domenica, 27 maggio 2012
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Introduzione al Corso di Fotografia

Scheda

Lo scopo di questa rubrica è semplicemente quello di consentire a escursionisti e appassionati di montagna di tornare “al piano” con belle immagini, qualcosa in più delle pur preziose foto ricordo.

Colore limpido della stagione fredda. In una gelida mattina di dicembre, salendo al Rifugio Bertone (Val Ferret) trovo il coraggio di estrarre il treppiede e, battendo i denti, misuro l’esposizione sul cielo, intensificando il colore con l’uso di un polarizzatore. In questi casi, con ombre e luci, è sempre meglio togliere i sistemi d’esposizione automatica (a matrice) e misurare la luce. In questo modo si evita che le ombre vengano eccessivamente chiare.
(Nikon F 5, 80-200 2,8 afd, Velvia 50, treppiede, polarizzatore)

"L’antipatico gingillo meccanico che rechiamo sui monti, legato alle spalle, è divenuto per noi un compagno utile e fedele che, ad un nostro cenno, guarda e ritiene con memoria più sicura della nostra; un compagno che malediciamo le cento volte nella salita, che pesa, ci preme il fianco o sbattacchia sulla schiena, squilibra i moti e c’impaccia nei movimenti difficili, ma che, al ritorno, benediciamo; … La piccola scatola racchiude nel suo segreto alcune rapide visioni che sono tesori; … Strana magia questa di fermare per sempre ciò che è stato un attimo fuggente della vita!
Guido Rey “alpinismo acrobatico”

Fermare un attimo fuggente della vita, come diceva “il poeta” Guido Rey, può essere considerato, semplicisticamente, il fine essenziale della fotografia. Chi si reca in montagna con la macchina fotografica intende, in genere, documentare una gita, un’ascensione o semplicemente serbare il ricordo di un momento felice. Il fotografo di montagna deve essere in grado di comunicare emozioni, evidenziare impressioni e sensazioni, spesso personali, che devono essere estrapolate da un ambiente ricco di possibilità di espressione. I paesaggi di montagna, infatti, già belli di per se stessi, mutevoli e scenografici, offrono tantissime possibilità di immagini. A cospetto di un ambiente grandioso e spettacolare il rischio di ottenere foto banali e scontate è altissimo. E’ nell’occhio del fotografo la capacità di cogliere e comunicare all’osservatore la grandezza di una cima o la repulsione che suscita un dedalo di crepacci, l’austerità di un luogo o il senso bucolico di un prato fiorito, l’impeto di una fragorosa cascata o la pace di un placido lago, isolando alcuni particolari ed eleggendoli a singole immagini. Per ottenere risultati eccellenti sono necessari, oltre a nozioni tecniche e alla conoscenza dei luoghi, la capacità di sfruttare le varie tipologie di luce, l’attesa del momento giusto e tornare spesso sui propri passi, fino a che le condizioni ambientali siano proprio quelle più consone al tipo di risultato finale, in modo da ottenere così un’immagine “unica”. Unica per il colore, per la luce, e per le sensazioni che è in grado di trasmettere all’osservatore. Ciò non toglie che anche durante una breve e semplice escursione sia possibile scattare buone fotografie; e proprio questo è l’intento di questa rubrica. Fotografare in montagna è sempre frutto di compromessi, sia per le difficoltà insite nel percorso, che richiedono sempre un certo dispendio fisico, sia per il trasporto del materiale fotografico, peso che si aggiunge a quello dello zaino. E’, inoltre, determinante il tempo che, durante un’escursione, siamo disposti a dedicare alle soste necessarie per attendere le migliori condizioni di luce, comporre l’immagine, inquadrare e scattare. Alle difficoltà proprie della fotografia di paesaggio si sommano quelle delle avverse condizioni ambientali, dei repentini mutamenti climatici e del raggiungimento del luogo di ripresa più adatto. I soggetti che compongono l’ambiente alpino sono molteplici: il paesaggio e i suoi particolari, la flora, la fauna, l’acqua e il ghiaccio, l’elemento umano con l’architettura montana e la foto di denuncia. Ogni argomento presuppone la conoscenza di nozioni tecniche diverse ma complementari, indispensabili tanto in un genere quanto nell’altro. Vedremo, brevemente, l’utilizzo della macchina fotografica, degli obiettivi, la misurazione della luce, i tempi e i diaframmi, la profondità di campo, pellicole e sensori, il colore e il bianco/nero, l’uso di filtri, la luce ambiente e il flash, la fotografia panoramica, la macrofotografia, ecc. Procederemo parallelamente tra analogico e digitale, sfatando “miti e leggende”, soprattutto sulle “regole dei pixel”, che rendono semplice scattare fotografie solo in apparenza. Oltre alle basi tecniche ci saranno itinerari tematici sul campo, legati ad un singolo aspetto, con problemi pratici e soluzioni. Ottenere buoni risultati significa apprendere la tecnica e le regole della composizione, imparando ad applicarle nelle diverse situazioni, a seconda dei soggetti, ed essere assolutamente padroni del mezzo tecnico e , se si scatta in digitale, dei vari procedimenti di post produzione. Scattare delle fotografie è un modo di vivere la montagna, in tutti i suoi aspetti più spettacolari, consentendoci di rivivere successivamente gli spettacoli della natura, la sua bellezza e, soprattutto, le emozioni interiori che questo splendido mondo verticale è in grado di farci provare.
Lo scopo di questa rubrica è semplicemente quello di consentire a escursionisti e appassionati di montagna di tornare “al piano” con belle immagini, qualcosa in più delle pur preziose foto ricordo. Aggiorneremo costantemente la rubrica anche in base alle vostre richieste e necessità. A presto… con “ i primi passi fotografici”.

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