Mesocco
Rifugio Pian Grand
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Ciaspolata a San Bernardino
Rita ed io ci siamo regalati per Natale le ciaspole (le prime!), e dopo il corso valanghe di settimana scorsa, era ora di innaugurarle. In prima battuta avevo pensato di salire da Piera alla capanna Dötra, ma dopo aver chiamato la gerente, e aver saputo che per mezzogiorno erano pieni, e memore anche del numero di motoslitte che salivano e scendevano durante la passeggiata fatta in febbraio 2008, ho pensato che il posto sarebbe stato più frequentato dell'Idroscalo di Milano in agosto.
Cosi telefono a Clemente, il responsabile UTOE per le gite in racchetta, e gli chiedo consiglio. Clemente mi propone San Bernardino, il monte Bar o il monte Lucio. Optiamo per San Bernardino.
Il sentiero parte dietro il complesso alberghiero "Albarella". Battuto dal gatto delle nevi, e da decine di persone, è praticamente un'autostrada per le racchette, ottimo per chi come noi è alle prime armi. Perdersi? Impossibile. Tra i paletti che delimitano il sentiero ed il fondo fatto, lo si può percorrere ad occhi chiusi.
Dopo circa 10 minuti di salita si arriva ad un bivio, riconoscibile dalla presenza di un cartello didattico relativo alla fauna del luogo. Prendere il sentiero di destra, mentre durante la discesa si arriverà da sinistra.
Siamo saliti fino all'ospizio del passo del San Bernardino, dove abbiamo fatto pic-nic, restando sul versante sinistro orografico. Dopo l'ospizio, per scendere, ci siamo fatti la piana del laghetto (completamente coperto di neve), per scendere seguendo più o meno la strada carrozzabile del passo.
Scendendo ci siamo divertiti a fare un po' di "fuori-pista", per capire come tengono le ciaspole in discesa nella neve fresca: godimento assicurato.
Giornata splendida e soleggiata, ma fredda (-12° al passo), disturbata occasionalmente dal vento. Diversi gitanti come noi, e incontro con un samoiedo splendido e giocherellone.
Rientro in paese e cioccolata calda più fetta di torta (speriamo meritata). Innaugurazione riuscita.
A questa pagina puoi trovare il diaro completo della passeggiata con foto e testo.
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L'antica via del passo del San Bernardino
Da diverso tempo avevamo promesso a Lara e Marco, e ai loro bimbi Ivan e Alice di accompagnarli nuovamente in una passeggiata, dopo quella al parco della Breggia. Memori della bella ciaspolata da San Bernardino villaggio al passo, abbiamo proposto loro di ripeterla, e continuare fino ad Hinterrhein, per rientrare poi con il postale.
Partenza con tutto comodo alle 10:45 da San Bernardino villaggio. Dietro il complesso alberghiero Albarella inizia uno dei sentieri che porta al culmine, e che ha il pregio di restare lontano dalla strada cantonale. Saliamo lungo questa via, i bambini tengono bene la salita, e alla 13:00 siamo in prossimità dell'ostello. Ci teniamo distanti dallo stesso (monopolizzato da motociclisti che salgono qui e si fermano a mangiare), e ci piazziamo in una piccola conca con vista sul laghetto per il pic-nic, anche per evitare il famoso vento freddo che spira quasi in continuazione.
Dopo la pausa riprendiamo il cammino in direzione di Hinterrhein. Il primo pezzo di sentiero è ancora più bello di quello che sale, anche se purtroppo è sempre in prossimità della strada. Il percorso è quasi pianeggiante fino in località Tählalp, dove si trova un piccolo alpeggio.
Da qui il sentiero inizia a scendere in modo più marcato, e appena superata la cresta di separazione gira verso destra, seguendo la vallata in direzione della nostra meta. Pieno di erbacce, probabilmente viene utilizzato poco, e si sta perdendo, anche se le marche sembrano rifatte recentemente.
