inalto

Lo Scarpone in anteprima

News da Lo Scarpone, rivista ufficiale del Club Alpino Italiano, il mensile di montagna più diffuso in Italia

La Rivista del Club Alpino Italiano Lo Scarpone - Fondato nel 1931 - Nr. 6 - giugno 2006

Direttore responsabile: Pier Giorgio Oliveti
Coordinamento redazionale: Roberto Serafin
e-mail: loscarpone@cai.it
tel. 02 205723.1 fax 02 205723.201

Lo Scarpone - giugno 2006 - © 2006 Club Alpino Italiano
Lo Scarpone - giugno 2006 - © 2006 Club Alpino Italiano

Nel numero in distribuzione nel mese di giugno

Intervista al presidente nazionale del Soccorso alpino

Era consapevole di doversi rimboccare le maniche Pier Giorgio Baldracco, socio della storica Sezione di Torino, quando due anni fa assunse la presidenza del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, sapendo bene che la guida di questa fondamentale struttura operativa del Club Alpino Italiano avrebbe richiesto un impegno e una dedizione totali. Ma nel corso del biennio gli impegni sono andati oltre ogni ragionevole aspettativa. Basta scorrere il rapporto sull'attività del 2005 già in parte anticipato in maggio sul notiziario del CAI Lo Scarpone. Mai nella sua storia cinquantennale i tecnici del CNSAS hanno lavorato tanto. Un vero bollettino di guerra. Sono aumentati gli interventi (+7,2%), le persone decedute (+21,5%), i feriti (+3,5%), i dispersi (+ 2,4%). Ma, fortunatamente, anche gli illesi (+15,1%).

Il dato più significativo è probabilmente quello relativo all'incremento degli interventi: 5.563 contro i 5.188 del 2004. Desolante il numero delle vittime: 429, ben 76 in più dell'anno precedente. Un'ecatombe, vale la pena di ripeterlo, che deve fare riflettere. La montagna impone rispetto e conoscenza, e non a caso sono in diminuzione gli interventi a favore dei soci CAI (-9,6%) mentre aumentano quelli per i non soci (+8,7%).

Ma l'aspetto che più dovrebbe colpire, e che invece inspiegabilmente non compare nelle statistiche, spiega il presidente Baldracco in un'intervista allo Scarpone, è la valenza “sociale” che rivestono i tecnici del soccorso, chiamati a supportare il Servizio 118 in un'ampia gamma di interventi a beneficio di gestanti, anziani infartuati, incidenti sul lavoro. Questo “esercito silenzioso” ha lavorato tanto e bene, dando prova di grande spirito solidaristico verso persone che si sono trovate esposti agli inconvenienti del vivere in montagna.

La difesa della montagna e di chi ci vive è un aspetto fondamentale della nostra missione”, osserva il presidente. “Mi riferisco in particolare a quel giusto equilibrio tra difesa dell'ambiente e utilizzo delle risorse che la montagna offre per permettere di essere vissuta. Noi del Soccorso alpino siamo quotidianamente costretti a lavorare parecchio per ridurre i lati negativi della scelta di vivere in montagna, uno dei quali è sicuramente la lontananza dalle grandi zone antropizzate dove si trovano i servizi e le strutture sanitarie. Per questo motivo sempre di più il Soccorso alpino si abbarbica nelle vallate venendo adottato dalla popolazione in una forma quasi di simbiosi. E per questo i suoi uomini intervengono di frequente anche al di fuori dei compiti istituzionali con una visione a 360 gradi della loro missione”.

Sullo schermo l'alpinismo non ruggisce più?

