La conca della Bergeria del Jouglard mi riempie ancora gli occhi e la mente: pendii mammellonati di un bianco abbacinante che quasi stordisce, un tutto reso morbido alla vista dalla spessa coltre di neve incontaminata.
Solo una sottile linea solca orizzontalmente il pendio, traccia di uomini, piccoli piccoli, nell’incomparabile scenario che la natura sa offrire nella montagna d’inverno.
I monti sono maestri muti e formano allievi taciturni.
La conca della Bergeria del Jouglard mi riempie ancora gli occhi e la mente: pendii mammellonati di un bianco abbacinante che quasi stordisce, un tutto reso morbido alla vista dalla spessa coltre di neve incontaminata.
Solo una sottile linea solca orizzontalmente il pendio, traccia di uomini, piccoli piccoli, nell’incomparabile scenario che la natura sa offrire nella montagna d’inverno.
I monti sono maestri muti e formano allievi taciturni.