Riccardo Cassin
Mié, 28/07/2010 - 07:45
Vorrei ricordare che l'altro ieri, 26 luglio, in memoria di Riccardo Cassin, (1909 - 2009), un alpinista dei Ragni di Lecco ha ripercorso in 24 ore tutte le trenta vie aperte in Grigna dal grande alpinista, spentosi il 6 agosto scorso.
La figura di Cassin è importante in tutto il mondo, ma è di rilevanza particolare nell'ambito dell'alpinismo lombardo.

Trenta vie in 24 ore, una media di 48 minuti per ogni via compresi i trasferimenti da un itinerario all'altro? Mi sembra una grossa bufala... Forse si può arrampicare su vie molto difficili correndo, ma i miei dubbi restano. La via Cassin alla Torre Costanza in meno di un'ora? O la Mary sulla Guglia Angelina? In più il Medale, Corno di Nibbio, Torrione Palma, etc. Per non parlare della via sulla parete sud del Sasso Cavallo per la quale occorrono non meno di 3,30 ore. E' vero che oggi ci sono degli esaltati che fanno questo tipo di "alpinismo" con il cronometro in mano, per conquistarsi qualche spazio sulle riviste del settore, ma io mi domando se questo sia un modo degno per ricordare la figura del grandissimo Cassin.
Ho conosciuto personalmente Riccardo alla festa dei suoi novant'anni a Lecco, ho avuto la fortuna di parlargli diverse altre volte in occasione della presentazione degli ultimi libri di Walter e sono certo che, davanti a "imprese" come queste, avrebbe sorriso e scrollato le spalle. Agli alpinisti che "corrono" consiglio vivamente di leggere la sua autobiografia intitolata "Capocordata" (Vivalda editore), la montagna non è una pista di formula 1 ...
Ciao!
Giovanni
L'autore di queste ascensioni è uno dei più importanti allievi di Cassin; si è trattato di un omaggio alla figura del Maestro; nell'intervista, sul Regionale Rai della Lombardia, traspariva una certa misura e, proprio per sottolineare il criterio di sicurezza che ha mosso la cosa, è rimasto circa tre ore in parete in attesa dell'alba del giorno seguente perchè non poteva trovare la via in sicurezza. Indubbiamente, e coi mezzi attuali, molte vie si possono percorrere in tempi molto inferiori che un tempo, ma lo stesso Cassin (o Bonatti, o Messner, o Buhl, per citarne alcuni) con le tecniche e l'attrezzatura attuale ci avrebbe messo molto meno. A volte bisogna guardare la luna, non il dito che la indica.
Skype user ermanno-panara
Forse dalle mie righe affrettate si poteva leggere la performance più che il gesto. In realtà, seguendo l'intervista, si doveva riconoscere l'affetto dell'allievo verso il suo Maestro.
Non so; potrei aver anche inteso male la tempistica. Volevo solo far sapere che la gente di qua ricorda un grande Alpinista che sulle montagne di Lombardia ha lasciato il segno.
In ogni caso noi (io) "alpinisti" da 300/400 metri all'ora, di fronte a certe prestazioni restiamo perplessi e, diciamolo pure, anche un po' invidiosi.
Rita