse. L'obiettivo finale si concretizzerà con la pubblicazione di un libro riportante i risultati del lavoro e alcuni approfondimenti su figure e periodi dell'alpinismo trentino al femminile. Chi desidera collaborare all'iniziativa segnalando nomi di alpiniste trentine contemporanee o del passato, può rivolgersi direttamente alla Biblioteca della montagna-SAT (via Manci 57, Trento; sat@biblio.infotn.it ) o consultare il sito web della Sat ( www.sat.tn.it ).
Progetti urbanistici obbrobriosi, discariche a cielo aperto in paradisi naturali, invasioni motorizzate, incongrui impianti sciistici. Il malessere delle nostre montagne si palesa più che mai nelle testimonianze dei lettori del notiziario del CAI Lo Scarpone attraverso il sondaggio
battezzato “Check-Alp”, con l'invito a segnalare pregi e difetti delle vallate alpine o appenniniche. Niente di nuovo sotto il sole: non più tardi dell'ottobre scorso la Commissione europea ha deciso di procedere contro l'Italia per violazioni della normativa ambientale, e dei dieci casi italiani fatti oggetto di provvedimenti, ben sei riguardano il territorio alpino. Note positive sono arrivate alla rdazione dalla Valtellina dove pure “ci si ostina a costruire impianti che portano sempre più in alto”, come osserva Ivan Fassin, scrittore e antropologo, “magari sui versanti sud o esposti a sud (vedi nella zona del Sasso Nero in Valmalenco, e in Valle dell'Alpe in Valfurva), mentre la neve inesorabilmente, anno dopo anno, diminuisce”. Qualcosa sembra cominciare a muoversi. Si è riusciti a sviluppare (con la Fondazione Bombardieri e con la Fondazione Credito Valtellinese) un corso sul paesaggio alpino. Un tema che fino a qualche anno fa, a trattarlo con convinzione, sarebbe sembrato (da noi) un vezzo estetizzante. Ed è stato frequentato da moltissimi insegnanti, che si spera saranno diffusori convinti di una sensibilità più attenta presso le giovani generazioni. Si è svolto anche un corso sul turismo sostenibile e responsabile (promosso dal Cesvip): e ora un piccolo manipolo di giovani è pronto a farsi non solo propagandista di un'idea, ma fattivo operatore di innovazione nel campo. Ancora, a cura della Sev (Società Economica Valtellinese), con ‘Stelline' del gruppo Creval, ma col contributo di moltissimi attori, è in corso di realizzazione un progetto di raccordo e integrazione tra le numerose iniziative di inventario, recupero, valorizzazione della sentieristica escursionistica delle nostre montagne, non senza attenzione al contesto naturale, storico, culturale. “Così forse”, osserva Fassin, “un patrimonio immenso di percorsi del lavoro, del transito, del contrabbando, per non dire di quella grandiosa opera viaria costruita prima e durante la Grande guerra soprattutto in Alta valle, sarà sottratta al degrado e all'abbandono per essere reinserita in una attività turistica in forte sviluppo, quale un escursionismo curioso, attento, intelligente oltre che ‘sostenibile'”.
In Alto Adige, a San Candido e dintorni la lettrice Gabriella Uluhogian ha potuto apprezzare la bellezza della valle, la pulizia, l'ordine e il lindore dei prati, la buona segnalazione dei sentieri. E fin qui tutto bene. “Molto male invece la progressiva cementificazione di un centro bellissimo come era San Candido, ricco di cultura (basta pensare alla sua Collegiata e relativo Museo), che trasformato in paese delle vacanze rischia di diventare la succursale di una delle più squallide località dell'Adriatico: semplicemente luogo di acquisti e di visite mordi e fuggi (anche per i prezzi notevolmente alti). A ciò contribuisce anche la dissennata moltiplicazione dei condominii-seconde case, talvolta orribili, destinate a essere chiuse molti mesi all'anno”.
Per concludere, non si salva dall'ineducazione generalizzata neanche un monumento naturale come il Campanile di Val Montanaia nlle Dolomiti d'Oltrepiave. A pochi metri dal bivacco Perugini Michele Bertoldini della Sezione di Venezia si è imbattuto in un deposito di rifiuti. “Ho pensato a una discarica programmata ma poi, recuperata subito la ragione, mi sono detto: lattine e vetro hanno tempi di decomposizione biblici...Possibile, mi chiedo, che per l'ennesima volta in chi frequenta la montagna prevalga il senso di inciviltà?”.
Le celebrazioni per il cinquantennale della conquista italiana del K2 (1954-2004) sono state l'occasione per affrontare e sviluppare nelle pagine della stampa sociale del Club Alpino Italiano una miriade di argomenti legati alla storia dell'alpinismo, alle odierne problematiche ambientali in terre un tempo considerate remote, alle modalità per affrontare i grandi trekking. In particolare il notiziario Lo Scarpone ha aggiornato mese per mese i lettori su ogni aspetto delle celebrazioni e sul progetto del CAI “K2. Dalla conquista alla conoscenza”. Un centinaio di pagine insieme con un fascicolo speciale (supplemento del numero 6/04) sono state dedicate all'evento. Quattro le copertine sul K2: in marzo, giugno (edizione speciale), luglio e ottobre 2004. A ciò va aggiunto il testo dell'ampia e approfondita relazione denominata “Il Consiglio centrale ai tre saggi per il giudizio storico sul K2 (1954-2004)”, di cui è possibile prendere visione nella sua integrità sul portale del Club Alpino Italiano ( www.cai.it ) cliccando su “ricostruzione storica”, indi sul tasto “scaricare”. In quest'ideale scalata la redazione ha avuto come eccezionale compagno di cordata Bruno Bozzetto, maestro del cinema di animazione, alla cui magica matita si devono il logo e la cartolina ufficiale del progetto.
