Valmasino
notte in tenda
Mio figlio un giorno esclama: ma perchè una notte non andiamo a dormire in tenda?. Detto e fatto nella notte tra il 12 ed il 13 agosto nella Piana di Predarossa in Valmasino, abbiamo piazzato la tenda e ci siamo accampati per la notte. poi il giorno dopo siamo stati a San Quirico e al lago di Scermendone, poi di nuovo a Predarossa e da qui ritorno a piedi fino ai parcheggi della cava della vecchia frana.
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Corni Bruciati
INTRODUZIONE
Gita assolutamente inedita, trascurata a fronte del popolare e vicinissimo Monte Disgrazia. In realtà, i Corni Bruciati del titolo sono una meta alpinistica soprastante il punto di arrivo sciistico: altri 200 metri di dislivello lungo una complicata parete a cenge e camini (peraltro scesa con gli sci - e forse mai ripetuta? - nel 1989 dalla G.A. Mario Vannuccini con tratti di pendenza valutati 60°). Il percorso qui descritto, assolutamente primaverile, percorre un largo canalone lisciato dalle valanghe che raggiunge il piede delle rocce della parete NE della Cima Settentrionale dei Corni Bruciati 3097 m. L'itinerario è conveniente quando la strada di Predarossa sia percorribile in auto.
DESCRIZIONE
Dal piazzale di parcheggio, spesso già con gli sci ai piedi, si sale a percorrere il meraviglioso piano di Predarossa e - lasciando a sinistra le tracce del sentiero estivo per il Rifugio Ponti - si raggiunge il breve pendio alberato che porta al secondo ripiano. Da qui, con tracciato a mezzacosta in costante lieve pendenza, ci si porta verso i ripidi pendii dove vanno a morire le morene del Ghiacciaio del Disgrazia: lasciando a sinistra l'appariscente morena centrale (pista battuta per la salita al visibile rifugio e quindi al Disgrazia) si imbocca una larga conoide di valanghe stratificate che, restringendosi verso l'alto - pendenza media 35° circa - va a raggiungere un anfiteatro roccioso in cima al canale. Ancora un breve e ripidissimo scivolo (45°) e si raggiunge il punto nevoso culminante alla base delle rocce del Corno Bruciato Settentrionale.
Discesa da affrontare al giusto orario per un firn ottimale a queste pendenze.
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MelloBlocco 2011
Grande successo e record assoluto di partecipanti in Val Masino - Val di Mello (SO) per l'ottava edizione del Melloblocco, il più grande raduno di bouldering e arrampicata del mondo. 2600 gli iscritti partecipanti provenienti da 22 nazioni diverse, con un afflusso di appassionati in Valle di almeno di 10.000 presenze.
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Pizzo Torrone orientale
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San Quirico
Introduzione
Il lato meno turistico della valle di Predarossa. Si tratta di un insolito percorso per raggiungere la semplice ed antica chiesetta di San Quirico: un'isolata costruzione al centro della vastissima dorsale di pascoli di Scermendone, dove un tempo convenivano nei giorni di festa i pastori per celebrare la fede e le varie fasi della vita di alpeggio. La località è peraltro raggiungibile anche con percorsi più comodi e panoramici, ma questo mantiene le vecchie caratteristiche di adattamento alla transumanza tradizionale: pascoli a quote progressive, stalle di sosta, baitelli di servizio lungo il percorso. Grandioso il panorama su tutta la Valtellina e su tutte le Alpi Orobie.
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Una bella gita un po' impegnativa
Questa è stata senz'altro una gita indimenticabile: abbiamo (con moglie e figlio di 12 anni) lasciato l'auto a San Martino di Valmasino e dopo un'ora di strada piana addentrandosi nella val di Mello siamo arrivati all'inizio della salita: altre 3 ore. Ne è valsa veramente la pena, lo consiglio a tutti gli amanti della montagna.
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Prima gita di stagione
Questa è stata la prima gita estiva del 2009: 12 giu al Rifugio Gianetti
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Cerviso
Introduzione
Gita di tipo "filologico" alla ricerca di antichi alpeggi e di sentieri dimenticati. Cevo (frazione di Civo, ma pienamente in Val Masino) si trova alla base di un vallone ormai percorso turisticamente solo per la presenza di alcuni laghetti nell'anfiteatro terminale; ben pochi si accorgono della presenza di vallette laterali e terrazzi sospesi ospitanti ruderi di baite, residua testimonianza di una vita d'alpeggio ben diversa da quella odierna. Cerviso, che vanta ancora un paio di baite abitate nella stagione della caccia agli ungulati e della raccolta dei funghi, è da considerarsi punto di partenza per la ricerca di tracce scomparse fra i monti occidentali della Val Masino.
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