venerdì, 24 maggio 2013
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Cogne

33° Marcia Gran Paradiso - la gara

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Foto: 
Di Centa all'arrivo ©2013 Newspower

DI CENTA, PROVE MONDIALI A COGNE (AO)
MARCIA GRAN PARADISO “FEMMINA” CON ISHIDA

  • Per il carabiniere friulano quinta vittoria nei binari della granfondo cognense
  • Masako Ishida nona assoluta, e vince per la terza volta
  • Giapponese anche il secondo, Yoshida, davanti a Hjelmeset e Zorzi
  • Novità, la Light di 25 km vinta da Lucia Scardoni e Patric Contoz

33° Marcia Gran Paradiso

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I GIAPPONESI CON DI CENTA, ZORZI E HJELMESET
EMOZIONI ALLA MARCIA GRAN PARADISO DI COGNE

  • Per domenica scintille sui 45 km ma anche sulla “Marcia“ Light
  • Ishida e Honda hanno già vinto nel 2009, ora c’è anche Yoshida
  • L’oro olimpico Giorgio Di Centa cerca la verve mondiale a Cogne
  • Percorso in condizioni ottimali, ma arriva ancora un po’ di neve

Trekking in Val di Cogne: Grivola e Gran Paradiso

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Scheda gita
Data della gita: 
08/08/2012
Durata: 
3 giorni
Foto: 
Dal Gratton, la Grivola e le sue punte
Difficoltà: 
EE
Tempo Complessivo: 
18h00'
Dislivello: 
3100 m
Distanza percorsa: 
35,00 km
Avvistamenti
Affollamento: 
Poca gente
Condizioni
Condizioni meteo: 

Ottime

Temperatura: 
15.00 °C
Condizioni sentiero: 
Sempre buone a parte il primo tratto dopo il bivacco verso la Punta Rossa
Condizioni segnaletica: 
Buona

Giorno 1:
Partiti da Genova alle 6 e 30, alle 9 e 30 siamo a Cretaz (1490m) pronti a partire.
Il cielo è perfettamente sereno, il clima caldo.
Lasciata l'auto inizia la salita al Bivacco Gratton (3200m).
La prima parte è nel bosco con un sentiero evidente che guadagna quota molto rapidamente con una lunga serie di tornanti passando per Les Ors e proseguendo poi al Casotto del Pousset Inferiore (2275m). Qui ne approfittiamo per una sosta (essendo partiti con gran passo e quindi in anticipo sui tempi), sfruttando la fontana lì presente.
Dal Casotto, per un trasverso, si scende leggermente per poi usciti dal bosco riprendere a salire su prati poco pendenti guadagnando i Casotti del Pousset Superiore (in rovina). Qui inizia un tratto gradualmente sempre più ripido a metà del quale si incrocia il bivio per la punta Pousset (2800m circa), dove pranziamo. Ripartiti guadagniamo il Col Pousset dove sorge il bivacco. L'ultimo tratto per il colle è su rocce e sfasciumi, con una traccia comunque ben visibile.
Il bivacco Gratton è una struttura in lamiera a 9 posti assai spartana ma posta in un ambiente splendido. La vista spazia sulla Val d'Aosta dal Dente del Gigante al Monte Rosa passando per il Grand Combin, l'Emilius, il Cervino. Mentre girando lo sguardo svetta l'imponente massiccio della Grivola a formare una grande conca alla cui base sorge il ghiacciaio del Trajo, che arriva a lambire le punte Bianca, Nera e Rossa della Grivola (meta di domani!). Al bivacco non ci sono fonti, ma poco lontano un nevaio residuo ci permette di rifornire l'acqua per il giorno dopo.
La sera e la notte in un ambiente del genere sono una cosa inspiegabile tanto lasciano un ricordo indelebile e profondo. La Grivola al tramonto è uno spettacolo, per non parlare poi della volta stellata imponente. Unica cosa è il freddo! Se è così ad agosto mi chiedo a gennaio come è!