Continuano sul notiziario del CAI Lo Scarpone gli interventi sui pressanti problemi posti dalla necessità di reperire i fondi necessari per finanziare i lavori di manutenzione e di ristrutturazione dei rifugi alpini. Dopo l'intervento, in gennaio, del presidente della Società Alpinisti tridentini, la parola passa in febbraio a Carlo Lucioni, presidente della Sezione di Milano a cui fanno capo oltre trenta strutture. “Certamente le risorse vanno reperite anche all'esterno del Sodalizio, sollecitando l'intervento degli enti pubblici”, spiega Lucioni. “Si tratta tuttavia di una strada difficile da percorrere. Il nostro Sodalizio è in grado di farlo in tempi nei quali le difficoltà finanziarie in cui si dibatte il Paese sono sotto gli occhi di tutti? Sarebbe ingeneroso escluderlo a priori, certo non è semplice e occorre una forte volontà. Un'altra strada che noi iscritti alla Sezione di Milano abbiamo perseguito è stata quella delle sponsorizzazioni. Intendiamoci, niente di trascendentale, non abbiamo certo intenzione di tradire la nostra storia e la nostra identità. Semplicemente abbiamo identificato dei casi nei quali può esistere una coincidenza di interessi tra la sezione e un possibile sponsor. Interventi limitati, per i quali sia possibile definire con trasparenza i reciproci rapporti e nei quali la contropartita per lo sponsor venga chiaramente definita”.
Le sponsorizzazioni a cui si riferisce Lucioni riguardano la bonifica ambientale del terreno circostante il rifugio Pizzini Frattola in Valfurva avvenuta grazie alla disponibilità della Azienda Energetica Municipale di Milano (AEM); il secondo intervento riguarda invece il rifugio Ponti in Valmasino, con il contributo del Gruppo Zecca di Cosio Valtellino, produttore di prefabbricati e di materiale speciale per l'edilizia.
Prosegue l'intensa attività del gruppo “Terre alte” del Club Alpino Italiano che in 15 anni ha offerto un importante contributo alla conoscenza e difesa del patrimonio culturale delle montagne. In distribuzione in questi giorni, il volume “Terre Alte d'Aspromonte” sarà ufficialmente presentato a Reggio Calabria sabato 10 febbraio, come preannuncia il notiziario Lo Scarpone. Curato da Alfonso Picone, il libro illustra gli esiti della ricerca condotta nel Parco nazionale dell'Aspromonte nell'ambito dell'accordo quadro tra il CAI ed Ministero all'Ambiente fornisce un importante contributo alla conoscenza del popolamento di altura in Calabria evidenziando aspetti esclusivi di tale particolare contesto geografico. Grazie alla collaborazione con l'Università di Reggio Calabria è stato possibile sviluppare anche una complessa serie di rilievi dei manufatti che sono stati individuati, definendo in tal modo un'interessante metodologia di ricerca con tecniche di rilevamento assai avanzate, che potrà costituire un modello per altre analoghe ricerche in corso nel territorio appenninico meridionale. La ricerca condotta sull'Aspromonte dimostra come il tema dello studio dei “segni dell'uomo” costituisca un'importante fonte di dati per chiarire la complessa stratificazione di eventi che è alla base dei processi di insediamento in quota. Questo nuovo volume si aggiunge alle numerose altre pubblicazioni riguardanti la cultura e la civiltà delle montagne Italiane che il Club Alpino Italiano tramite il gruppo di lavoro Terre Alte ha contribuito a realizzare.
Con il patrocinio e il contributo delle sezioni del CAI del Veneto–Friuli Venezia Giulia e l'organizzazione della Commissione veneta sentieri si terrà sabato 18 febbraio a Belluno (Sala degli affreschi della Provincia) con inizio alle 9,30 un convegno sul tema “Aspetti giuridici e normativi nella gestione dei sentieri”. A partire dall'esame del quadro normativo vigente e delle problematiche riscontrare nelle varie realtà territoriali in ordine alla gestione dei sentieri, il Convegno intende proporre una nuova e possibilmente univoca definizione giuridica del sentiero che ne riconosca e certifichi la “pubblica utilità” e ne assicuri nel contempo un'adeguata tutela. Come viene anticipato nelle pagine del notiziario lo Scarpone, il dibattito coordinato da Bruno Zannantonio, presidente della Commissione veneta sentieri, prevede relazioni sulla legislazione vigente, la pubblica utilità del sentiero, l'esperienza delle Comunità montane del Friuli-Venezia Giulia, le Comunità montane del Veneto e la gestione amministrativa del sentiero, le responsabilità connesse ai sentieri. Una proposta riguarderà una nuova definizione del sentiero cui seguirà una tavola rotonda con i rappresentanti delle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e delle Province autonome di Trento e Bolzano. Le conclusioni saranno a cura di Annibale Salsa, presidente generale del CAI.
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