sabato, 26 maggio 2012
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Montagna e Dintorni 2009

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Montagna e Dintorni
Informazioni
Quando: 
06/11/2009 - 22/11/2009

MONTAGNE DI FRONTIERA, FRONTIERE DI MONTAGNA
DUE SETTIMANE DI ALPINISMO, AVVENTURE E CULTURE DELLE TERRE ALTE

Venerdì 6 novembre
Vogogna – Castello visconteo, ore 17,00
Cerimonia di inaugurazione di “Montagna & dintorni 2009”
Intervengono:
On. Walter Zanetta, Aldo Reschigna (consigliere regionale Regione Piemonte), Massimo Nobili (presidente della Provincia del VCO), Enrico Borghi (sindaco di Vogogna e presidente nazionale UNCEM), Pier Leonardo Zaccheo (commissario Parco Nazionale Val Grande), Antonio Longo Dorni (presidente Distretto Turistico dei Laghi).

Dal 6 al 22 novembre nel borgo medioevale e al Castello di Vogogna, “Montagna & dintorni” propone eventi per incontrare gli uomini e le montagne del mondo e offre un viaggio nel passato e nel futuro delle Alpi. Giunta alla IV edizione, dopo lo straordinario successo di pubblico e di critica degli anni precedenti, la manifestazione propone sedici eventi in undici giorni.
Il tema generale 2009 è quello della frontiera. Le montagne che diventano confine, linee immaginarie che gli uomini hanno creato per separarsi, ma anche per identificarsi. La montagna come una barriera da superare, come fece cent’anni fa Geo Chavez e come fecero per secoli i contrabbandieri poveri. Un confine da difendere con le armi e da conquistare.
Ma oggi le montagne sono altro. Per gli alpinisti sono una frontiera da superare innalzando il livello delle difficoltà e misurando la capacità di inventare avventure sempre nuove. Per gli uomini che vivono “di” e “in” montagna sono un terreno sociale dove inventare diversi modelli di sviluppo. La montagna come una “nuova frontiera” per gli uomini del Duemila. Un traguardo come quello posto da John Kennedy negli anni ’60 del Novecento in America.

Partecipano le Donne del Parco

Le immagini della montagna

I migliori film di TrentoFilmfestival 2009
Venerdì 6 novembre
Vogogna – Castello visconteo, ore 21,00
KARL
di Valeria Allievi 56' Italia 2009
“Karl era un’alpinista che aveva qualcosa da dire. E lo stava dicendo”. La tragica scomparsa
di Karl Unterkircher, nel luglio del 2008 durante la spedizione all’inviolata parete Rakhiot del
Nanga Parbat, sembra un copione già scritto: l’alpinismo estremo, il rischio, la tragedia. Una
sequenza di eventi ben nota, dietro la quale c’è però una personalità unica nel mondo
dell’alpinismo: semplice, sicura, ammirata dai più grandi personaggi dei nostri tempi per
essere riuscita, in pochi anni di attività, a scriverne la storia. Questo film vuol essere un
ritratto di Karl come alpinista, ma anche come uomo. Ripercorre la sua vita, partendo dalla
grande spedizione del 2004 a Everest e K2, durante la quale riuscì a salire entrambe le
montagne, senza ossigeno, nell’arco di soli 63 giorni. Quel momento, rappresentò per lui una
svolta e un’occasione unica per emergere ed avere così la possibilità di realizzare le sue idee
di un alpinismo nuovo, esplorativo, ma dallo stile impeccabile, non solo sulle pareti di casa
ma anche in altissima quota.
KDE JSEM?
di Mark Olexa 12' Italia 2008
Circondati da neve, solitudine e montagne tre slovacchi lavorano in un rifugio in Val Senales.
Per cinque mesi non vedono le loro famiglie. Adesso è arrivato il momento di tornare a casa e
fare i conti con la vita degli affetti e dei sentimenti, lasciata in sospeso per lungo tempo e
soffocata dal duro lavoro e dalla fatica. Questo film, attraverso immagini semplici e delicate,
racconta in modo nitido e ispirato la vita nel rifugio al giorno d'oggi e la malinconia di "fine
stagione" in montagna, evocando la nostalgia e l'ansia che precede il ritorno a casa.

