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Lo Scarpone in anteprima

News da Lo Scarpone, rivista ufficiale del Club Alpino Italiano, il mensile di montagna più diffuso in Italia

La Rivista del Club Alpino Italiano Lo Scarpone - Fondato nel 1931 - Nr. 11 - novembre 2006

Direttore responsabile: Pier Giorgio Oliveti
Coordinamento redazionale: Roberto Serafin
e-mail: loscarpone@cai.it
tel. 02 205723.1 fax 02 205723.201

Lo Scarpone - novembre 2006 - © 2006 Club Alpino Italiano
Lo Scarpone - novembre 2006 - © 2006 Club Alpino Italiano

Nel numero in distribuzione nel mese di novembre

Dimagrire e risparmiare sulle tasse grazie al CAI?

La proposta viene definita coraggiosa e in questi giorni fa discutere. Potremo dedurre dalle tasse le spese per la palestra o l'iscrizione a un'associazione sportiva come suggerisce il ministro per lo Sport Giovanna Melandri? Se la lotta all'obesità, un vero flagello sociale, è tra le priorità di questo governo, il Club Alpino Italiano può essere proposto come modello per lo stile di vita virtuoso dei suoi iscritti. Come rivela il notiziario Lo Scarpone di novembre,

il 64,2% dei soci CAI dedica una parte del proprio tempo per attività sportive, a fronte del 18% degli italiani nel loro complesso, e il numero di ore destinato mediamente ogni settimana allo sport è tutt'altro che trascurabile trattandosi di attività prevalentemente di tipo amatoriali: 3,41 ore gli scalatori e 2,56 ore gli escursionisti. Inoltre il basso consumo di alcolici e l'esiguo numero di fumatori testimonia l'attenzione dei soci al proprio benessere fisico. Gli iscritti al CAI cercano dunque di affrontare la montagna sufficientemente preparati sul piano fisico, ma anche nella vita quotidiana seguono comportamenti che si potrebbero definire “salutistici” in senso lato. Sono quindi una “popolazione perfetta”? Non ancora. Dall'indagine eseguita sui trekker che nel 2004 si recarono al campo base del K2 risulta che i soggetti sovrappeso rappresentavano il 21,6% e che il 2% era obeso, cioè con BMI (indice di massa corporea) superiore a 30. Il dato è comunque inferiore alla media nazionale che fissa al 33,4% della popolazione maggiorenne i soggetti soprappeso e al 9,1% la quota degli obesi, ma potrebbe essere lo spunto per un'ulteriore indagine e riflessione sull'alimentazione dei soci. L'impressione è infatti che troppo spesso alpinisti e escursionisti, giustificati da una gita di alcune ore, si “abbandonino” a pasti di recupero quanto mai invitanti, quali i rifugi e le trattorie di montagna sanno offrire. Sarà dunque il caso, come propone sul notiziario del CAI Oriana Pecchio, medico dietologo, di studiare formule di… “polentate light” che conservino il potere socializzante ma perdano quello ingrassante.

Sempione cent'anni dopo, un modo diverso di camminare

Il centenario del traforo ferroviario del Sempione può rappresentare per chi ama camminare in montagna anche un invito a scoprire uno dei luoghi più pittoreschi delle Alpi Lepontine. Nelle pagine del notiziario lo Scarpone di novembre viene ricostruita la storia del ciclopico manufatto e quella dei collegamenti tra l'Ossola e il Vallese sulla scorta di un'opera fondamentale, “Il Sempione” della Fondazione Enrico Monti. Ma quali sono le attrattive escursionistiche di quest'area ancora in parte incontaminata? A condurci alla scoperta di tante meraviglie è Giulio Frangioni, autore della guida “Sempione” (Grossi edizioni, Domodossola) invitandoci a camminare sui resti della mulattiera medioevale fatta costruire dal “Re del Sempione” Kaspar Jodok Stockalper nel XVII secolo. Da Briga salendo al passo il pezzo più ostico è rappresentato dalle Gole della Saltina, una valle stretta e friabile la cui roccia diede non pochi grattacapi all'inizio dell'Ottocento agli ingegneri di Napoleone che costruirono la carrozzabile. Il tratto è stato superato con la posa di passerelle decisamente aeree a disposizione degli escursionisti. Sul versante italiano è stata invece aperta una via pedonabile con partenza da Domodossola e precisamente dal Monte Calvario dove sorgeva una delle residenze del barone Stockalper. Quattro sono i giorni di trekking tra Domodossola e Brig sulle tracce dello straordinario “re del Sempione” che ristrutturò l'antica mulattiera dei walser facendone una delle principali arterie strategiche del commercio internazionale dopo avere ottenuto dalla dieta vallesana il monopolio del commercio del sale.