Giorno 2:
Ci svegliamo giusto per vedere la bellissima alba che si apre con una Grivola rosso fuoco. La giornata è magnifica.
Partiamo intorno alle 8-8e30 dal bivacco. La salita nella primissima parte risale il pendio sopra il bivacco stesso che si presenta assai ripido e privo di tracce, fondamentali sono quindi gli ometti di pietra a guidarci. Superato il primo gradone ci troviamo sul crestone finale che, da largo e spazioso inizialmente, si fa sempre più sottile e adunco. Qui però la traccia è più evidente. Dal punto di vista tecnico segnalo soltanto un piccolo passaggio (8-10 metri) a destra di un roccione, in cui la pendenza piuttosto alta associata ad un po' di esposizione sul ghiacciaio sottostante potrebbero in caso di neve in cresta, creare qualche problema; per il resto è tutto sentiero. Quando ci passiamo noi comunque non c’è neve e non ci sono problemi.
Sulla vetta (3601m) troviamo la Nostra Lanterna con la croce di vetta e due olandesi saliti dal Sella. La vista è molto ampia: ai monti già visibili dal bivacco si aggiungono il Bianco, il Gran Paradiso e il suo massiccio e molti altri. Il clima è mite, però volendo fare anche il Col Lauson scendiamo senza perdere troppo tempo.
Il percorso coincide con quello della salita fino circa a quota 3300 dove si devia verso sud-est seguendo una traccia visibile da cui inizia un tratto a tornanti molto ripido che termina poi con un lungo traversone alle pendici della punta stessa con cui si guadagna il colle della Rossa (3183 m). Qui mi accorgo che entrambe le suole dei miei scarponi stanno cedendo! Dopo 7 anni di servizio entrambe nello stesso giorno hanno iniziato a staccarsi! Comunque rinforzandole con del nastro continuiamo imperterriti. Dal colle scendiamo giù con un bel sentiero a tornanti fino al bivio con l'alta via 2 (2820m), non dopo una sosta a riempire le borracce da una cascatella.
Dal bivio ricominciamo a salire verso il col Lauson (3299m). Il sentiero è un'autostrada, e per altro molto più frequentato di quello del giorno precedente. Io sono abbastanza stanco, ma non mollo il passo rapido di Federico se non negli ultimi tornanti prima del colle dove con un canalino dalla pietra verdastra si giunge ad una sorta di piccolo spiazzo da cui una larga cengia porta al breve pendio finale. Questa cengia comunque è resa più sicura da una catena.
Sono le 2 e finalmente, compattato il gruppo, mangiamo in vista della valSaverenche e di parte di quella di Rhemes. In discesa il percorso è lo stesso fino al bivio a 2820m dove ormai le mie suole ad ogni passo sballonzolano per i fatti loro. Da qui al rifugio Vittorio Sella (2585m) è poco, e per le 16e30-17 ci siamo. Ci godiamo i suoi comfort (compresa una bella birra) fino a cena (il primo piatto caldo dopo 2 giorni di pane e fontina), intanto do gli scarponi al gestore che gentilmente cerca di ripararli per riuscire a camminare domani.