Le parole della montagna

Sabato 7 novembre
Vogogna – Castello visconteo, ore 17,30
Storie di montagna
La frontiera contesa
I piani svizzeri di attacco all’Italia
nel rapporto segreto del colonnello Arnold Keller (1870 – 1918)
conferenza di Maurizio Binaghi e Roberto Sala
introduce Pier Antonio Ragozza
Agli inizi del Novecento, mentre gli italiani costruiscono la Linea Cadorna per difendere
il confine da un’eventuale invasione proveniente dalle Alpi, gli svizzeri elaborano piani di
guerra per paura di un attacco italiano, arrivando persino a prevedere l’occupazione dell’Italia
settentrionale. In pochi anni l’arco alpino è scavato e trincerato, trasformandosi in un
imponente apparato difensivo.
Quando, il 19 maggio 1906 a Domodossola, il re d'Italia Vittorio Emanuele III e il presidente
della Confederazione svizzera Ludwig Forrer inaugurano il traforo ferroviario del Sempione,
i generali dei due paesi pensano a come sfruttarlo militarmente. Mentre i capi di Stato parlano
di pace, gli Stati Maggiori dei due eserciti preparano la guerra.
I due studiosi svizzeri hanno scritto un libro che affronta per la prima volta nella sua globalità
la corsa agli armamenti vissuta dall’arco alpino in anni cruciali della nostra storia. Lo studio
è reso possibile dalla consultazione di documenti rimasti a lungo coperti dal segreto di stato,
primo fra tutti la “Geografia militare della Svizzera”, opera di Arnold Keller, Capo di Stato
Maggiore elvetico.

Le immagini della montagna

Sabato 7 novembre
Vogogna – Castello visconteo, ore 21
I samaritani della montagna
Alle origini del Soccorso Alpino in Italia
A cura di Giulio Frangioni
in collaborazione con la Cineteca Centrale del Club Alpino Italiano
e con la X° Delegazione “Valdossola” del CNSAS
Introduce Pier Giorgio Baldracco
Presidente nazionale CNSAS
salvataggio in montagna, 15’
Un film muto. In bianco e nero. Anni ’30 del Novecento? Quindici minuti di passione nella
preistoria del Soccorso Alpino. La divisa: pantaloni alla zuava e giacche bianche, piccozze
lunghissime (e anche gli sci) , sacchi di iuta e corde di canapa. La tecnica: sicurezza a spalla,
moschettoni di ferro, barelle di tela. Il film, del quale non si sa niente, è una perla preziosa
della Cineteca del CAI. Un mistero bellissimo. Assolutamente da vedere.
s.o.s. dolomiti, 12’
Primi anni '60 del Novecento. La Commissione Cinematografica Centrale del CAI e la SAT
di Trento spiegano cos’è il Soccorso Alpino. Alle origini della prevenzione in montagna. Un
film in bianco e nero che rivela uomini e tecniche di cinquant’anni fa: nel sacco ci sta una
“corda portante e da tiro in acciaio” per la teleferica. Il cane corre nella neve: “Potranno
arrivare in tempo a strappare una vita umana alla valanga?”. Solo il toboga è rimasto
(quasi) lo stesso.
may day – uomini del soccorso alpino, 31’
Fine anni ’70. Soccorso Alpino in Val d’Aosta. Le Grandi Alpi diventano il terreno del
moderno pronto intervento in montagna. Il film è a colori e c’è l’elicottero. Belle immagini e
un po’ di propaganda.
Cortina 2005, 13’
Come funziona il Soccorso Alpino oggi. Un breve film realizzato in occasione dell’incontro
internazionale Cisa Ikar a Cortina d’Ampezzo nel 2005.

Vivere la montagna

Sabato 7 e domenica 8 novembre
Vogogna, Genestredo
Festa di San Martino
Due giorni di sagra nell’antico borgo di pietra. Gastronomia e animazione.
Genestredo è un borgo di pietra sui monti sovrastanti Vogogna. Lo si raggiunge lungo una
ripida stradina asfaltata oppure lungo la bella mulattiera che sale dal Castello visconteo.
Genestredo oggi non è più abitato stabilmente ma, siccome è raggiungibile in venti minuti a
piedi, è vissuto quotidianamente dai vogognesi che vi hanno gli orti e curano il bosco. Un
villaggio che ha conservato l’antica impronta rurale della montagna ossolana e che ha trovato
un suo percorso per non morire. Un volto da conoscere della montagna di oggi.
Per due giorni, in occasione della festa di San Martino a cui è dedicato l’oratorio del villaggio,
il borgo torna a vivere intensamente ed è l’occasione per chiudere, non più come un tempo
solo l’annata agraria, ma anche un anno di vita in montagna. Tempo di bilanci e di progetti.
Un incontro tra amici con i sapori della sagra campestre e i profumi dell’autunno.