Nel sessantennale si allarga la tela dei Ragni di Lecco

Estate intensa quella del 2006 per i Ragni di Lecco che hanno celebrato il sessantennale con una spedizione ultraleggera in Perù, parte del progetto “Liberi in libera” (con riferimento a uno stile di arrampicata all'insegna della totale libertà). Per la ricorrenza iniziative sono in programma in ottobre a Lecco, o spiti oltre venti alpinisti italiani che si sono distinti per l'attività degli ultimi tre anni e testimonial una gloria dell'alpinismo lecchese, l'intrepido Claudio Corti che fu tra i primi italiani a sfidare le ire dell'Eiger e perse sulla famigerata parete nord il compagno Stefano Longhi. Sull'intensa attività alpinistica 2006 Fabio Palma, giovane alpinista e scrittore (“Solitari” e “Uomini & pareti” tra le sue opere più recenti), offre sullo Scarpone di novembre una panoramica delle più recenti scalate dei celebri maglioni rossi.

Charta Itnerum, una nuova visione dello spazio alpino

Un cofanetto di nove carte escursionistiche in scala 1:50.000 accompagnate da tre volumi che descrivono parte degli itinerari rilevati e un CdRom interattivo. E' questo uno dei primi risultati del progetto Interreg IIIA Italia-Svizzera “Charta itinerum” sviluppato dalla Regione Lombardia con l'indispensabile collaborazione del Club Alpino Italiano. Su questa iniziativa che, come osserva il professor Annibale Salsa presidente generale del CAI, si accompagna a una nuova visione dello spazio alpino e a una crescita della domanda escursionistica, era imperniato il convegno internazionale organizzato il 27 settembre al Centro congressi le Stelline di Milano. Quali le strategie future della rete sentieristica nazionale e regionale? Quale il ruolo del CAI nell'escursionismo in Italia? Quali le nuove tecnologie alla base del rilievo della rete sentieristica? Questi gli argomenti affrontati con la regia di Franco Guzzetti del Politecnico di Milano in veste di moderatore e la presenza di Guido Bellesini, presidente delle Sezioni lombarde del Club alpino, regista e animatore del progetto che da tre anni mette alla prova la professionalità del volontariato del CAI impegnato sul terreno assieme ai tecnici rilevatori. Come viene riferito sul notiziario Lo Scarpone di novembre il progetto valorizza e promuove il patrimonio ambientale e culturale del territorio e delle popolazioni che lo abitano favorendo la cooperazione transfrontaliera, incoraggiando l'integrazione delle aree di confine, stimolando uno sviluppo equilibrato e duraturo nel rispetto della salvaguardia dei delicati ecosistemi alpini e incrementando gli scambi sia a livello istituzionale che economico e sociale. Informazioni: www.ambiente.regione.lombardia.it