Giorno 3:
Dopo una lauta colazione lasciamo il rifugio diretti ai casolari dell'Herbetet (2440m). Il sentiero, attraversato il ponte appena dopo il rifugio, sale leggermente fino al lago Lauson, dove si specchiano i ghiacciai dell'alta Valnontey. Da qui la traccia diventa più impervia fino ad un breve tratto ben attrezzato (nessun pericolo particolare grazie a corde e gradini artificiali)dopo il quale si perde quota bruscamente con 4 o 5 tornantine fine ad entrare in un largo vallone. Il sentiero è sempre ben evidente ma stretto e abbastanza scosceso. Nell'incavo del vallone scorre un fiume (necessario guado su pietroni) presso il quale siam costretti a sosta per le mie scarpe che han nuovamente ceduto. Ci mettiamo il nastro rimantente e speriamo bene. Dopo un tratto in salita lasciato il fiume si esce dal vallone e, con qualche sali scendi, si arriva ai casolari (fontana!). Da qui c'è una gran bella vista sul massiccio del Gran Paradiso la cui punta rimane però nascosta.
Dopo una sosta decidiamo comunque nonostante le scarpe in pessimo stato di salire al bivacco Leonessa (intorno a 2900m). Lasciamo un paio di zaini ai casolari per essere più veloci e leggeri portando con noi il minimo indispensabile e saliamo su. Il sentiero è ben evidente nella prima parte prendendo bene quota, poi superato un bivio inizia un tratto su rocce in cui di nuovo sono fondamentali gli ometti di pietra per trovare la via e arrivare al balcone naturale in cui sorge il bivacco. Qui stacco una suola di cui ormai non rimaneva che un lembo attaccato e mi affido ai resti dell'altra, oltre che ad un bastone trovato lungo il cammino. La discesa in questo stato non è però poi troppo impegnativa e per l'ora di pranzo siamo di nuovo ai casolari dove mangiamo e ci godiamo un'ora di sole. La discesa da qui è ben presa, con un tornantone si passa un grosso gradino roccioso per poi entrare nel bosco fino a scendere al bivio per i bivacchi dell'alta Valnontey. Da qui inizia un lungo tratto in lieve discesa prima su sentiero, poi su sterrato e infine su asfalto fino a Valnontey dove tolgo anche l'altra suola ormai agli sgoccioli. Di lì per l'invernale pista di fondo (sterrata) scendiamo al prato di S.Orso evitando così l’abitato di Cogne, ma costeggiando invece il fiume. Arriviamo così a Cretaz dopo 19Km di cammino! I piedi non sono proprio in ottimo stato date anche le condizioni delle scarpe.
Comunque la soddisfazione è grande e coroniamo questi 3 giorni con una super mangiata Valdostana in un ristorante di Cogne per poi affrontare le 3 ore di auto fino a Genova
Un trekking MAGNIFICO! Grazie ai miei compagni di gita.

Ho caricato anche 2 video su youtube: "alba al bivacco Gratton" e "Punta Rossa della Grivola 9/8/2012 panorama commenti e saluti"

Avvistamenti faunistici: Marmota marmota, Rupicapra rupicapra, Capra ibrex

Sopra la Valnontey

Scheda
Foto: 
© Fabio Bertuzzo
sottotitolo: 
una trentina di scatti orizzontali
Autore: 
Fabio Bertuzzo
Data scatto: 
Sab, 25/02/2012 - 13:58
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Dati Exif
Marca: 
NIKON CORPORATION
Modello: 
NIKON D3S
ISO: 
640
Tempo di esposizione: 
1/320
Apertura: 
f/16.0
Lunghezza focale: 
350/10

Bivacco Denis Gerard alla Torre Lavina

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Autore
Autore: 
Giancarlo Beretta
Scheda gita
Data della gita: 
13/09/2012
Foto: 
al bivacco
Difficoltà: 
EE
Dislivello: 
1321 m
Distanza percorsa: 
19,64 km
Condizioni
Condizioni meteo: 

sereno con vento molto forte e temperature basse

Condizioni sentiero: 
buone sino alla deviazione
Condizioni segnaletica: 
buone sino alla deviazione

Trovati solo un paio di piccoli ometti sopra la dorsale. Non so se il nostro itinerario sia il migliore ma senz'altro sembra, visto sulla cartina, il più diretto, logico e, se si può dire, meno faticoso per risalire la dorsale sotto le pietraie e per il proseguimento a vista vedendo sulla destra il lontano bivacco; in funzione di questo abbiamo sistemato una dozzina di ometti, di cui uno grande al punto di deviazione per il guado, dall'inizio della dorsale da risalire sino al punto di deviazione verso le pietraie perchè da lì in poi il percorso lo si sceglie al momento a seconda delle condizioni.
Escursione da evitare in caso di nuvole basse o scarsa visibilità per difficoltà di orientamento nella parte superiore

Bivacco Denis Gerard alla Torre Lavina

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Autore
Autore: 
Giancarlo Beretta
Scheda
Segnavia: 

13 (sino a quota 2347 m)

Data del rilievo: 
13/09/2012
Foto: 
il bivacco
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
EE
Periodo Consigliato: 
luglio,agosto,settembre
Tempo Complessivo: 
7h00'
Dislivello: 
1321 m
Distanza percorsa: 
19,64 km