Montagne di frontiera

Giovedì 12 novembre
Vogogna – Castello visconteo, ore 21,00
Storie di montagna: presente e futuro
Introduce Michela Zucca
Antropologa del Centro di Ecologia Alpina di Trento
La montagna come una nuova frontiera da conquistare per vivere meglio. Il video, realizzato
nell’ambito del progetto “Una Montagna di Idee” dal gruppo informale “Natura è Cultura” e
con la collaborazione tecnica dell’associazione giovanile Illegittimi di Harbert di
Villadossola, è il risultato di una serie di video-interviste a uomini e donne che hanno scelto
di vivere e lavorare sulle montagne del Verbano Cusio Ossola. Filo conduttore è l’esperienza
di vita in montagna legata al lavoro quotidiano nell’ambiente alpino, in contrapposizione a
scelte di vita basate su un lavoro svolto nelle città.
La mia Val Grande
Video proiezione di Giancarlo Parazzoli
... E il sublime “esplode” la notte, che è particolarmente buia in Val Grande: lontano da fonti
luminose, è possibile ammirare lo spettacolo della volta celeste stellata e della Via Lattea come
difficilmente in altro luogo. Il mattino dopo, le luci dell’alba accoglieranno un nuovo giorno di
cammino che riporterà l’escursionista ai propri ritmi quotidiani, mentre la Val Grande rimarrà,
con i suoi suoni e i suoi silenzi, ad aspettare qualcun altro.
In collaborazione con Parco Nazionale Val Grande

Le immagini della montagna

I migliori film di TrentoFilmfestival 2009
Venerdì 13 novembre
Vogogna – Castello visconteo, ore 21,00
OLTRE LA PARETE
di Elio Orlandi 34' Italia 2009
La Patagonia è da sempre terra di frontiera per esperienze alpinistiche d’avanguardia. Là
dove non possono arrivare le troupe televisive o le grandi produzioni cinematografiche.
"L'alpinismo e l'arrampicata dovrebbero essere sempre sinonimo di serenità, divertimento,
spirito libero, condivisione di passioni, reciproco rispetto, amicizia. Tutto questo, è quanto
abbiamo provato e vissuto durante questa esperienza in Patagonia. Perché oltre la parete vi
sono tutti gli altri valori della vita, molto più importanti”. Elio Orlandi
NENET, I NOMADI DELLA TUNDRA
di Eloise Barbieri 26’ Italia 2008
Da mille anni i Nenet percorrono con le loro renne gli spazi sterminati della tundra. Sono
uomini che non conoscono frontiere. Le renne rappresentano tutto per i Nenet: sono la carne
che mangiano, il sangue che bevono, le pelli che usano per vestirsi e per costruirsi un riparo
sicuro. I Nenet sono una delle ultime popolazioni nomadi della Siberia e, dopo i duri anni
dell’Unione Sovietica, oggi hanno davanti sé un nuovo nemico: il gas. La tundra è diventata
la fonte di un’immensa ricchezza per la quale sono state costruite pompe di estrazione e
gasdotti su quelli che erano i loro pascoli. Eloise Barbieri ha compiuto con i Nenet una parte
della transumanza primaverile. Il film è la storia di questo meraviglioso rituale antico.
OTTOBRE IN MONGOLIA
di Mario Nardin 20' Italia 2009
Il bestiame costituisce ancora oggi il più ricco capitale della Mongolia. L'inverno invece
rappresenta la più pesante minaccia all'economia mongola. Ogni anno ondate di gelo uccidono
milioni di animali. Per i pastori nomadi della regione degli Altai mongoli, ottobre è il mese di
frontiera con il lungo inverno. Le mandrie vengono portate verso terre non ancora pietrificate
dal freddo e i pastori si raccolgono in una grande festa con aquile addestrate alla caccia. Le
magnifiche ali delle aquile in volo sembrano sostenere la speranza di sopravvivenza, sfidando
la suprema asprezza dell'inverno che verrà.

