venerdì, 25 maggio 2012
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www.inalto.org, beni culturali

Arco romano di Donnas

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Autore
Autore: 
Massimo Martini
Scheda
Informazioni visita: 

libera

A Donnas è ubicata un'interessante vestigia romana: l'arco scavato nella roccia lungo la via Consolare delle Gallie.
Questa via di comunicazione venne costruita nel I° secolo avanti Cristo per collegare Roma alla Valle del Rodano.
La strada nel tratto di Donnas venne scavata nella roccia e l'arco rimane un'importante testimonianza storica.

Santuario di Machaby

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Autore
Autore: 
Massimo Martini
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Castello di Pilato

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Autore
Autore: 
Sonia Furlan
Scheda

Descrizione architettonica

Il Castello di Pilato è in realtà una casaforte, un edificio a pianta quadrangolare i cui muri d'ambito sono piuttosto spessi ma di rozza fattura, soprattutto nella parte inferiore.
I muri perimetrali sono caratterizzati dalla presenza di ampie luci ad arco ribassato e si innalzano per una altezza di quattro piani, mancando tuttavia della struttura di copertura.
Sul prospetto esposto ad ovest si rileva la presenza di una finestra a crociera di pregevole fattura e più tarda rispetto al resto dell'edificio. È da segnalare inoltre come su questa facciata si aprisse una bifora, come testimoniano gli schizzi del D'Andrade e le immagini dell'epoca, come le foto del Nigra; attualmente, questa bifora è stata asportata.
La parte dell'edificio rivolta a monte è forse la più interessante essendo caratterizzata da due torrette angolari di forma cilindrica, con funzioni di torri d'avvistamento; è credibile che a queste corrispondessero altre due torri sul prospetto orientato a mezzogiorno.
Negli interni non sono più visibili le suddivisioni e i tramezzi, distrutti dall'incuria, e ormai le uniche tracce rimaste della vita di un tempo sono i bei sedili in pietra a ridosso delle ampie finestre ed il segno della cappa del grande camino addossato al lato nord.
Attualmente il complesso, che è stato ristrutturato da pochi anni, presenta solo tre pareti originarie. La quarta facciata secondo il Nigra ("Castelli della Valle d'Aosta") stata demolita tra il XIX e il XX secolo per allargare la strada. In seguito è stato eretto un nuovo muro, demolito però accidentalmente da un pesante automezzo verso la fine degli anni '60.

Castello di Nus

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Autore: 
Massimo Martini
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Informazioni visita: 

Il castello è inglobato in una casa privata e non è visitabile se non dall'esterno

Introduzione

Il castello sorge isolato sulla roccia nella zona collinare a nord-ovest del borgo di Nus. Dalla sua altura (a 683 metri d'altitudine) domina l'intero paese ed un tempo permetteva di esercitare un controllo diretto del transito nella valle di Saint-Barthélémy.

Castello di Issogne

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Autore: 
Sonia Furlan
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Informazioni visita: 

L'ingresso è consentito ad un massimo di 25 persone per ogni turno di visita (ogni mezz'ora). N.B. Prevendita biglietti per tutta la giornata a partire dall'ora di apertura del castello in progressione fino al completamento dei turni.

Introduzione

Quando il pittore torinese Vittorio Avondo era intento a dirigere i lavori del restauro del castello di Issogne gli abitanti del paese presero a chiamarlo simpaticamente "il castello dei sogni", giocando con l'assonanza e centrando in pieno il bersaglio; da quei giorni sono trascorsi ormai un centinaio d'anni ma il castello di Issogne rimane a tutt'oggi un mondo a se stante, e varcarne il portone ci porta con la mente a viaggiare indietro nel tempo, rivivendo i giorni di Giorgio di Challant in cui il castello veniva trasformato da angusta struttura difensiva in una corte ricca e raffinata.

Castello di Graines

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Autore: 
Sonia Furlan
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Informazioni visita: 

Sito aperto

Il contesto paesaggistico

Il castello di Graines, domina Brusson dall'alto dell'unico promontorio roccioso, che sembra essere stato creato appositamente per il suo alloggiamento.

Abbazia di Novalesa

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Autore: 
Maria Grazia Schiapparelli
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Informazioni visita: 

Si prega di consultare la sezione orari nel sito

Parte generale

L'abbazia della Novalesa adesso è un monastero dove un gruppo di monaci prega e lavora: per chi ci arriva, sembra isolata, un'oasi fuori da questo nostro mondo convulso. Per capire veramente quale fosse la sua funzione in passato, bisogna collocarla nell'epoca storica in cui fu fondata. Innanzi tutto si trova su di una importantissima via di comunicazione, sulla Via Francigena, appena sotto il colle del Moncenisio, e quindi ospitava i pellegrini dando loro un tetto, una tavola, un letto, senza distinzioni di credo e nazionalità, oltre che, se richiesto, il conforto religioso; poi era anche luogo di istruzione.

Ponte Romano di Saint-Vincent

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Autore: 
Massimo Martini
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Informazioni visita: 

Accesso libero

All'uscita di Saint-Vincent, in direzione di Montjovet, sorgono i resti di un antico ponte romano che attraversava il torrente Cillian. Dell'antica opera iniziale rimane solo la spalla di destra ed un tratto di circa 21m del piano stradale lastricato. L'arcata centrale è crollata ormai da più di un secolo e precisamente nel 1839 ed ulteriormente nel 1907. Il ponte è stato costruito in tufo calcareo e poi rivestito con blocchi squadrati dello stesso materiale. I suoi resti testimoniano l'occupazione romana ed il passaggio della via consolare delle Gallie nel comune di Saint-Vincent.

Santuario di Graglia

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Autore
Autore: 
Maria Grazia Schiapparelli
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Introduzione

E’ situato a 812m di quota, e anche qui lo sguardo spazia a 360 gradi. La costruzione della chiesa, dedicata alla Madonna di Loreto, fu iniziata nel 1659 su disegni dell’Arduzzi, e terminata solo verso il 1760.