domenica, 27 maggio 2012
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Tête de Cou

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Scheda
Segnavia: 

Sentiero n° 4

Foto: 
Tête de Cou ©2006 Massimo Martini
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
WT2
Attrezzatura: 
Racchette da neve, bastoncini, Artva, Pala e sondino
Periodo Consigliato: 
dicembre, gennaio, febbraio
Tempo Complessivo: 
4h00'
Tempo di Salita: 
2h30'
Tempo di Discesa: 
1h30'
Esposizione: 
Nord
Quota di partenza: 
594 m
Quota di Arrivo: 
1410 m
Dislivello: 
816 m
Distanza percorsa: 
10,80 km
Accesso: 

Lasciata l'autostrada Autostrada A5 all'uscita di Verrès si svolta a destra in direzione di Torino. Si supera l'abitato di Verrès e, dopo qualche chilometro, si raggiunge Arnad. All'altezza della chiesa romanica San Martino si svolta a sinistra e si prosegue seguendo le indicazioni per Machaby. Dopo circa 1km si incontra un bivio, si svolta a destra, sempre in direzione di Machaby sino ad incontrare la partenza del nostro itinerario: dopo circa un centinaio di metri, al termine della strada, si trova un ampio parcheggio ove lasciare l'auto.

Introduzione

Posta all'ingresso della Valle d'Aosta, la Tête de Cou si erge sulle strette gorge di Bard. L'itinerario qui proposto permette di assaporare natura, storia e spirito: dai bellissimi boschi di castagno e faggio lungo gli itinerari militari che nel XIX secolo servivano a fronteggiare l'avanzata napoleonica, al silenzioso santuario di Machaby dedicato alla Madonna delle Nevi.

Descrizione

Si ridiscende la strada sino ad incontrare una palina segnaletica riportante il sentiero Sentiero n° 4: qui si svolta a sinistra e si imbocca l'ampia mulattiera lastricata che conduce a Machaby. Si incontra subito un tzapelet e si prosegue superando un torrente su di un ampio ponte in legno. Si prosegue lungo la stradina lastricata entrando nel bosco di castagno, dopo una svolta a destra si prosegue per qualche minuto sino a raggiungere il Santuario di Machaby (672m, 0h15'): l'edificio, eretto nel XV secolo è dedicato alla Madonna delle Nevi con festa annuale ogni 5 agosto.
Si prosegue lungo la stradina ed in pochi minuti si raggiunge, nei pressi di un altro oratorio, la località detta "Pradouegne" (ampio pianoro sotto castagni secolari) e al villaggio di Machaby: è consigliata una breve visita al villaggio per osservare i caratteristici Dzerby.
Ritornati a Pradouegne si può approffitare di una pausa eno-gastronimica all'agriturismo "Lo Dzerby" di Cesarino Bonin per poi proseguire il percorso verso i resti della fortificazione del Tenente Lucini (700m, 0h25'). Poco dopo il ricovero si incontra il bivio per discendere verso Bard: attualmente tale sentiero è chiuso da un'ordinanza del sindaco di Arnad per rischio frane. Si procede lungo la comoda strada che con una serie di tornanti si addentra nuovamente nel bosco; ogni tanto si aprono scorci panoramici, soprattutto sul non lontano Paretone, culla del free-climbing valdostano. Lentamente si raggiunge una piccola radura dove sono presenti i resti di altre fortificazioni militari su di un pianoro nel quale sorgeva il villaggio di Arbeadze (845m, 0h45'). Qui si abbandona la stradina e si inizia a procedere lungo la bellissima mulattiera lastricata. Lungo la salita si incontrano ancora un paio di casolari ristrutturati per poi entrare nuovamente nel bosco di castagno. Dopo alcuni tornanti si incontra un bivio (901m, 1h00'): una flebile traccia di sentiero diparte sulla destra di un tornante per raggiungere la base del famoso Pilastro Lomasti. Ovviamente si trascura questa deviazione e si procede ancora all'interno del bosco ove la mulattiera compone una serie infinita di svolte, sempre sorretta da impeccabili muri a secco. Superati i mille metri il castagno lascia posto al faggio e alla betulla e, poco dopo, la mulattiera lascia il passo ad una stradina rendendo meno evidente il percorso. Lentamente ci si avvicina al colle e la vegetazione si dirada sino a raggiungere l'ampia radura che precede il villaggio di La Cou. Si supera un piccolo fontanile in legno e si raggiunge infine La Cou (1376m, 2h20'). All'altezza di una casa ristrutturata si svolta a destra e si percorre un sentierino che, con una serie di saliscendi, raggiunge infine la nostra meta: la Tête de Cou (1410m, 2h30')
Dalla cima si può godere di interessanti scorci panoramici sull'alto Canavese, la bassa valle e tutto il corollario montuoso dal Bec Renon al lontano Grand Combin.
Il ritorno avviene per la medesima via dell'andata (1h30').

Consigli

Durante la programmazione di questa uscita si deve tener conto del fatto che la bassa quota e la sua posizione della valle non la rendono tra le più "innevate" tra quelle proposte; nonostante ciò la peculiare posizione la rende soggetta a particolari effetti climatici come la presenza di cristalli ghiacciati sui rami degli arbusti esposti ai venti umidi che giungono dalla non lontana pianura., per questo motivo è sempre interessante provarla.

Autore

Bibliografia

  • Massimo Martini, Tracce Lievi, Martini Multimedia Editore, 2007

Cartografia

  • Basse Valli d'Ayas e Gressoney, Carta dei sentieri foglio 12, 1:25000, L'Escursionista Editore, 2008

Yo he estado allí!

Le relazioni su questa meta

AdjuntoTamaño
La stradina alla partenza © 2006 Massimo Martini262.1 KB
Arrivando a Machaby © 2006 Massimo Martini278.33 KB
Nei pressi di Arbeadze © 2006 Massimo Martini291.06 KB
Casolari ristrutturati © 2006 Massimo Martini128.73 KB
Arbeadze © 2006 Massimo Martini198.89 KB
Betulle... © 2006 Massimo Martini212.23 KB
Strade di pietra... © 2006 Massimo Martini327.9 KB
Prime tracce di galaverna © 2006 Massimo Martini308.62 KB
Arrivando a La Cou © 2006 Massimo Martini148.86 KB
Bianco e nero... naturale © 2006 Massimo Martini135.02 KB
La Cou © 2006 Massimo Martini197.86 KB
Luci spettrale © 2006 Massimo Martini144.42 KB
Casolare al colle © 2006 Massimo Martini96.51 KB
Verso la Tête de Cou © 2006 Massimo Martini183.62 KB
Galaverna © 2006 Massimo Martini200.5 KB
Verso la Tête de Cou © 2006 Massimo Martini299.38 KB

Comentarios

Imagen de Varasc.it
Varasc.it
Desconectado/a
se unió: 16/01/2009
Cou

Una sola parola... MAGNIFICA!!!

Raramente ho provato le stesse sensazioni su una nuova cima.
Un posto raro.. isolato.. panoramicissimo. Magnifico.

http://www.varasc.it/tête_de_cou.htm

Antico avamposto, difatti...

M.

Marco
www.varasc.it

Una salus victis, nullam sperare salutem