Storie di montagna

Sabato 14 novembre
Vogogna – Castello visconteo, ore 9.30
Tavola rotonda
La nuova frontiera della conoscenza:
i manager della montagna
L’opportunità del corso di perfezionamento in Economia delle Terre Alte per le montagne
alpine.
Il corso di Economia delle Terre Alte, che il polo universitario di Domodossola è in procinto
di attivare, va nella direzione di un ripensamento e riposizionamento della montagna
nell'ambito della società contemporanea. Il superamento del concetto di marginalità delle
terre alte richiede, infatti, un serio confronto con le problematiche del cosiddetto "glocal" che
metta in valore la dimensione del "locale" aperto al "globale" e del "globale" attento al
locale". La "cassetta degli attrezzi" fornita dai saperi economici, sociali, antropologicoculturali
può cambiare una certa rappresentazione stereotipata della montagna. (Annibale
Salsa)
Sabato 14 novembre
Vogogna – Castello visconteo, ore 21,00
Alpinisti e montagne di cinquant’anni fa
a cura di Giulio Frangioni
in collaborazione con la Cineteca Centrale del Club Alpino Italiano
e la sezione CAI di Villadossola
La pattuglia del Passo San Giacomo
di Ermanno Olmi 1957, 13’
Inverno in Val Formazza. Cinquant’anni fa. Ci sono le galline sulla neve e i boscaioli che
tagliano i larici con l’accetta. Un albero cade sulla linea dell’alta tensione e danneggia un
traliccio. Parte una pattuglia di pronto intervento. I cavalli trainano le slitte con i pezzi di
ricambio. Gli uomini con gli sci perlustrano la montagna. Il grande regista racconta con
delicatezza una Val Formazza lontana mezzo secolo.
Donne in controluce
di Gianni Scarpellini, 15’
Inizi anni ’60. Un gruppo di donne del CAI Bergamo partecipa ad un fine settimana
scialpinistico in Val Formazza, dove salgono l’Hosand e l’Arbola. Il documentario, con garbo
e sottile ironia, racconta uno scialpinismo al femminile. Alle origini del femminismo in
montagna. Tutto richiama ad anni “magici”: l’abbigliamento e la tecnica, le attrezzature (sci
lunghi e niente alza attacchi), tanta neve e anche ... un po’ di retorica.
Devero, alpe fiorita
di Mario Fantin 1956, 20’
Devero 1956: un bambino con i pantaloni corti scopre la natura e la vita. E racconta.
“Ritornerò l’anno prossimo dai miei amici, gli animali dei boschi ed i fiori dei prati”. In Val
Buscagna i rododendri sono in fiore e il Cervandone è bianco di neve. Mario Fantin, il
pioniere del documentarismo di montagna, ci offre con candore e stupore la meraviglia di
Devero. Non avrebbe mai immaginato che sarebbe diventato un Parco Naturale. Ma, nel suo
animo, esisteva già.
Toce 28
di Guido Guerrasio, 10’
“Benne gigantesche solcano il cielo per trasportare la malta cementizia. Uomini come
formiche stanno aggrappati ai tralicci.” L’ultima frontiera dell’alta montagna. Tra il 1949 e
il 1954 viene costruita la diga del Sabbione. L’Istituto Nazionale Luce documenta il
raggiungimento di un traguardo per la nuova Italia foriera del boom economico. Il ghiacciaio
diventa acqua preziosa ed energia.
Raduno sciistico all’alpe Devero
di Ermanno Olmi, 17’
Gennaio 1954. La Edison, società che gestisce i grandi invasi idroelettrici, organizza per i
propri dipendenti il “II° raduno sciistico sociale” all’alpe Devero. Nel bianco e nero di
Ermanno Olmi ci sono i gesti e i volti di uomini che non ci sono più, i fondisti di Formazza, i
discesisti di Devero ... Anche allora c’erano inverni con poca neve!

