Imparare a respirare
La collana “I rampicanti”, di cui fa parte questo volume, è dedicata alle biografie di grandi scalatori, che, prima di essere degli sportivi di altissimo livello, spesso sono anche delle persone molto particolari ed interessanti.
E' il caso di Andy Cave, che si racconta in questa autobiografia.
Il libro si apre e si chiude con il racconto del momento topico della sua carriera alpinistica: l'apertura di una primissima via sulla incredibile parete nord del Changabang, una sorta di dente di squalo alto 6864m, posto nel bel mezzo dell'Himalaya.
Ma ciò che affascina di più è lo svolgimento della vita di Andy Cave: nato nell'entroterra inglese, in una zona di villaggi minerari, segnata dalla povertà, dal lavoro duro nel ventre della terra e, proprio in quegli anni, scossa dal più lungo e duro sciopero della storia industriale britannica.
Cave, allora giovanissimo minatore, ci racconta tutto questo con le parole di chi ha vissuto in prima persona il dramma della lotta per la salvaguardia del posto di lavoro, le tensioni, i picchetti, le amicizie che si rompono per motivi “politici”, la solidarietà tra lavoratori e tra famiglie, i pasti caldi alle cucine pubbliche...
E poi quella sua voglia di libertà che lo spingeva a partire con mezzi di fortuna pur di poter andare a scalare sulle più belle falesie britanniche, o perfino a ripetere vie difficili sul Ben Nevis, con qualsiasi tempo, da vero inglese.
Il mondo cambia, lo sciopero, come si sa, fallisce e le prospettive di un tempo scompaiono, Ma il giovane Cave sa cambiare se stesso. L'intelligenza non gli manca, come a molti di quei ragazzi un po' troppo vivaci che ognuno ha conosciuto nella propria carriera scolastica: giovani a cui manca probabilmente la giusta motivazione e che poi sprecano le loro potenzialità abbandonando precocemente gli studi.
Andy Cave invece ha saputo ricostruirsi anche una carriera scolastica, passando da monello di quartiere dalle pagelle altalenanti a professore di letteratura inglese, senza farsi mancare nulla riguardo alla sua passione sportiva.
Non diremo nulla del momento forte del libro: la conquista della Nord del Changabang, perché sono pagine di grande intensità emotiva, non prive di colpi di scena, che è giusto non anticipare.
Insomma, un libro interessante ed adatto non solo agli appassionati dei cosiddetti “récits d'escalade”, ma anche a quanti sono curiosi di sapere qualcosa di più sulla vita nei distretti minerari inglesi negli anni ottanta: un mondo ormai scomparso grazie alla politica di progressiva chiusura imposta dal governo di Margaret Thatcher.
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