Raggiunto il fondo valle si continua ancora per qualche centinaio di metri in direzione di Thusis, e dopo una svolta si vede il ponte che permette il passaggio sull'altra sponda. Arriviamo alla fermata del postale con 7 minuti di ritardo (16:26 invece che 16:19), ci tocca attendere due ore fino al prossimo. Per una volta siamo fortunati: la famosa precisione svizzera è andata a farsi benedire, alle 16:31 arriva il postale, con 12 minuti di ritardo...
Rientro a San Bernardino attraverso la galleria (alcuni dei postali fanno anche il giro del passo).
Sul passo del San Bernardino corre lo spartiacque continentale: verso sud l'acqua si convoglia in direzione del mar Mediterraneo, a nord invece va a formare il Reno, per arrivare all'oceano Atlantico.
La salita dal villaggio al passo e ritorno (450 metri di dislivello) è fattibile anche con le ciaspole. Troppo pericolosa invece la discea verso Hinterrhein con le ciaspole per pericolo valanghe.
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Sopra Mesocco: Nassel, Calnisc, Gumegna
Escursione già fatta nel 2007, avevamo voglia di rivedere le belle cascate che si incontrano lungo il percorso. Partecipano Rita, Francesca, Antonella, Silvana, Fabio, Roberto, Marco, Renzo ed il sottoscritto.
Partenza alle 9:15 da Mesocco, la giornata si preannuncia calda assai. Scendiamo fino al fiume, passiamo il ponte, poi iniziamo la salita verso Nassel, per fortuna quasi tutta nel bosco. Vi arriviamo attorno a mezzogiorno, ma abbiamo perso per strada una parte della comitiva, che è finita a Stabi, splendido insediamento posto all'entrata della conca che porta all'alpe de Barna. Recuperiamo il gruppo mancante, e continuiamo verso Calnisc, dove mi ricordo c'era un bel prato adatto al pic-nic. Arriviano alla prima cascata del percorso, il sentiero è franato per una valanga, c'è ancora neve sopra e attorno. Il passaggio richiede cautela, poi possiamo riprendere il ritmo normale.
Alle 12:30 siamo a Calnisc. In giro non c'è nessuno, cosî occupiamo una veranda, e ci sistemiamo per il pranzo. Rita ed io, morigerati, tiriamo fuori un po' di pane, carne secca, frutta secca e noccioline salate. Francesca, Antonella, Silvana, Fabio e Roberto invece, piazzano una tovaglia, e tirano fuori ogni ben di Dio dai loro sacchi, dal salame piccante alla crostata, dai sottaceti al vino e birra: sono organizzatissimi.
Tanto impeto alimentare richiede una sosta prolungata, e infatti ci rimettiamo in moto solo alle 14:20.
Il sentiero verso Gumegna rientra nel bosco, ma serve a poco: dal basso arrivano folate d'aria calda impressionante. Durante l'escursione mi spazzo tre litri d'acqua. Dopo una prima valletta, con cascata, giriamo all'interno della seconda, salita spezzagambe, e arriviamo a uno dei due corsi d'acqua che saltano dalla montagna. Sono divisi da una lingua di roccia, che rende invisibile la seconda cascata quando sei alla prima. Sopra la più grande delle due, ancora neve.
Superiamo la lingua rocciosa, seconda cascata, molto più piccola. Poi rientro nel bosco, e in un attimo arriviamo a Gumegna, alle 15:50. Da qui inizia la lunga discesa su forestale verso Mesocco, con vista dall'alto sui resti del castello di Serravalle, Pian San Giacomo e il fronte che chiude il piccolo altipiano di San Bernardino.
Alle 17:50 Siamo a Mesocco, caldo bestiale. Lasiamo passare i bollori, poi congedo e rientro a casa.
Il sentiero, soprattutto tra Calnisc e Gumegna, si sta chiudendo, soprattutto nei tratti fuori bosco. Si vede che viene frequentato molto poco, e le erbacce stanno invadendo tutto. Ancora due o tre anni al massimo, e resteranno solo le marche bianco-rosso-bianco ad indicare dove si trovava.
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