Vivere la montagna

Domenica 15 novembre
Vogogna – Castello Visconteo, ore 14 – 17,00
Arrampicare sulla torre del castello
Parco-avventura per adulti e bambini con la sicurezza delle guide alpine.
Giornata dedicata ai bambini a “Montagna&dintorni 2009”. Mentre i genitori possono visitare
le due mostre nel castello e nella sala conferenze vengono proiettati video sulle nostre
montagne, i bambini possono arrampicare, con la sicurezza delle guide alpine della
“Compagnia delle Guide” di Crodo. Il castello visconteo, costruito nella seconda metà del XIV
secolo a difesa della capitale dell’Ossola Inferiore e come baluardo a controllo della valle del
Toce, diventa, a 700 anni di distanza, un terreno di gioco al centro di un’ampia cerchia di
montagne.
L’austera torre del castello diventa una grande parete alpina da scalare.
E... le scalinate e i viottoli del centro storico diventano sentieri di montagna.

Le immagini della montagna

Domenica 15 novembre
Castello Visconteo, ore 17,00
Il meglio di malescorto
Lo specchio dietro di Stefano Stoto, 20' Italy
Premio documentazione del territorio
È la scoperta di un uomo nei confronti di un paesaggio naturale tale da determinare la scelta di
recidere i legami con la vita precedente per immergersi totalmente in una nuova dimensione,
in cui
l’atteggiamento ecologico è fonte di piacere, non solo, senso del dovere.
Cikorja an' kafe di Dusan Kastelic, 8' Slovenia
Premio animazione tema libero
La sottile e garbata ironia pervade la vicenda dell’eterno prevalere della saggezza femminile
sull’ingenua “prevaricazione” maschile. La raffinata tecnica di animazione ricrea nello
spettatore l’anima e la cultura del territorio di provenienza.
El palacio de la luna di Ione Hernández, 13' Spain
Premio fiction tema libero
Il tema, estremamente attuale, relativo alla difficoltà di dialogo tra le generazioni, è affrontato
con grande padronanza e originalità della tecnica e forte afflato poetico, che riscattano la
problematicità dei temi.
Garbage angels di Pierre Trudeau, 5' Canada
Premio animazione tema ecologico
La necessità e l’urgenza di una coscienza del ri-ciclo è promossa attraverso un’ironica ed
originale ri-nascita di oggetti di scarto. Grazie alla fantasia e all’originalità viene lanciato un
messaggio di
positività.
Cheyenne, trent’anni di Michele Trentini, 30' Italy
Premio documentario ecologico
L’opera, ricca di contrasti, sottolinea, attraverso il costante confronto tra la vita all’insegna
del consumismo e quella segnata dai ritmi naturali, la scelta della protagonista. Cheyenne,
giovane
moderna, nella visione del regista, è simbolo del recupero del rapporto con l’ambiente più
responsabile e consapevole.
Ecocittà e il mostro della spazzatura
del Laboratorio Immagine 2 e un gruppo di 50 bambini di 5 anni coi loro insegnanti, 4' Italy.
Premio cortometraggio con tema ecologico realizzato dalle scuole.
Nello scenario generalizzato del problema “rifiuti” un gruppo di bambini, con immediatezza
e spontaneità, lancia un grido di “rifiuto” alla società adulta che, depredando le risorse
ambientali, non tutela il patrimonio naturale.
In collaborazione con Malescorto e Comune di Malesco
p.13
Montagna e natura
Giovedì 19 novembre
Vogogna – Castello visconteo, ore 21,00
Immagini di Sergio Fantoni e E. Tovaglieri
I QUATTRO ELEMENTI
Acqua. Acqua che ridi e muggi, tu sei la vita e sempre sempre fuggi; in una notte di gelo ti
trasformi in preziosi cristalli multiformi.
Aria. Nel cielo, come sulla tela d'un pittore, le nuvole compongono forme vaghe ed astratte
che a volte la nostra fantasia identifica ad uno scenario fiabesco.
Fuoco. Terre di fuoco: così gli antichi indicavano quei luoghi dove, dalle viscere della terra,
sgorga ed erutta il magma che modella e plasma il paesaggio del nostro pianeta.
Terra. La terra, come un letterale scrigno ricolmo di gioielli, fornisce minerali dai colori e dalle
forme più complesse, non solo preziosi ai nostri occhi, ma sopratutto utili e indispensabili per
la vita dell'uomo
IL CIELO
Nel silenzio della notte, gli astri che solcano la profondità del cielo e scandiscono le stagioni,
prendono forma in fotografie più ricercate.
ECLISSE TOTALE ZIMBABWE 2001
L'Africa: la terra della vita nella magia di paesaggi incontaminati quando la luna occulta la
nostra stella!
DAGHDNA LA SIGNORA DELLA NOTTE
Daghdna: antico nome celtico della luna. I Celti si volgevano ad essa in adorazione,
soggiogati dal fascino che esercitava, ed ancora oggi esercita, quando con la sua stretta falce
domina il paesaggio crepuscolare, dando risalto ad albe e tramonti.
In collaborazione con Parco Nazionale Val Grande

