venerdì, 25 maggio 2012
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Sulla strada di Santiago

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Titolo
sottotitolo: 
Consigli, informazioni, esperienze di un pellegrino da Roncesvalles a Compostela
Recensore
Recensione di: 
Maurizio Bergamini
La scheda
Autore: 

Massimo Cardoni

Anno di pubblicazione: 
2004
N° Pagine: 
160
Carta: 
Patinata
Rilegatura: 
Brossura
Prezzo: 
14.00€

Per esplicita ammissione dell'autore, la letteratura concernente il Cammino di Santiago è già ampia e variegata, anche su internet. La domanda prima è dunque perchè scrivere ancora delle note di viaggio su di un itinerario arcinoto fin dal medioevo?

Intanto perchè chi scrive non è un pellegrino come tutti gli altri, ma un sacerdote cattolico, che per ovvie ragioni attribuisce al suo marciare verso la tomba di San Giacomo Apostolo un significato di grande valore personale e comunitario (cioè da vivere insieme ad altri): «la Chiesa si percepisce pellegrina, in cammino, il mettersi in viaggio diviene simbolo (o piuttosto quasi-sacramento) di tale realtà. Il pellegrino rende visibile e realizza la vocazione del popolo dei battezzati di camminare verso casa, verso l'incontro pieno con il Signore».
Infatti è proprio su questo filo conduttore che l'autore ci offre il meglio di sé.
Certo le note tecniche (altimetria, distanze chilometriche, punti sosta e relative capienze ecc...) sono essenziali a costituire l'intelaiatura informativa indispensabile per chi legge con l'intenzione di coprire i circa 800 km della ruta francès da Roncisvalle a Santiago de Compostela. In questo senso non credo che manchi nulla a chi vuole pianificare il proprio pellegrinare, nemmeno i piccoli consigli dettati dall'esperienza o i prezzi indicativi dei punti sosta, valutati senza false compiacenze verso i gestori, che siano religiosi o meno.
Ma ciò per cui vale la pena leggere questa guida è il costante sottofondo spirituale che accompagna la descrizione di ogni tappa, che talvolta emerge prepotente ed occupa tutta la scena «Normalmente ci lamentiamo di non poter pregare o di non essere in grado di stare con noi stessi, con la nostra intimità. Tutto vero! Per poterlo fare occorre pazienza ma anche tempo o almeno essere in grado di ritagliarselo. Ora che sto camminando verso Santiago questo tempo mi viene incontro da solo; io stesso vado incontro a me stesso e accettando questa novità... ritrovo meglio anche Dio».
L'insegnamento principale che chi (come me) non ha mai fatto il Cammino di Santiago ricava da questa guida, è che ci sono a questo mondo delle semplici possibilità di fermare la ruota della quotidianità, quel vortice che risucchia la nostra vita in una successione di pseudo-doveri tutti ugualmente imprescindibili: correre al lavoro, poi a fare spese, in palestra, ad accompagnare i figli in piscina od al corso di lingua, poi a casa, cena, televisione o dopo cena con gli amici, infine a nanna in attesa di ricominciare nel breve volgere di qualche ora.
Invece è possibile staccare la spina e mettersi in cammino, da soli o con altri, verso una meta lontana, che in realtà è un simbolo: la vera meta ci precede ogni giorno, ogni ora, perchè a quanto pare il cammino di ognuno si crea avanzando passo dopo passo «La strada, infatti, acquista una sua consistenza mentre la si percorre. Caminando se hace camino». O come dice la canzone di J. M. Serrat «Caminante no hay camino, se hace camino al andar».
Sembra che questo avanzare verso se stessi contagi in misura equivalente sia i credenti che i non credenti. Dunque si tratta di un'esperienza veramente universale. Se il risultato è riuscire a conoscersi meglio, sfrondare la propria esistenza da molti degli inutili bisogni che la soffocano, riscoprire il silenzio ed al tempo stesso il dialogo con degli “sconosciuti” con i quali si condivide la stanza ed il pasto, ebbene, tutto ciò ha più il sapore della terapia che quello della vacanza: una beauty-farm spirituale con più di mille anni di attività! Al diavolo la new-age e tutti quei miti a cavallo tra la moda, la spiritualità ed il business!
Per cambiare o ritrovare noi stessi bastano delle pedule, uno zaino e la voglia di cominciare, visto che tutti dicono che non siamo noi a fare il cammino, ma è lui che ci fa. Destino? Provvidenza? Andate, e magari fateci sapere...
La testimonianza di padre Cardoni è dunque da non perdere sia per chi si appresta a partire con fede, sia per quei non credenti che per curiosità, ma con sincerità intellettuale, vogliono percorrere anche solo un tratto di un cammino non a caso considerato dal Consiglio Europeo il primo “Itinerario culturale europeo”.

  • Intervista con l'autore
  • La testimonianza di un nostro corrispondente

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Maurizio Bergamini