domenica, 12 febbraio 2012
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Dent d'Hérens

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Autore
Autore: 
Massimiliano Corbo
Scheda
Via: 
Via normale versante Sud-Ovest e cresta Ovest
Photo: 
Dent d'Herens ©2005 Massimiliano Corbo
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
AD
Grado Alpinistico: 
III
Attrezzatura: 
Ramponi, piccozza, corda, casco, fettucce
Periodo Consigliato: 
maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre
Tempo Complessivo: 
8h00'
Tempo di Salita: 
4h30'
Tempo di Discesa: 
3h30'
Esposizione: 
Nord-Ovest
Quota di partenza: 
2781 m
Quota di Arrivo: 
4171 m
Dislivello: 
1390 m
Pericolo Oggettivo: 
Scariche di pietre
Acqua: 
Rifugio Aosta
Accesso: 

Lasciata l'autostrada Autostrada A5 ad Aosta Est si imbocca la nuova superstrada per il Gran San Bernardo. Dopo qualche, chilometro, all'altezza di Gignod, si svolta a destra in direzione della Valpelline. Da qui si percorre la SR28 sino al termine alla diga di Pace Moulin, dopo aver superato gli abitati di Valpelline, Oyace e Bionaz. Si segue quindi l'itinerario per il Rifugio Aosta.

Introduzione

Un 4000 stupendo, ingiustamente offuscato dalla presenza della sorella maggiore la Gran Becca a cosi poca distanza,di cui a mio parere non ha da invidiare che i quasi trecento metri in più d'altezza, la Dent d'Herens è praticamente invisibile nel suo splendore da qualunque centro abitato Valdostano. Nemmeno da Breuil-Cervinia, lo sguardo è attratto a questa montagna, collegata al cervino da una splendida e difficile cresta. Tutt'altra cosa il versante nord svizzero, impressionante salto verticale di oltre 1000 metri; e la vista che si può godere del versante ovest salendo alla vicina Tête de Valpelline. E' proprio il versante italiano che offre la via di salita più facile, ma sicuramente non più sicura: la via normale si sviluppa lungo la parete sud dopo un lungo avvicinamento su un ghiacciaio molto tormentato, e risale ripidi pendii assolutamente da evitare nelle ore calde e nelle stagioni in cui non sono innevati. Tutta un'altra cosa la salita della splendida cresta ovest, salita non eccessivamente difficile ma mai banale: sicura, di buona roccia, sempre aerea ed esposta, in alcuni tratti da brivido, soprattutto se percorsa con i ramponi quando innevata. Non si esiti a percorrerla anche in discesa come alternativa alla pericolosa via normale!!

Descrizione

Dal Rifugio Aosta (2781m) scendere lungo il sentiero antistante per una settantina di metri e seguire le tracce di sentiero sulla sinistra che salgono ripide lungo la morena fino al pianoro dove si mette piede sul ghiacciaio des Grandes Murailles. Inizialmente si evitano molti crepacci quindi rimanendo sul lato destro orografico del ghiacciaio (a sinistra salendo) a rispettosa distanza dalla parete ma ponendo attenzione a non rimanere sotto i seracchi incombenti, si risale una ripida rampa del ghiacciaio che porta al plateau soprastante. Si continua in leggera salita finché non si arriva in prossimità dei colli Tiefenmatten ovest ed est separati da un alto gendarme, depressioni della cresta che congiunge la Tête de Valpelline alla Dent d'Herens.
Continuare sul ghiacciaio puntando verso la base della parete sud della Dent d'Herens e alla base sella stessa,oltrepassati giganteschi crepacci, superata la terminale normalmente sulla destra, risalire la parete su neve (45 - 50 gradi) o nel caso d stagione asciutta su roccette e pietraia molto instabile per un 150 m puntando verso ovest il tratto più debole su cui raggiungere la cresta soprastante. Di qui si continua per l'itinerario precedentemente descritto.

Autore

Bibliografia

  • Gino Buscaini, Guida ai Monti d'Italia - Alpi Pennine Volume II, Milano, 1970

Cartografia

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