Le immagini della montagna

I migliori film di TrentoFilmfestival 2009
Venerdì 20 novembre
Vogogna – Castello visconteo, ore 21,00
SUL CONFINE
di Alberto Anzani 85’ Italia 2008
“Queste montagne puzzano di tabacco!”. Afferma sconsolato il finanziere fumando una
sigaretta.
La vita del contrabbando e la vita di un uomo si fondono nella sfida di sopravvivere, in tempi
difficili e non molto lontani. Un anziano racconta la storia degli "spalloni", contrabbandieri di
montagna e di fatica, uomini della notte che furono attivi dal dopoguerra sino agli anni '70 sul
confine italo-elvetico.
Sulle montagne al confine con la Svizzera, davanti a una colonna di spalloni, Ennio e un altro
contrabbandiere vanno in avanscoperta. Ma si tratta di un'imboscata: dai sacchi a pelo escono
i finanzieri sparando bengala in aria.
E ancora Ennio racconta oggi alla nipote la prima volta in cui porta “il sacco” alla Ca' Rossa,
la fatica e il dolore al ritorno, l'imbarco delle stecche su una barca di pescatori, il viaggio sul
lago di Como tra le nebbie, l'approdo a Lezzeno sull'altra sponda all'alba. Durante un gelido
inverno, Ennio rischia persino di perdere un fratello per congelamento ...
Una storia straordinaria di uomini che “passano” la frontiera.

Le parole della montagna

Sabato 21 novembre
Vogogna – Castello Visconteo, ore 17,30
Il volo di chavez
Edgardo Ferrari presenta il libro
promosso dal Lions Club Domodossola e dalla Fondazone Banca d’Intra
Una frontiera conquistata, una frontiera scomparsa. Il 23 settembre 1910 l’aviatore peruviano
Geo Chavez compì la prima trasvolata delle Alpi, da Briga a Domodossola attraverso il valico
del Sempione. Chavez cadde con il suo aereo di stoffa e legno alla periferia di Domodossola
e morì pochi giorni dopo al San Biagio. L’evento ebbe risonanza mondiale e il nome di
Domodossola fu scritto su tutte le testate della stampa internazionale. Gli ingredienti affinché
la storia romantica di Geo Chavez (“L’impresa è compiuta, l’eroe è morto”) rimanesse
nella memoria collettiva c’erano tutti: un protagonista affascinante, un’impresa mai osata da
nessuno, la “magia” della nascente aviazione, un cantore come Luigi Barzini, una fine tragica.
L’inviato del Corriere della Sera scrisse: “Si è distrutta la macchina e si è distrutto l’uomo. Ma
del fatto prodigioso rimane la memoria che non si distruggerà mai. Il nome di Chavez rimarrà
fra quelli dei più grandi eroi”.
In collaborazione con la Libreria Grossi - Domodossola

Vivere la montagna

Sabato 21 novembre
Vogogna – Castello visconteo, ore 21,00
Nuove frontiere
dell’alpinismo in Val d’Ossola
Conferenza e video di Paolo Stoppini
Immagini e montaggio di Massimiliano Riotti
Negli anni ’50 Dino Vanini, guida alpina di Baceno, aprì una breve via (due tiri di corda) sulla
parete nord della punta Fizzi in Devero. La via non fu probabilmente più ripetuta, perché per
raggiungerne l’attacco bisognava scarpinare per 800 m di ghiaioni faticosi. Nel 2009 Paolo
Stoppini e Fabrizio Manoni hanno aperto un via di 450 m, creando così un itinerario nuovo
e importante che dalla cima dopo breve doppia nella forcella sale la parete sud e concatena la
cima del Crampiolo. Cosa sta accadendo? Il versante sud est del Cistella, fino all’anno scorso
inesplorato, oggi presenta due nuove vie. La stessa cosa è successa ad Agaro, dove fino a
quattro anni fa non vi erano vie ed ora sono piu di dieci.
Cosa sta accadendo? Terreni di scalata desueti o abbandonati vengono riscoperti e intere
zone inesplorate sono attualizzate con logica moderna. Una nuova frontiera per l’arrampicata
ossolana che, in questi anni, sta vivendo un’evoluzione rapida. E che dire del fatto che in
Veglia sta nascendo una nuova bellissima via su una bastionata tutta da esplorare?

