La cultura della sicurezza
Di recente è stata avviata una collaborazione con inalto e questo ci permette di offrire in linea un contatto tra Guide Alpine, alpinisti, sciatori, escursionisti, curiosi della montagna. La nostra cooperativa da oltre 10 anni opera prevalentemente nel settore scolastico, svolgendo corsi di arrampicata, escursioni, sci fuori pista. L’argomento principe è sempre la sicurezza, per altro forse mai certa in montagna, ma questo è il punto, la conoscenza e l'esperienza, possono offrire condizioni completamente diverse nel medesimo luogo a persone diverse. Andare per monti richiede cultura, ed è questa cultura che noi Guide Alpine cerchiamo da sempre di divulgare. alcuni giovani che per alcuni anni hanno seguito i nostri corsi ora dimostrano una consapevolezza dei rischi e una capacità di comportamento prudenziale ammirevoli. Questo ci conforta, ma non basta. Anche gli adulti devono accrescere le loro conoscenze, in quanto sono pur sempre parte educativa per le nuove generazioni. Non è vietando, per ignoranza che proteggiamo i nostri cari, bensì divenire consiglieri informati, che con obiettività, fermezza e serenità li aiutiamo a prendere delle decisioni giuste. Se siamo saggi anche i nostri figli lo saranno. Io oggi sono andato a fare snowboard al Pavillon, 40 cm di neve fresca, indice di pericolo valanghe del bollettino regionale, 4 su 5 ( forte). Non ho mai rischiato la vita, non credo di essere fortunato, ho limitato le mie discese entro le ore 12 e mi sono divertito come tante altre volte. La sicurezza è un argomento immenso, senza fine (per me) e anche molto sfruttato, ma ritengo il giusto punto di partenza per questi scambi, perché nell’alpinismo è il fattore umano che influenza il risultato e non l’indice di pericolo valanghe correttamente determinato da l’esperto del ufficio meteorologico locale. Un giorno un famoso pilota di formula 1 ha detto che lui si sente più sicuro a 300 kmh in un’auto che non appeso ad una corda in una palestra artificiale, la mia opinione è opposta e la vostra?

Sono completamente daccordo con quello che dici.
Purtroppo, però, a volte non basta divulgare la cultura della sicurezza: mi riferisco a tutte le volte che persone "capaci" ed "esperte" si fanno prendere dalla confidenza.
Confidenza con i passaggi di arrampicata "facili", dove però una piccola disattenzione ti costa cara.
Mi è capitato di veder volare per 10 m un signore (tra l'altro istruttore di sci alpinismo del CAI), in un percorso di roccia molto discontinuo con difficoltà massima III.
Probabilmente gli è "solo" rimasto in mano un appiglio .... nella caduta lo zaino gli ha salvato la vita.
Ma penso che anche quest'uomo (probabilmente), ha sempre insegnato ai suoi allievi il concetto di sicurezza
da qui, messere, si domina la valle
ciò che si vede, è
Tutti possiamo sbagliare, proprio per questo si deve imparare a prendere le giuste precauzioni e dare il giusto valore al pericolo. la scelta sempre presente tra rischi e benefici in montagna è molte volte la chiave di successo delle salite: se alla normale al Cervino fai tiri di corda non arriverai mai in cima,ma questo vuole dire prendere dei rischi. importante è far comprendere ai profani cosa si intende per margine di rischio.
è verissimo che in molte vie, facendo i tiri d corda, è impossibile arrivare in cima.
il mio era solo un esempio per esprimere il concetto che, a volte, la troppa confidenza porta all'eccesso: credo che alla normale del Cervino la concentrazione sia sempre su livelli "accettabili" (il IV a 4000 m è diverso rispetto ad un IV a 1000 m )
colgo l'occasione di questo topic per buttare sul piatto un'altra questione che forse può servire ai profani: quante volte ci troviamo difronte alla notizia di un "incidente" in montagna che ci trova pronti alle critiche e poco propensi ad analizzare i fatti.>
Penso che in molte occasioni cercare di capire quali sono stati gli eventi o gli errori (valutabili a posteriori), che hanno portato a quella conseguenza, potrebbero far accrescescere, seppur indirettamente, la nostra esperienza.
E' facile dire <
ma se ci fossimo trovati al suo posto ?
da qui, messere, si domina la valle
ciò che si vede, è
un grande problema è anche la corretta informazione sui fatti: se si leggono i giornali o si segue la tv ci si rende conto che chi scrive sa poco o nulla di montagna, e scrive soprattutto le solite banalità perchè non disturbano nessuno.
(Ciò mi fa anche riflettere sul valore dell'informazione in generale, ma questo è un altro discorso).
Detto ciò credo che per chi voglia uscire dal sentiero, un pizzico di adrenalina sia ciò che dà senso a tutto lo sforzo.
l'adrenalina è spesso il sale delle salite
quello che dici sull'informazione (quando leggo i giornali la chiamo "disinformazione"), è purtroppo vero.
Il giornalista vuole la notizia che richiami il lettore. Se poi questo significa raccontar panzanate .... (il fine giustifica i mezzi ??)
Di un fatto accaduto a due miei amici (pernottamento sulla forcella dell'argentera), ho letto trafiletti sui giornali che dicevano cose che non stavano nè in cielo nè in terra. Per ultimo un evidente "errore di stampa" (SPERO), sulla quota: 3000 KM sul livello del mare .... sì, con la navetta spaziale !
Tornando all'argomento di questo topic io la vedo in questo modo: (premesso che mi sento più tranquillo in cordata che non in automobile), il concetto di sicurezza è fondamentale; vanno date le giuste informazioni di comportamento anche ad uno che fa praticamente solo escursionismo (nella vita non si sa mai: un giorno sbaglia sentiero e si trova a fare un EE).
Il "lavoro" di chi insegna, secondo me, è quello di preparare le persone alle svariate situazioni senza fare terrorismo. Altrimenti (a maggior ragione), bisognerebbe spaventare anche il ragazzo che deve prendere la patente di guida.
Poi ognuno (in base alle capacità, all'esperienza ed altro), deve saper valutare le condizioni di progressione: vado in libera, in conserva o facciamo dei tiri ? (oppure questa volta rinuncio ?). Ma è chiaro che la scelta dovrà essere presa in tutta coscienza, tenendo presente i pericoli e gli eventuali rischi per lui e per gli altri.
E' ovvio che se non conosco i pericoli .....
Ecco, forse sta tutto qui: far conoscere ai neofiti quali sono i pericoli e come valutarli. (Se mi trovo a dover scendere sotto a dei seracchi alle 3 del pomeriggio quando alle 13 dovevo già essere in rifugio forse non ho valutato bene il mio percorso ....)
da qui, messere, si domina la valle
ciò che si vede, è
Ha preso le giuste precauzioni un alpinista che, percorrendo la normale al Cervino senza tiri di corda, è precipitato ed è morto?.......
Nel culto della sicurezza non credo accettabile l'atteggiamento (purtroppo diffuso) del ponteggiatore che, per accelerare i ritmi di lavoro, non indossa l'imbragatura con il dispositivo anticaduta.
Sono dell'avviso che il profano, tante volte, pesi in maniera più oculata e oggettiva il pericolo rispetto all'esperto "viziato" dalla (reale?) consapevolezza dei propri mezzi!