Giro delle 3 Cime di Lavaredo
Introduzione
Questa escursione è forse la più "classica" tra quelle effettuate dagli abituali frequentatori delle Dolomiti. Si svolge in un paesaggio spettacolare e consente di "toccare con mano" le impressionanti muraglie nord delle Cime di Lavaredo, cariche di storia alpinistica con alcuni dei più celebrati e difficili itinerari di scalata tracciati da alpinisti iscritti nell'albo d'oro della storia dell'arrampicata. Basterà ricordare le epiche scalate di Emilio Comici alla Cima Grande e di Riccardo Cassin alla Cima Ovest negli anni '30, epoca dell'allora appena "inventato" 6° grado, quando Emilio Solleder, con la sua salita alla parete Nord-Ovest del Civetta, diede l'avvio a una stagione fecondissima di vittorie sempre più difficili e impegnative.
L'itinerario qui proposto si distacca da quello abitualmente seguito lungo sentieri i segnalati (e che tocca anche il Rifugio Locatelli) per seguire tracce di sentiero proprio alle base delle grandi pareti nord. L'immenso e inclinato ghiaione che forma questa base può risultare di percorso impegnativo se ancora coperto di neve come accade spesso a inizio stagione. Basta comunque un po' di attenzione per non correre alcun pericolo.
Descrizione
Dal Rifugio Auronzo si segue la strada carreggiabile che va in direzione del Rifugio Lavaredo e della Forcella omonima (vedi itinerario al Monte Paterno, dello stesso autore) ammirando i versanti meridionali delle Cime di Lavaredo. Poco oltre una cappelletta la strada volge a nord, supera il Rifugio Lavaredo, situato poco più in basso, e rimonta un pendio al culmine del quale ci si ritrova a Forcella Lavaredo, classico punto di osservazione delle Tre Cime che qui si presentano di taglio e nella loro forma più ardita. (ore 1) Trascurato a destra il sentiero segnalato che prosegue per il Paterno e il Rifugio Locatelli che appare in lontananza, ci si dirige verso le grandi pareti in leggera discesa, senza perdere troppo quota seguendo tracce di sentiero su terreno pietroso e un po' disagevole. Si passa proprio alla base di Cima Piccola che presenta qui la sua strapiombante parete con il famoso "Spigolo Giallo" e si continua mantenendosi a una distanza di circa 100 metri dalla base delle pareti. Quando si giunge all'altezza di Cima Grande vale la pena di fare una deviazione e portarsi proprio a ridosso della muraglia risalendo il ghiaione piuttosto ripido. La sensazione che si prova a contatto della roccia è davvero indescrivibile: mettendosi con le spalle contro la parete e volgendo lo sguardo verso l'altro si rimane colpiti dalla verticalità della roccia e dall'arditezza degli strapiombi che incombono sulla nostra testa. Si riescono anche a intravedere le chiodature delle più difficili vie di arrampicata, prima fra tutte la direttissima di Brandler e Hasse che sale proprio al centro della parete. Procedendo più oltre si arriva presso Cima Ovest verso la quale si può effettuare una deviazione simile a quella già compiuta per Cima Grande. L'effetto qui è forse ancora più solenne. Questa croda è veramente indescrivibile nella sua complessità e bellezza. Si può osservare, sotto l'impressionante barriera di tetti e strapiombi che caratterizzano l'immensa lavagna di calcare, una larga svasatura a catino sulla quale si sviluppano le vie "a goccia d'acqua" della via Cassin (il cui attacco si trova parecchio più a destra) e, invece, più a sinistra, l'attacco della difficilissima via tracciata da Desmaison e Mazeaud nel 1959. Sull'angolo di Cima Ovest si può anche transitare presso l'attacco dell'arditissimo "Spigolo degli Scoiattoli", poi, con panorama che si va allargando sul gruppo del Cristallo, si continua fino a ritrovare il sentiero segnalato che proviene dal Rifugio Locatelli. (ore 2,30) Prendendo a sinistra e proseguendo su questo, con bella vista sul gruppo dei Cadini di Misurina e sulle più lontane Marmarole, si continua a costeggiare il versante est delle Tre Cime riuscendo poi, in circa mezz'ora, nuovamente al Rifugio Auronzo.
Autore
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Cartografia
- Dolomiti di Sesto, Carta Topografica, foglio 010, 1:25000, Casa Editrice Tabacco, 2001
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