Chevrière
Introduzione
Questa escursione si sviluppa prevalentemente nel bosco e quindi è abbastanza sicura anche dopo una nevicata, mentre per proseguire oltre bisogna valutare bene, soprattutto individuando il percorso dalla strada regionale prima di Ollomont, i carichi degli ampi e scoscesi pendii che scendono dal Monte Rotondo.
Il tragitto è esposto ad Est, quindi al sole già dal primo mattino, e non presenta difficoltà alcuna; mentre si sale vi sono bellissimi scorci panoramici sia sul Mont Gelé e sulla catena Mont Rion - Pointe Fiorio che sulla sottostante vallata di Ollomont. Vi è anche la possibilità, viste le numerosissime tracce, di imbattersi in qualche esemplare di fauna alpina.
Descrizione
Dal parcheggio si svolta a sinistra passando davanti alle poche case e si arriva, appena superata una cappelletta, alla palina di partenza dell’itinerario. In presenza di neve abbondante si deve seguire intuitivamente la poderale che prosegue costeggiando un piccolo torrentello arrivando ad una staccionata sulla sinistra; si tralascia sulla destra l’eventuale traccia che prosegue verso un ponticello di legno e, camminando in leggera salita, ci si inoltra nel bosco di faggi. In breve si giunge ad un pianoro dove è situata una bella baita (1585m); senza oltrepassarla si svolta a destra salendo a tratti con pendenze più accentuate e percorrendo i larghi tornanti si giunge ad una prima presa d’acqua (bollo giallo). Dopo alcuni stretti tornanti in cui la pendenza aumenta sensibilmente si giunge ad una seconda presa per l’acqua, si compie ancora un tornante sulla destra e si inizia a traversare verso nord. Passate alcune larghe curve si giunge in vista dell’alpeggio di Chevrière che sorge su una balconata veramente panoramica sulla vallata di Ollomont.
Autore
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Kommentare
Con le ciaspole o con gli sci la gita più gettonata durante il capodanno 2009 da Ollomont (insieme a By).
Il traverso prima dell'alpeggio può essere pericoloso dopo una nevicata con neve non assestata.
“Chi si da all’alpinismo con i soli muscoli si ritrarrà da esso dopo pochi anni. Chi è alpinista col cervello e col cuore saprà trovarvi valori tutta la vita, tanto da giovane quanto da vecchio.”
G. von Saar.
Benedetto
http://ilbenandante.altervista.