L'impegno del CAI per la cultura rurale dell'Appennino

Numerose campagne di ricerca sono in corso da parte del Gruppo di lavoro “Terre Alte” del CAI per conservare ciò che resta della cultura rurale dell'Appennino. Come riferisce sul notiziario Lo Scarpone di novembre l'architetto Giuliano Cervi che coordina il gruppo, il borgo di Cecciola (Reggio Emilia) è stato scelto per una campagna sui caratteri degli insediamenti storici e della cultura rurale dell'alto Appennino settentrionale. Particolare rilievo ha avuto lo studio degli antichi fabbricati non più abitati da decenni che ha rivelato un mondo inaspettato fatto di ambienti vetusti, arredi d'epoca e antiche tecniche costruttive: prova tangibile del variegato livello di conoscenza delle vecchie generazioni. E' stato possibile verificare il sapiente uso dei diversi materiali reperibili in natura, frutto di una secolare esperienza e di una capacità di interagire con l'ambiente che oggi sono andate perdute. Gli abitanti più anziani, come riporta il notiziario Lo Scarpone di novembre, sono stati avvicinati dai ricercatori che hanno cercato di creare le condizioni per un dialogo cordiale tra nuove e vecchie generazioni. Alcuni anziani hanno cercato nelle soffitte di casa antichi documenti, foto e costumi tradizionali che hanno dischiuso una sorprendente dimensione di vita. Per memorizzare la notevole quantità di informazioni orali sono stati utilizzati piccoli registratori digitali e tutti gli oggetti e i vecchi documenti sono stati accuratamente fotografati dando vita a un archivio documentario che senza l'impegno del CAI andrebbe probabilmente perduto.

In un rifugio il sistema antincendio della Scala

Il principio è lo stesso del tradizionale impianto sprinkler messo a punto a metà Ottocento negli Stati Uniti: il calore dell'incendio rompe un ugello in modo che l'acqua in pressione esca dal soffitto e inondi l'area in preda alle fiamme. Ma come fare se l'acqua nella zona scarseggia? E come evitare che la benefica doccia dilagando mandi in rovina le strutture e gli arredi? La soluzione la offe il sistema denominato Hi-Fog o Water Mist di Marioff. Un'impalpabile nebbia formata da una miscela di acqua (racchiusa in bombole pressurizzate) e azoto con miliardi di goccioline del diametro di 100 micron spegne le fiamme senza provocare ulteriori danni. E' quanto avviene allo storico rifugio Carlo Porta della Sezione di Milano al Pian dei Resinelli, ai piedi delle Grigne. Come riferisce Lo Scarpone di novembre un test ha dimostrato la validità del sistema denominato water mist, adottato anche dal Teatro alla Scala.

Solidarietà alpina 2006, targa d'argento a un austriaco

La solidarietà alpina ha quest'anno il volto di Sepp Lederer, un mite carinziano dal curriculum esemplare: è stato dal 1969 al 2001 a capo della stazione di soccorso alpino della cittadina di Kötschach-Mauthen, sul versante meridionale dell'Alpengail, e in quel periodo ha partecipato a circa 450 azioni di salvataggio. E di recuperi difficoltosi ne ha fatti parecchi Sepp anche con i suoi amatissimi cani Boso, Pele e Migo nei 16 anni in cui si è impegnato come cinofilo. Sullo Scarpone di novembre un incontro con Lederer che in settembre ha ricevuto la Targa d'argento del Premio internazionale della Solidarietà alpina giunto alla 35ma edizione. A consegnargliela nel municipio di Pinzolo (Trento) è stato come sempre Angiolino Binelli, cavaliere della Repubblica, anima e ideatore del premio, oltre che figura mitica del volontariato in montagna. La festa organizzata in suo onore è stata anche un'occasione per incontrare l'italiano Graziano Romanini e lo sloveno Janez Brojan, a loro volta insigniti con la Targa d'argento. Una palese soddisfazione traspariva dai volti dei tre uomini accomunati da un'avventura iniziata vent'anni fa: la fondazione di Alpen Adria Alpin, un sodalizio formato da giovani alpinisti austriaci, sloveni e italiani che organizza ogni anno un grande raduno transfrontaliero.

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