sabato, 4 febbraio 2012
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Rifugio des Oberettes

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sottotitolo: 
Ehemalige Höllerhütte
Scheda
Segnavia: 

14 - 1

Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
da maggio a ottobre
Tempo Complessivo: 
4h00'
Tempo di Salita: 
2h30'
Tempo di Discesa: 
1h30'
Esposizione: 
Sud
Quota di partenza: 
1823 m
Quota di Arrivo: 
2677 m
Dislivello: 
854 m
Quota Massima: 
2800 m
Pericolo Oggettivo: 
nessuno
Tratti Esposti: 
nessuno
Acqua: 
torrenti
Accesso: 

Da Merano/Meran percorrere tutta la Val Venosta (Vinschgau), superare il bivio per il Passo dello Stelvio e, appena superato il paese di Sluderno/Schluderns, dominato dal Castel Coira prendere a destra la strada che rimonta la Val Mazia, breve ramo laterale della Venosta. Al paese di Mazia si può proseguire (strada stretta!) ancora per un paio di chilometri fino a raggiungere un bivio presso l'albergo Glieshof (m.1823) dove si parcheggia.

Introduzione

Interessante escursione in una zona piuttosto remota tra la Venosta e il lago di Resia, tra alte e severe montagne, tra cui spicca la Palla Bianca (Weißkugel) di cui si raggiungono le propaggini meridionali. Il vallone che conduce al rifugio è solitario e gradevole nei suoi aspetti naturalistici, l'ambiente di alta montagna anche se non spettacolare come quello del versante nord (vedi escursione al Rifugio Pio XI dello stesso autore). Dal rifugio, oltre alle difficili ascensioni su ghiacciai nel gruppo della Palla Bianca, si possono compiere traversate verso la Vallelunga e la Val Senales.

Descrizione

Dal Glieshof la strada prosegue a fondo naturale larga e in scarsa pendenza con direzione nord presso il torrente. Usciti dal bosco la traccia volge leggermente a sinistra, supera una cappellina, transita dalla Malga Mazia di dentro (m.2022) mentre la vista si allarga sul vallone che conduce al rifugio e appaiono le cime del Roter Kopf e della Freibrunner Spitze. Il vallone che si sta percorrendo è largo, bellissimo, solitario, molto profondo. Sulla destra il versante è più scosceso, non è raro incontrare animali selvatici. Presso un casotto che funge da stazione di partenza per la teleferica di servizio del rifugio, al bivio con il sentiero n.2, la strada termina. Proprio di fronte si nota uno scosceso e brullo pendio che sembra sbarrare la valle. A destra si stacca un sentiero segnalato con il n. 1 che sale ben tracciato e a risvolte questo pendio alla base della Sodzar (m. 3018) con bella vista alle spalle verso la valle e la Gabel Spitze. Mano mano che si sale si va a dominare il profondo vallone ove spicca una traccia di sentiero che prosegue sul versante opposto. La mulattiera sassosa e ben tracciata continua con salita più viva e, al sommo del pendio volge a sinistra e raggiunge una zona di larghe groppe con vaste chiazze erbose e parti a detriti, al cui sommo si trova il bel rifugio Oberettes, della sezione di Malles Venosta dell'AVS. Lo si raggiunge dopo avere attraversato un torrentello e compiendo un largo giro da destra a sinistra. Alle spalle del Rifugio si può proseguire lungo un sentiero che risale fino al margine del Ghiacciao di Mazia (quota 2900 m. circa)serpeggiando su terreno tipicamente morenico presso una zona invasa da torrenti glaciali che formano alcune pozze e in vista della Hollerscharte, sella posta sulla cresta est della Quell Spitze, immediatamente a Sud della Palla Bianca. Gli itinerari che si dipartono da qui sono alpinistici e di una certa difficoltà.

Autore

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