Thursday, September 9, 2010
   
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Becca d'Aver

Via: 
Via normale da Champlong
Scheda
Autore: 
Massimo Martini
Foto di copertina: 

Becca d'Aver, cresta finale ©2005 Massimo Martini

Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E (Escursionisti)
Segnavia: 

(22)

Periodo Consigliato: 
dicembre, gennaio, febbraio, marzo
Tempo Complessivo: 
4h30'
Tempo di Salita: 
2h45'
Tempo di Discesa: 
1h45'
Esposizione: 
Sud
Quota di partenza: 
1645 m
Quota di Arrivo: 
2469 m
Dislivello: 
824 m
Pericolo Oggettivo: 
Prestare attenzione in tutto il crinale fuori dal bosco
Accesso: 

Lasciata l'autostrada A5 a Châtillon si segue la strada statale in direzione Aosta. Giunti a Chambave si svolterà sulla destra: la segnaletica riporta la direzione Verrayes e Area Pic-Nic di Champlong. Dopo una decina di chilometri, a poca strada dal Colle San Pantaleone, si svolterà sulla sinistra (l'area è sempre indicata). Raggiunta l'Area di Champlong si può parcheggiare l'auto nel parcheggio situato nei pressi del Bar.

Introduzione

Localizzata nella parte centrale della Valle d'Aosta la Becca d'Aver si contraddistingue per la sua particolare sagoma, in accoppiata con la Cima Longhede. L'escursione qui proposta conduce alla scoperta di questa cima estremamente panoramica.

Descrizione

Lasciata l'auto si entra nell'area dedicata allo sci di fondo, si svolta a sinistra e, costeggiando un tratto della pista si raggiunge il casotto dello Sci Club Amis de Verrayes: qui si imbocca la strada estiva che conduce al Col des Bornes. Si inizia a percorrere la strada, in inverno è divenuta pista di fondo anch'essa, in direzione nord sino ad una stalla ristrutturata; dopo di questa la pista svolta verso destra e risale a mezza costa i pendii che discendono dalla Becca d'Aver. Si attraversano tratti di bosco di conifere ed in breve si raggiunge il Col des Bornes (1785 m, 0h30').
Al colle si seguono le indicazioni riportate sulle paline segnaletiche, si svolta a sinistra, e ci si addentra nel folto bosco. Si segue il sentiero estivo e, in assenza di tracce precedenti, può non essere facile reperire la direzione. Il primo tratto è semi-pianeggiante e, dopo una decina di minuti, si svolta leggermente a destra per raggiungere un piccolo dosso spartiacque e si inizia a risalirlo in direzione della vetta. Il percorso ora inizia a prendere decisamente pendenza ed al contempo ad essere più evidente. Lentamente il bosco si dirada aprendo interessanti scorci visivi sui monti a sud della Dora Baltea: dal Mont Barbeston al Mont Emilius. Superato il lungo tratto di salita si entra in una piccola radura ove si incontrano anche alcune panche ed un tavolo semi sepolti dal manto nevoso: davanti a noi si incomincia a vedere la vetta ed il tragitto ancora da percorrere (2120 m, 1h30').
Si prosegue per un breve tratto tra alcuni massi coperti di neve sino ad incontrare una palina segnaletica che indica la confluenza del sentiero Sentiero 2 proveniente da Verrayes: si trascura, ovviamente, la discesa e si incomincia ad affrontare il pendio sottostante la Becca. Il percorso ora è decisamente più ripido e lascia dietro se gli ultimi sporadici larici; si prende quota rapidamente risalendo il pendio con una serie di tornanti sino ad arrivare a percorrere un lungo traverso verso est che conduce ad un colletto che funge da spartiacque con la Valtournenche (2330 m, 2h00'): davanti a noi una splendida vista panoramica del Cervino e sul massiccio del Monte Rosa.
Si riprende in direzione nord-ovest puntando verso un casolare solitario (2383 m, 2h15'): lo si supera e si svolta leggermente a destra in direzione di una croce che precede un oratorio edificato nel 1929. Manca poco ormai alla meta, un ultimo traverso ci porta sulla cresta terminale e da qui, in pochi minuti si raggiunge la cima (2469 m, 2h45').
Dalla vetta il panorama è sicuramente eccezionale: oltre alla già citata vista sul Cervino e sul Rosa, si può considerare anche la posizione privilegiata nel vedere la Becca di Luseney e le altre cime che compongono lo spartiacque tra il Vallone di Saint-Barthélemy e la Valpelline. Davanti a noi vi è la vallata centrale ove spiccano l'Emilius la Tersiva ed in secondo piano la Grivola.
La discesa si svolge sullo stesso itinerario della salita.

L'ascensione con le racchette di questa cima deve essere vagliata attentamente in quanto la ripidità dei suoi pendii, l'esposizione a sud, la rendono estremamente a rischio di valanghe. Porre anche attenzione alla cresta terminale che sovente è ventata.

Autore

Bibliografia

  • Massimo Martini, Tracce Lievi, Saint-Vincent, Martini Multimedia Editore, 2007

Cartografia

  • Comunità Montana Monte Cervino, Media Valle Sentiero n° 2 1:25000,Châtillon, 2001
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Primo tratto di percorso © 2005 Massimo Martini34.9 KB
Primo sole al Col des Bornes © 2005 Massimo Martini28.7 KB
Scorcio sul Mont Emilius © 2005 Massimo Martini27.58 KB
La Valtournenche ed il Cervino © 2005 Massimo Martini43.74 KB
Casolare solitario... © 2005 Massimo Martini29.02 KB
Croce "panoramica"... © 2005 Massimo Martini26.74 KB
Cresta terminale © 2005 Massimo Martini35.25 KB
La vetta © 2005 Massimo Martini29 KB
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valanghe by ermanno
Ci siamo stati! by massimo