L’infanzia della montagna

Domenica 22 novembre
Vogogna – Castello visconteo, ore 17,00
Ballata per un Lupo e una Bambina
Compagnia “La Furattola” – Verbania
con Paolo De Piccoli e Viviana Obertini
voce recitante Silvia Cristofari
L’amatissima e sempre attuale fiaba di Cappuccetto Rosso è riproposta con l’allegro ritmo di
una filastrocca, punteggiata qua e là da briose canzoncine. La storia, come tutti la conosciamo,
si sviluppa su due piani fisici: quello nella baracca (il luogo della fiaba) dove gli interpreti
sono burattini, così cari al cuore dei bambini, e quello fuori dalla baracca (il mondo dei grandi,
della vita adulta), dove i personaggi come per magia si trasformano in attori in carne ed ossa e
danno vita a simpatici sketch che introducono o sottolineano l’azione.
Ballarò coi lupi
Un video della Scuola Media Quasimodo di Verbania, 35’ Italia 2009
Realizzato nell'a.s. 2008/2009 dal Labter Provincia VCO
in collaborazione con il CFS del Parco Nazionale Val Grande
Regia di L. Camocardi
A Cicogna, due presunti lupi uccidono trecento agnelli. La settimana prima di Pasqua. La
trasmissione “Ballarò” si occupa del caso. Ci sono tutti: il cittadino arrabbiato e il conduttore
d’assalto, la pubblicità e lo stilista, l’ambientalista e il cacciatore, l’inviato speciale e il
Forestale. Si litiga e in studio tutti hanno la faccia stordita di chi fa troppa televisione. I
ragazzi–attori si divertono e fanno divertire. Satira vera e buona.

Vivere la montagna

Domenica 22 novembre
Vogogna – Castello visconteo, ore 21,00
Il grande scialpinismo
Dal Trofeo Mezzalama agli appuntamenti della nuova stagione
Filmati, protagonisti, calendari.
Presentazione dell'Alp Ski Tour 2009-2010,
circuito di scialpinismo delle valli Ossola, Sesia e del Canton Vallese
Partecipano:
Matteo Eydallin (vincitore Trofeo Mezzalama 2009),
Fabio Iacchini e Damiano Lenzi
Galleria fotografica a cura di Walter Moroni
Al termine della serata brindisi offerto da Batasiolo e dalla rivista ALP (Vivalda Editore)

Le mostre al Castello di Vogogna

Vogogna, Castello visconteo, 6-21 novembre
Giorgio Rava
Carte geografiche
Le “carte geografiche” di Giorgio Rava, dedicate ai luoghi maggiormente amati e frequentati,
sono disegnate secondo i modi degli antichi cartografi. Sono assolutamente precise per quanto
riguarda i riferimenti geografici e la toponomastica, per lo più in dialetto con qualche
variazione in italiano o in latino maccheronico, ma recano sempre il segno di una fantasia che
non si sa piegare alle necessità seriose dell’illustrazione e la trasformano in qualcosa di più. I
draghi, i serpenti e i basilischi che vi compaiono non sono un mero inserto decorativo, bensì
una sorta di messaggio, che è in parte misterioso, in parte invece esplicativo del gioco nel quale
l’artista intende coinvolgere tutti, invitando tutti quelli che ci stanno a giocare con lui.
Fotoclub “La Cinefoto”, Domodossola - Fotoclub “L’Obiettivo”, Casale Corte Cerro
Montagne, montagne, montagne
Il meglio della fotografia amatoriale di montagna nel Verbano Cusio Ossola. Una selezione
straordinaria di scatti che rivela la passione assoluta e la professionalità di quanti (e sono tanti!)
considerano la montagna terreno d’avventura e luogo d’arte.

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