venerdì, 25 maggio 2012
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Il Monte Analogo

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Recensore
Recensione di: 
Maurizio Bergamini
La scheda
Autore: 

René Daumal

Anno di pubblicazione: 
2002
Lingua: 
Italiano
Prezzo: 
7.50€

Il sottotitolo di questo singolare libro è già tutto un programma: «Romanzo d'avventure alpine non euclidee e simbolicamente autentiche». In altre parole, se la geometria euclidea è quella che conosciamo tutti, dove le rette parallele non si incontrano mai, oppure se sono in qualche modo convergenti si incrociano su un solo piano e in un solo punto, quella non euclidea ha delle basi diverse, con risultati fantasiosi quanto affascinanti: un po' come le celeberrime “convergenze parallele”, espressione in gergo “politichese”, poi passata nell'uso comune.

Il Monte Analogo è la montagna più alta che esista, inaccessibile con i mezzi ordinari, perchè è la via che unisce la Terra al Cielo. Ma deve esistere in un qualche luogo, finora misteriosamente sfuggito ad ogni osservazione e ad ogni tentativo di esplorazione.
«Perchè una montagna possa assumere il ruolo di Monte Analogo è necessario che la sua cima sia inaccessibile, ma la sua base accessibile agli esseri umani quali la natura li ha fatti. Deve essere unica e deve esistere geograficamente. La porta dell'invisibile deve essere visibile».
Questo volume non è altro che il diario (o ciò che ne resta) della più inverosimile spedizione alpinistica della storia, che inizia con la determinazione dell'area geografica in cui si dovrebbe trovare la meta. Se la prospettiva non è euclidea, anche lo spazio ha una sua curvatura e bisogna cercare dietro/dentro ad essa per trovare la montagna misteriosa. Finora tutti vi hanno girato intorno senza vederla, tratti in inganno da un inspiegabile guscio che devia la luce e le cose senza che sia possibile rendersene conto. «Si tratta di un anello di curvatura, più o meno largo, impenetrabile, che circonda il luogo a una certa distanza con un baluardo invisibile, intangibile; grazie al quale, insomma, è proprio come se il Monte Analogo non esistesse».
Troveranno i nostri eroi questa montagna sconosciuta, congiunzione tra due mondi? E se entreranno in un'altra dimensione, cosa incontreranno? Questi e molti altri interrogativi non possono essere svelati in questa occasione, per non sminuire l'attenzione del lettore, costantemente sollecitata da ragionamenti dotti, ma stravaganti, al limite del sofismo. Diciamo solo, con la postfazione di Claudio Rugafiori, che «Il Monte Analogo esiste, perchè esiste una concezione dell'universo tale da reggere la sua posizione; esso apre le sue porte, diventando reale per coloro nella cui mente si sia avverata la trasformazione degli elementi spaziali e temporali che reggono il suono, la parola e soprattutto le voci».