Severo verdetto al 54° TrentoFilmfestival concluso il 6 maggio per i film dedicati all'alpinismo. Non un solo film sull'argomento tra quelli presentati in concorso è stato giudicato dalla giuria meritevole della Genziana d'oro messa in palio dal Club Alpino Italiano. “Un buon motivo per invitare i cineasti a rimboccarsi le maniche e ripresentarsi a Trento con migliori credenziali”, ha commentato il presidente generale del CAI Annibale Salsa. “E' una crisi annunciata da anni e tanto valeva prenderne atto e premiare due degnissime opere dedicate alla speleologia, ma il regolamento non era chiaro in proposito”, ha spiegato allo Scarpone il presidente della rassegna Italo Zandonella Callegher. “Purtroppo i pochi film alpinisticamente meritevoli di vincere avevano scarsi requisiti artistici, con l'aggravante in qualche caso di pesanti condizionamenti televisivi”, osserva Luisa Iovane, gloria dell'arrampicata moderna, chiamata a tenere alta fra i giurati a Trento la bandiera dell'alpinismo insieme con il canadese Carlos Buhler. Sul gradino più alto del podio è salito, aggiudicandosi la Genziana d'oro – Gran premio “Città di Trento”, un film inglese: realizzato da Sasha Snow, “Conflict Tiger” ha il pregio secondo la giuria di “creare suspense ed emozioni intense”. Ambientato nelle foreste della Russia Orientale, metà fiction e metà documentario, il film affronta due temi spinosi come la conservazione di specie animali sempre più rare e la sopravvivenza per gli uomini nell'ambiente ostile della Siberia, al confine tra Russia e Cina.

La scelta di premiarlo è stata giudicata in sintonia con lo spirito che ha animato la rassegna diretta da Maurizio Nichetti, il privilegio palesemente concesso a opere di contenuto politico e civile.

In cerca d'ispirazione alla Biblioteca nazionale

E' un patrimonio documentario immenso quello che la Biblioteca nazionale del CAI ha raccolto in 142 anni e che da un paio d'anni si trova nella moderna e accogliente sede al Monte dei Cappuccini, a Torino. Comprende 24.000 libri, 1.154 testate di periodici per un totale di 16.000 annate, un fondo cartografico di 9.271 pezzi (1.800 carte recenti, 4.460 storiche e 3.011 extraeuropee provenienti dal Cisdae) e un fondo archivistico. La consultazione è libera negli orari di apertura ( martedi 13-18,45 - mercoledì: 9,15-15 - Giovedì: 13-18,45 - venerdì: 9,15-15. I l prestito è riservato ai soci CAI ed è previsto un servizio di consulenza bibliografica. Sul notiziario Lo Scarpone di giugno un curioso reportage “dall'interno”. Ne è autrice Consolata Tizzani, che in Biblioteca lavora da anni e che di queste preziose raccolte conosce ogni segreto. “Soci di tutte le età e sempre al corrente delle novità editoriali, che con voracità leggono libri di avventura e alpinismo, passano regolarmente una volta al mese in biblioteca per il prestito”, spiega la Tizzani. “Spesso non hanno un buon rapporto con il computer e internet e preferiscono chiedere direttamente il testo che cercano. Ci sono poi gli utenti stagionali che frequentano la biblioteca solo in determinati periodi dell'anno: l'arrampicatore e l'escursionista in primavera e autunno, l'alpinista in estate e lo scialpinista in inverno e primavera. A volte raccolgono informazioni per più gite, non richiedono un libro preciso… Tra costoro vi sono gli esperti che vanno in montagna da molti anni, ma anche i giovani appena usciti dalle scuole di alpinismo, escursionismo, scialpinismo del CAI, in cerca di consigli su falesie e itinerari montani, e anche su racconti di ascensioni di alpinisti famosi. Tocca allora al bibliotecario suggerire il libro più adatto. La biblioteca diventa sovente luogo di incontro e scambio di esperienze. Studenti universitari

vengono numerosi per consultare testi sull'architettura montana, saggi di storia dell'alpinismo, turismo, geografia, geologia, storia locale, leggende. Frequentano la biblioteca con assiduità per un certo periodo per condurre ricerche bibliografiche e iconografiche”. La Biblioteca riceve infine sempre più spesso richieste tramite posta elettronica e fax. Questo tipo di utente richiede in genere informazioni precise su testi e riviste, oppure generiche per esempio su percorsi escursionistici e trekking in Italia. Sovente scrive da altre regioni o paesi e difficilmente può recarsi a consultare i testi in biblioteca. Si accontenta quindi di qualche fotocopia, un prestito per posta, brevi informazioni.

