Corni Bruciati
INTRODUZIONE
Gita assolutamente inedita, trascurata a fronte del popolare e vicinissimo Monte Disgrazia. In realtà, i Corni Bruciati del titolo sono una meta alpinistica soprastante il punto di arrivo sciistico: altri 200 metri di dislivello lungo una complicata parete a cenge e camini (peraltro scesa con gli sci - e forse mai ripetuta? - nel 1989 dalla G.A. Mario Vannuccini con tratti di pendenza valutati 60°). Il percorso qui descritto, assolutamente primaverile, percorre un largo canalone lisciato dalle valanghe che raggiunge il piede delle rocce della parete NE della Cima Settentrionale dei Corni Bruciati 3097 m. L'itinerario è conveniente quando la strada di Predarossa sia percorribile in auto.
DESCRIZIONE
Dal piazzale di parcheggio, spesso già con gli sci ai piedi, si sale a percorrere il meraviglioso piano di Predarossa e - lasciando a sinistra le tracce del sentiero estivo per il Rifugio Ponti - si raggiunge il breve pendio alberato che porta al secondo ripiano. Da qui, con tracciato a mezzacosta in costante lieve pendenza, ci si porta verso i ripidi pendii dove vanno a morire le morene del Ghiacciaio del Disgrazia: lasciando a sinistra l'appariscente morena centrale (pista battuta per la salita al visibile rifugio e quindi al Disgrazia) si imbocca una larga conoide di valanghe stratificate che, restringendosi verso l'alto - pendenza media 35° circa - va a raggiungere un anfiteatro roccioso in cima al canale. Ancora un breve e ripidissimo scivolo (45°) e si raggiunge il punto nevoso culminante alla base delle rocce del Corno Bruciato Settentrionale.
Discesa da affrontare al giusto orario per un firn ottimale a queste pendenze.
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