domenica, 12 febbraio 2012
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Laghetti di Bellagarda

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Autore
Autore: 
Ivano Ruffoni
Scheda
Segnavia: 

517

Photo: 
Laghetti di Bellagarda © 2005 Ivano Ruffoni
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
maggio, giugno, luglio, agosto, settembre
Tempo Complessivo: 
4h00'
Tempo di Salita: 
2h15'
Tempo di Discesa: 
1h45'
Esposizione: 
Est
Quota di partenza: 
1480 m
Quota di Arrivo: 
2246 m
Dislivello: 
766 m
Accesso: 

Raggiunta l'uscita dell'autostrada Autostrada A5 di Ivrea si imbocca la Pedemontana, SS565, e all'altezza di Castellamonte la Strada Statale 460 di Ceresole Reale. In prossimità della borgata Prese si prende a sinistra la strada per il centro sportivo "Lilla". Poco prima del ponte sul torrente Orco vi è la disponibilità di un ampio parcheggio.

Introduzione

I laghetti della Bellagarda sono posti in un ottimo punto panoramico nei pressi di un ampio ripiano alle pendici del Monte Unghiasse e del Monte Bellagarda. I laghetti sono circondati da macchie di rododendri e mirtilli. La salita si svolge, per la maggior parte, nel bosco ma, giunti in prossimità dei gradini che ospitano i laghi, il panorama si allarga sulla testata della valle di Ceresole. E' consigliato risalire ad uno dei due vicini valichi della Bocchetta Fioria (2395m - 2406m), tra il Monte Unghiasse e la Punta Pelousa, da dove, verso ovest, la vista sui laghi è impareggiabile.

Descrizione

Dal parcheggio del centro sportivo "Lilla" (1480 m) si prende il ponte in legno sull'Orco, segnavia [517] per Bocchetta Fioria e, continuando su strada sterrata si passa accanto alla borgata Ghiarai (1491m). Poco dopo si abbandona la sterrata e si sale a destra per un'ampia traccia nel bosco. Per svolte, su un sentiero a gradini sconnessi e costeggiando il torrente, si arriva in breve al ponte in tubi di cemento (1681m, 30m) sul rio Pian Pesse, si traversa una zona erbosa e si giunge al bivio del segnavia [517A] per la Goia ed il coronamento della diga del lago di Ceresole. Si procede fra radi larici fino ai ruderi dell'Alpe Pian Pesse (1871m, 1h00') (localmente l'abete è chiamato "pessa"). A svolte, con bei panorami sul sottostante lago di Ceresole, si giunge ai roccioni levigati dove sorgono i resti dell'Alpe Ciarbonera (2055m,1h30') e, proseguendo, si passa sopra il ben pianoro dell'Alpe Lillet. Ancora pochi minuti, ormai in vista della duplice Bocchetta Fioria, e si giunge al primo laghetto paludoso (2157m, 1h45'). Il sentiero, a tratti a saliscendi, fra rododendri e mirtilli, passa accanto ai successivi laghetti. Abbandonando a sinistra la traccia per il valico più a Nord della Bocchetta Fioria e compiendo un ampio cerchio a destra si giunge al laghetto più elevato (2246m, 2h15').
Per completare l'escursione si suggerisce di risalire ad uno dei due intagli della Bocchetta Fioria (2395m e 2406m; 1h00' circa A/R) da dove si apre, verso ovest, un bel panorama sui laghetti sottostanti e, verso est, sul vallone di Deserta.
Il ritorno si effettua sullo stesso itinerario dell'andata.

Autore

Bibliografia

  • G. Berutto, Il Parco Nazionale del Gran Paradiso Vol.1, IGC, Torino, 2000
  • Umberto Bado e Marco Blatto, Valle dell'Orco - Gran Paradiso, L'Escursionista & Monti Editori, Rimini, 2008
  • Guido Novaria, Giovanni Dematteis, Quattro passi in Paradiso, Priuli & Verlucca, editori, Ivrea (To), 2003

Cartografia

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