Questa lunga escursione (poco meno di 20 km) si sviluppa nei territori del Parco Nazionale del Gran Paradiso e più precisamente nel selvaggio vallone di Bardoney sopra Lillaz. Con essa si raggiunge un panoramico bivacco in legno e lamiera situato sulla destra orografica del vallone alla base della cresta rocciosa della Punta Lavina; la nuova costruzione, ad oggi non ancora inaugurata ad ultimata per quanto riguarda l’approvvigionamento dell’acqua, è sempre aperta e dispone di otto posti letto su tavolato ed è corredata da coperte e materassi. La salita si svolge su comodo sentiero sino alla deviazione poco prima del bivio per il Colle dell’Arolla mentre successivamente il suo percorso si svolge su terreni aspri e grandi pietraie dove esistono pochissimi punti di riferimento e segnavia: proprio per questi motivi è meglio effettuare l’escursione solo con buona visibilità. Essendo la sua esposizione prevalentemente a nord bisogna prestare attenzione anche all’eventuale presenza di verglass sui ripidi pendii che portano sopra la bastionata e sulle pietraie. La sua lunghezza, il dislivello e la conformazione del territorio della parte superiore uniti ad una buona dose di orientamento la consigliano ad escursionisti esperti e ben allenati.

Descrizione

Dal piazzale del parcheggio si prende la strada che parte dal suo fondo sulla sinistra e si prosegue per qualche decina di metri sino ad incontrare alcune paline sulla sinistra che si trovano all’inizio di un sentiero che sale a gradini; imboccato il sentiero ci si alza decisamente oltrepassando alcuni bivi ben indicati dalle paline dopo le quali, sfiorata la strada, ci si dirige verso una bastionata rocciosa che si risale passando da una condotta dell’acqua. Contornata la bastionata si passa davanti ad una cappelletta (1838 m) dalla quale si perde qualche metro di dislivello e si giunge ad un pascolo dove al suo inizio si trova un bivio al quale si tiene la destra per attraversarlo; si passa dunque davanti alle baite di Goilles dessus e, svoltando leggermente alla sinistra, si percorre un breve tratto in falso piano in discesa per raggiungere la vicina baita di Goilles desot (1847 m). Le si passa davanti e ci si avvicina al torrente che si attraversa su un ponte dopo il quale si sale leggermente costeggiando un pendio erboso al termine del quale si attraversa una mulattiera e si prende il sentiero che entra nel bosco (1871 m). Ora la pendenza aumenta un po’ rimontando l bosco con tornanti che si alternano a brevi traversi coi quali ci si sposta verso l’alto e, dopo una serie di strette curve, si supera un breve tratto protetto da un corrimano; risalito ancora un canale erboso si contorna ancora verso destra arrivando ad una breve discesa al termine della quale si trova un bivio segnalato dalle paline (2154 m) dal quale si prende il sentiero che prosegue sulla destra. Il tracciato si alza leggermente nel vallone e successivamente, con qualche bel tornante su fondo lastricato, sale più decisamente avvicinandosi alla forra del torrente dove poi spiana leggermente giungendo ad un altro bivio (2227 m); proseguendo alla sinistra si compie qualche piccolo saliscendi tra bassi dossi erbosi e, oltre un dosso un po’ più alto, si arriva all’alpeggio di Bardoney (2240 m) dal quale, davanti a noi, si apre il grande omonimo vallone. Ci si addentra ora nel vallone col sentiero che prosegue quasi pianeggiante tra sassi e pascoli e, dopo qualche leggera salita ed un paio di tornanti, si arriva ad una quota di 2347 m (ometto) dove conviene deviare alla sinistra uscendo dal tracciato; ci si avvicina al torrente puntando ad una grossa roccia inclinata un po’ rossastra dove, di fronte ad essa, si trova un comodo guado su grosse pietre. Si risale il pendio spostandosi verso sinistra e ci dirige verso le balze erbose comprese tra una cascatella, sulla sinistra, ed un ruscello per lo più asciutto, sulla destra; raggiunta la base di quest’ultimo si sale per comode cenge verso sinistra e poi quasi subito ci si alza faticosamente tra zolle e sassi mobili traversando verso destra guadagnando così la sommità della bastionata. Da questo punto si cammina ancora per poco su una bassa costola di rocce ed erba cercando di individuare il bivacco ormai visibile sulla destra alla base della cresta rocciosa ed arrivati ad una quota di circa 2610 m conviene deviare verso di esso iniziando a percorrere una larga pietraia. Attraversandola in salita, ma rimanendo sotto le morene di sinistra, se ne percorre una prima parte e si arriva ad una sua spalla dalla quale si continua a traversare ancora con una lunga salita diagonale puntando ad un evidente canale di sfasciumi e piccole pietre; salito faticosamente anche questo breve tratto si arriva così al panoramico bivacco.

