Civo
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Cerviso
Introduzione
Gita di tipo "filologico" alla ricerca di antichi alpeggi e di sentieri dimenticati. Cevo (frazione di Civo, ma pienamente in Val Masino) si trova alla base di un vallone ormai percorso turisticamente solo per la presenza di alcuni laghetti nell'anfiteatro terminale; ben pochi si accorgono della presenza di vallette laterali e terrazzi sospesi ospitanti ruderi di baite, residua testimonianza di una vita d'alpeggio ben diversa da quella odierna. Cerviso, che vanta ancora un paio di baite abitate nella stagione della caccia agli ungulati e della raccolta dei funghi, è da considerarsi punto di partenza per la ricerca di tracce scomparse fra i monti occidentali della Val Masino.
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Croce di Roncaglia
Introduzione
Già dal parcheggio si nota su di un cocuzzolo dominante in direzione nord la grande croce metallica meta della gita: è evidente la posizione panoramica su tutta la bassa Valtellina fino a Sondrio. La croce è stata posata nel 1978 e naturalmente venne evidenziato il percorso: attualmente, passati trent'anni, oltre l'alpeggio del Pesc non rimane alcuna traccia e la salita avviene su terreno molto ripido ed erboso.
Del tutto da evitare in presenza di neve: percorso di valanga
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Culmine di Dazio
Introduzione
Si tratta di una serie di escursioni di difficoltà varia, ma mai eccessiva, che combinate a piacere secondo lo schema della mappa allegata portano a visitare un biotopo praticamente sconosciuto ai non locali, ma di grande interesse naturalistico. La massa rocciosa del Culmine ("Culmen de Dasc") è un insieme granitico molto antico, di formazione precedente alle più alte e vicine cime retiche, che attualmente non arriva a raggiungere 1000 metri di quota causa anche l'erosione subita nel tempo dal ghiacciaio dell'Adda. La disposizione geografica favorevole (praticamente l'asse maggiore della montagna si estende da oriente a occidente) presenta un ambiente a nord umido e boscoso e un versante sud secco e soleggiato di tipo mediterraneo. La flora e la fauna dei due versanti rispecchiano analoghe caratteristiche; da un lato abeti rossi e castagni rivestono canaloni alternati a piccole conche sospese che, stagionalmente allagate, offrono l'habitat più adatto alla riproduzione di tritoni e salamandre; dall'altro un ambiente molto roccioso con vegetazione prevalente a quercia ed erica arborea (ma anche qualche fico d'India!): a terra qualche innocuo rettile, come ramarri e saettoni. In tutta l'area è tipica la presenza di una nutrita colonia di cervi, che si spostano nei vari versanti a seconda delle stagioni e delle ore della giornata. Varie specie di piccoli rapaci diurni e notturni nidificano con ogni probabilità nei posti più impervi e sopprattutto nell'impraticabile versante orientale. Si evidenziano anche vestigia storiche tramite la presenza di medievali miniere di materiali ferrosi, due forni fusori e i probabili resti di fortificazioni (già ridotti a stato di rudere nel XVI secolo), ora probabilmente inglobati in edifici del demanio militare.
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Corno del Colino
Introduzione
Bella gita di difficoltà - al culmine - leggermente superiore a quelle di un normale escursionismo. La meta è una vetta poco frequentata dai non locali, ma ben evidente da tutta la bassa Valtellina: è distinguibile fin dall'ingresso in valle e domina il paesaggio fino alla strettoia di Sondrio. Naturalmente il panorama comprende tutto il territorio indicato, con particolare "presenza" della catena orobica.
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Bivacco Bòttani - Cornaggia
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Giro della Val Toàte
Introduzione
Gita di ampio respiro in zone sconosciute alla maggioranza degli escursionisti non locali. Si tratta di una escursione fattibile praticamente tutto l'anno, visto che l'esposizione a sud non permette un eccessivo accumulo di neve (in inverno un paio di racchette da neve è largamente sufficiente, limitandosi a raggiungere il bivacco). Gli unici "problemi" sono la vetustà dei segnali a vernice e la totale imprecisione (o, meglio, inesattezza) della cartografia alle quote superiori agli ultimi alpeggi.
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