Estate in rifugio tra cultura e buona tavola

Nei rifugi alpini l'estate 2006 si preannuncia “intelligente” con numerosi incontri culturali, concerti, manifestazioni folcloristiche, feste dedicate ai bambini, appuntamenti gastronomici. La stagione culturale nei rifugi del CAI si apre ufficialmente il 3 giugno, giornata che la Sezione di Firenze dedica al tema “Letteratura e giornalismo di montagna” presso il proprio accogliente rifugio Firenze, 2.039 m all'Alpe Cisles in Val Gardena (BZ). La manifestazione si aprirà alle 9.30 con il saluto del presidente della sezione Remo Romei e delle autorità, la presentazione del moderatore Piergiorgio Repetto (CAI Centrale) e l'introduzione di Vinicio Vatteroni, addetto culturale della Commissione rifugi. Su “Letteratura di montagna” relazionerà Dante Colli presidente della Commissione per le pubblicazioni e vicepresidente del GISM, su “Giornalismo di montagna” Laura Guardini (Corriere della Sera) e Roberto Serafin (Lo Scarpone). Concluderà la giornata Valerio Sestini, docente di Architettura all' Università degli studi di Firenze, presentando il suo libro “Architettura himalayana: architettura e ambiente nelle valli alte del Nepal” (Alinea Editore – Firenze). Organizzata dalla Commissione centrale rifugi e opere alpine, si svolgerà poi il 24 giugno la giornata culturale al rifugio Monte Bianco in Val Veny (Courmayeur). Sarà dedicata a “Storia e tradizioni valdostane” con il patrocinio della Presidenza generale del CAI e della Regione Valle d'Aosta. Il programma prevede (inizio alle ore 9.30) il benvenuto e la presentazione da parte del coordinatore Lino Fornelli, l'introduzione al tema del presidente generale del Club Alpino Italiano Annibale Salsa e una serie di relazione sui temi “ La Storia in Valle d'Aosta” (Joseph Rivolin, direttore archivi, Biblioteca regionale Valle d'Aosta); “Costumi e tradizioni valdostane” ( Alexis Betemps, presidente Etudes franco-provençales); “Glaciologia del Monte Bianco” (Augusta Cerutti, Comitato glaciologico italiano); “Storia alpinistica in Valle d'Aosta” (Piergiorgio Repetto, CAI centrale), “Architettura del paesaggio” (Giuliano Cervi, Gruppo di lavoro Terre Alte del CAI). Nella pausa pranzo saranno serviti esclusivamente prodotti gastronomici tipici locali.

La Società alpinisti tridentini a quota 22 mila iscritti

Ottanta sezioni e sei gruppi, più di 22 mila soci, una biblioteca specializzata tra le più importanti del mondo, 34 rifugi alpini, 16 bivacchi e vari punti di appoggio e capanne sociali per un totale di 3.000 posti-letto, 4500 chilometri di sentieri di cui prendersi cura per quanto riguarda segnaletica e manutenzione. E la SAT , sezione del Club Alpino Italiano, fa scuola anche nel Soccorso alpino: nato a Trento nel 1952 con due anni di anticipo sull'organizzazione nazionale, conta oggi 600 volontari suddivisi in 37 stazioni sparse sul territorio provinciale. Dopo 134 anni di storia la relazione presentata dal presidente Franco Giacomoni al convegno primaverile di Mezzocorona non può che essere letta come l'espressione di un'invidiabile vitalità. Dalla relazione si desume che i satini sono aumentati in modo costante passando dai 21.535 del 2003 ai 22.318 del 2005. C'è una spiegazione? “ La SAT è fortemente radicata sul territorio ed è quindi in grado di captare interessi e tendenze. Altra scelta è quella della sobrietà di comportamento e di spesa. Da qui il forte grado di fedeltà dei soci e l'interesse che si trasforma in nuove adesioni”, ha spiegato il presidente Giacomoni rispondendo alle domande del redattore del notiziario Lo Scarpone. Nella relazione il presidente fa riferimento anche a egoismi e insicurezze della nostra società multietnica. C'è un rimedio che la SAT è in grado proporre? “ La SAT ha individuato nella solidarietà uno dei suoi assi strategici. Conoscere l'altro, avendo forte la propria identità è il miglior antidoto al razzismo”, ha concluso il presidente Giacomoni.

La valanga di Artesina, un rischio evitabile?