Colle dell'Arolla

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Autore
Autore: 
Dino Vinante
Scheda gita
Data della gita: 
26/08/2012
Via: 
anello da Lillaz per Casotto dell'Arolla e Vallone di Bardoney
Difficoltà: 
EE

Punta Rossa della Grivola

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sottotitolo: 
dalla cresta nord-est
Autore
Autore: 
Rita Tarussello
Scheda
Via: 
cresta nord-est
Segnavia: 

25, 25c, 26

Data del rilievo: 
21/08/2012
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
EE
Periodo Consigliato: 
luglio, agosto, settembre
Tempo Complessivo: 
9h00'
Dislivello: 
2205 m
Distanza percorsa: 
16,60 km

Attraversato il ponte sul torrente Grand Eyvia si percorre il sentiero n. 25 che risale un prato e ben presto si addentra nel bosco percorrendolo fino alla sua sommità. Si incontrano i ruderi di Ronc (1663 m) dopo di che il sentiero piega a destra e attraversa il Torrent des Ors oltrepassato il quale riprende a salire ripidamente nel fitto bosco. Oltrepassato il bivio con il sentiero n. 26 si superano altri ruderi fino ad arrivare a Les Ors dessus (2052 m). Qui si continua sul sentiero fiancheggiando ampi prati sulla sinistra. Poco più avanti si incrocia il bivio con il sentiero n. 25C che si imbocca sulla destra e si percorre fino al Casotto del Guardaparco (2289 m). In quel punto si trova anche una fontana.
Si aggira ora il casotto e si scende nell’altro versante dapprima ancora nel bosco sempre più rado, poi all’aperto si raggiunge e si supera il Torrent de Pousset risalendo l’omonimo bellissimo vallone. A quota 2520 m si incontrano i ruderi di Pousset dessus dopo i quali il sentiero, sempre molto evidente e ben segnalato, con un semicerchio prima a destra e poi a sinistra, si porta sotto i contrafforti della Punta Pousset. Si continua a monte delle praterie, spesso animate da camosci al pascolo e, dopo aver trascurato il bivio per la Punta Pousset, si continua a salire in un paesaggio sempre meno verde. Iniziano i primi sfasciumi ma il sentiero resta sempre ben evidene. Dopo aver superato un tratto in ripida salita ci si trova su un pianoro di terra e pietrisco. I bolli gialli e le frecce portano di nuovo sulla destra , sotto le creste rocciose spesso abitate da colonie di stambecchi.
Con percorso a volte scomodo ma sempre ben evidente si risalgono gli ultimi metri ora a svote ora a gradoni e si arriva finalmente al Col Pousset e al Bivacco Gratton (3158 m).
Di fronte la Grivola troneggia minacciosa dietro all’imponente ghiacciaio del Trajo. La vista è a dir poco emozionante e l’ambiente è più che severo.
Dopo una doverosa sosta per ammirare le vette circostanti si riprende a salire in direzione sud per una calotta di pietroni instabili con pendenza sostenuta fino alla quota 3337. Non ci sono tracce di sentiero, solo qualche raro ometto, a volte fuorviante.
Giunti alla sommità si apre un’ampia spianata di pietre, un tempo coperte dal ghiacciaio. Si prosegue diritti (sud) seguendo pochi ma voluminosi e ben evidenti ometti che conducono alla cresta festonata che sporge dal ghiacciaio del Trajo e che porta alla cima.
Si percorre la cresta restando sul versante del ghiacciaio, all’inizio il percorso è facile e sicuro, ma più avanti il terreno si fa spesso instabile fino ad arrivare ad un punto molto delicato in cui è necessario aggirare una roccia scendendo per pochi metri verso il ghiacciaio per poi rimontarla su un terreno friabile, bagnato e insicuro.
Terminato quest’ultimo tratto un po’ insidioso si continua sotto le roccette di cresta che si risalgono infine per arrivare alla vetta (3625 m), indicata da una piccola croce di ferro e da una strana quanto inopportuna “Lanterna” sotto la quale è posta una targa del Cai di Genova. Ci si ritrova ora in piccolo spiazzo sospeso sul vuoto per due terzi. A sud la vista spazia verso la Punta di Leviona,il Gran Serz, la Punta dell’Herbetet, la Becca di Montandayné, il Gran Paradiso. A est, praticamente sotto gli scarponi, ecco il Colle della Rossa e più sotto il vallone del Lauson con il rifugio Vittorio Sella. A nord la vista spazia su tutta la catena di confine fino al gruppo del Rosa. Ed infine, a ovest, la Punta Nera, la Punta Bianca e, poco oltre, Sua Maestà la Grivola, più che mai severa e affascinante.

