Questa malinconica ripresa rappresenta al meglio il mio umore al momento dello scatto. Si tratta di Capodanno, mi sono alzato dopo solo una manciata di ore di sonno APPOSITAMENTE per andare alla ricerca di qualche foto, ed oltre al freddo tagliente che assedia la mia Nikon materializzandosi in condensa e brina, mi trovo in un luogo spazio-temporale sterile.
Nulla che mi stimoli a premere il tasto di scatto,
nulla che bussi alla porta del mio interesse...
Sarà colpa della mia stanchezza...?
Sarà la luce: troppo diffusa dalle nubi e che toglie ombre e profondità...?
Individuo questo albero schivo e decido di raggiungerlo affrontando la riva innevata del lago. Le mie ciaspole diventano rumorose mentre sfregiano e crepano le placche di neve gelata. Questa ricopre quei 20cm di neve "molle" nella quale scompaiono i miei piedi ad ogni passo per ricomparire bianchi e stanchi. Dopo breve le infiltrazioni gelide intorno alle caviglie mi ammoniscono "non dovevi dimenticarti le ghette!!!" e mi convincono definitivamente a fotografare quell' albero per poi guadagnare in fretta una sosta asciutta e riscaldata dal thè alla vaniglia che ribolle nel termos.
Foto scattata con la mia fedele attrezzatura Nikon, 1/80" - f/22 - 200 ISO.
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Questa malinconica ripresa rappresenta al meglio il mio umore al momento dello scatto. Si tratta di Capodanno, mi sono alzato dopo solo una manciata di ore di sonno APPOSITAMENTE per andare alla ricerca di qualche foto, ed oltre al freddo tagliente che assedia la mia Nikon materializzandosi in condensa e brina, mi trovo in un luogo spazio-temporale sterile.
Nulla che mi stimoli a premere il tasto di scatto,
nulla che bussi alla porta del mio interesse...
Sarà colpa della mia stanchezza...?
Sarà la luce: troppo diffusa dalle nubi e che toglie ombre e profondità...?
Individuo questo albero schivo e decido di raggiungerlo affrontando la riva innevata del lago. Le mie ciaspole diventano rumorose mentre sfregiano e crepano le placche di neve gelata. Questa ricopre quei 20cm di neve "molle" nella quale scompaiono i miei piedi ad ogni passo per ricomparire bianchi e stanchi. Dopo breve le infiltrazioni gelide intorno alle caviglie mi ammoniscono "non dovevi dimenticarti le ghette!!!" e mi convincono definitivamente a fotografare quell' albero per poi guadagnare in fretta una sosta asciutta e riscaldata dal thè alla vaniglia che ribolle nel termos.
Foto scattata con la mia fedele attrezzatura Nikon, 1/80" - f/22 - 200 ISO.
BertoMeansBerto
http://www.flickr.com/photos/bertomeansberto/