Una valanga ha messo in difficoltà il 2 marzo i campionati del mondo in pieno svolgimento ad Artesina (Cuneo) e nel fascicolo di aprile l'inviato del notiziario Lo Scarpone, recatosi sul posto, ha messo in evidenza il difficile ed efficace intervento del Soccorso alpino piemontese. Intervenuti con grande tempestività e sincronia, i soccorritori hanno recuperato i travolti, ricoverato i pochi contusi, provvedendo poi a bonificare l'area valanghiva. La complessa operazione di soccorso ha dimostrato ancora una volta l'alto grado di organizzazione e la capacità professionale espressa a ogni livello di prestazione. Tuttavia sul fascicolo di giugno dello Scarpone Elio Caola, anziano soccorritore trentino (volontario del CSA-SAT dal 1952 e membro dello SVI del CAI dal 1970), esprime riserve sul lavoro svolto dal Soccorso alpino per evitare che l'evento valanghivo potesse mettere a repentaglio la vita di atleti e spettatori. “Dal momento che la valanga si è staccata dal versante soprastante il tracciato della pista”, spiega Caola, “risulta evidente che il manto nevoso, in quell'area, si trovava in una obiettiva situazione di instabilità, cioè in uno stato di equilibrio precario a causa del quale qualsiasi sollecitazione dovuta a un fattore naturale o provocata da agenti esterni al manto nevoso, poteva determinarne il collasso, come in effetti è avvenuto. E' noto che il grado di instabilità della neve e il conseguente pericolo di caduta valanghe, potevano essere accertati nelle ore precedenti la manifestazione mediante semplici e affidabili metodologie di analisi del grado di coesione della neve fra i vari strati, cioè con una operazione che ogni buon scialpinista dovrebbe conoscere e applicare e che è doveroso adottare in circostanze analoghe a quella in argomento, utilizzando i professionisti esperti della montagna come i maestri di sci e le guide alpine, nonché i volontari stessi del Soccorso alpino, presenti in questa particolare circostanza per un'opera di prevenzione e di eventuale salvataggio”.

“Le risultanze di un profilo stratigrafico della neve in quell'area”, conclude Caola, “avrebbero di fatto indotto gli organizzatori a decidere la modifica di quel tratto del percorso di gara, spostandolo in zona sicura, oppure, in mancanza di una valida alternativa, alla sospensione temporanea o definitiva della gara. Sono certamente decisioni difficili da prendere, dati i problemi di tipo organizzativo e finanziario che esse comportano, ma sono scelte doverose e responsabili, che avrebbero determinato conseguenze certamente meno gravi di quelle subite, sia sul piano dei danni alle persone che dell'immagine dell'ente organizzatore della gara”.

Intanto il bollettino del CNSAS “Il Soccorso alpino” preannuncia la pubblicazione della relazione ufficiale sulla valanga di Artesina.

CAI e FAI insieme per un'originale iniziativa

Alla vigilia dell'estate si apre con il fascicolo di giugno dello Scarpone un'originale collaborazione tra il Club Alpino Italiano, il Fondo Ambiente Italiano (FAI) e Banca Intesa per la difesa della natura e del paesaggio. L'accordo prevede la partecipazione attiva dei soci del Club alpino alla campagna del FAI “I luoghi del cuore”, secondo le modalità precisate nel regolamento pubblicato nel notiziario ufficiale del CAI. L'iniziativa scade il 15 settembre: le vacanze estive potranno dunque aiutare a identificare i luoghi che i tanti appassionati di montagna iscritti al CAI vorrebbero conservare intatti per le future generazioni. Un bosco, una montagna, un alpeggio, una cascata, una valle…che cosa suggerisce il cuore? Arrivato alla terza edizione, questo censimento nazionale ha lo scopo d'impedire che il disinteresse metta in pericolo meravigliosi angoli del nostro ineguagliabile patrimonio ambientale. Al termine dell'iniziativa una lettera verrà mandata ai sindaci e alle istituzioni competenti.

Ufficio Stampa Club Alpino Italiano

Sede Centrale – Via Petrella 19 20124 Milano Mi
tel 0039 02.205723.242 - fax 0039 02.205723.244
mail: ufficio.stampa@cai.it
Responsabile: Pier Giorgio Oliveti
Segreteria: Giovanna Massini – Gabriella Piccin

Dillo ad un amico! Invia un commento


"È vietata la distribuzione di versioni contenenti modifiche sostanziali di questo documento senza l'autorizzazione esplicita del titolare del copyright".

© 2000-2008 Martini Multimedia