Nota: La vera difficoltà di questa escursione non sono gli oltre 2100 metri di dislivello, bensì il dover prendere la decisione di scendere e lasciare tanta magnificenza.
Il rientro è per la stessa via dell’andata. Nel vallone del Pousset la discesa sembra infinita, ma dopo il Casotto del Guardaparco, sebbene manchino ancora 800 metri, si scende rapidamente grazie al magnifico sentiero nel bosco, molto ripido ma anche molto stabile. Un giro nel complesso di enorme soddisfazione.

Gran Paradiso International Nature Film Festival: i primi appuntamenti

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Autore
Autore: 
Fondation Grand Paradis

Sta per partire la XVI edizione del Gran Paradiso International Nature Film Festival. Alle ore 17.00 in Piazza Chanoux a Cogne partirà la sfilata animata dal gruppo folkloristico Lou Tintamaro de Cogne che condurrà il pubblico per le strade del paese fino alla Maison de Cogne Gérard-Dayné dove, alla presenza delle autorità, si svolgerà la cerimonia di apertura.

Alle ore 21.00 si entra nel vivo del Trofeo Stambecco d’Oro, con la proiezione dei primi due documentari in concorso: “Il migliore dei mondi possibili” (Italia 2012, 52’), proiettato in prima visione, e “Finnland” (Germania 2011, 52’).

Domani, martedì 21 agosto, alle ore 11.00 e alle ore 15.00 doppio appuntamento al ponte di Champlong (Cogne) con ”Disloc Actions – Théatres en marche”, spettacolo itinerante a cura del Teatro Instabile Di Aosta in cui si alternano teatro, musica e danza nell’affascinante contesto del Gran Paradiso. In un percorso naturalistico in compagnia di una guida, gli spettatori saranno invitati a fermarsi e ad assistere alle performance artistiche che si presentano loro davanti e ascoltare gli aneddoti e le leggende che riguardano la zona interessata, trasformando in fiaba la realtà e la storia del sito. Nei giorni successivi “Disloc Actions” si sposterà al lago Pellaud di Rhêmes-Saint-Georges (mercoledì 22, ore 15.30 e 17.00) e a Tignet in Valsavarenche (giovedì 23, ore 15.30 e 17.00).

Gli spettacoli “Disloc Actions” sono a ingresso libero, ma è gradita la prenotazione allo 0165 75301.

Sempre domani alle ore 17.00, presso la Maison de Cogne Gérard-Dayné, il noto antropologo Annibale Salsa, già presidente generale del CAI, terrà una conferenza dal titolo “Il paesaggio alpino fra natura e cultura, fra selvatichezza e domesticità”. A seguire verrà offerto un Aperitivo Natura con prodotti biologici e del territorio. Prima della conferenza, alle ore 16.00, primo appuntamento con “EspaceVidéo”, aperto ai videoamatori e a chi si avvicina alla produzione video, sul tema “Scegliere la focale: campi e piani di riprese. E se non usassi continuamente lo zoom?”.

GRIVOLA DAL COL POUSSET

Scheda
Foto: 
GRIVOLA DAL COL POUSSET
Autore: 
Vittorio Beltrame
Data scatto: 
Dom, 15/07/2012 - 13:18
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Dati Exif
Marca: 
OLYMPUS IMAGING CORP.
Modello: 
VR310,D720
ISO: 
80
Tempo di esposizione: 
1/320
Apertura: 
f/8.8
Lunghezza focale: 
525/100