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| Valle d'Aosta / Courmayeur |
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Ultima modifica: 31.08.07

Col de Malatrà (2925 m) - © 2007 Ivano Ruffoni
| Tipo itinerario: | Circolare |
| Difficoltà: | Escursionisti Esperti (EE) |
| Sforzo Fisico: | Medio |
| Pericoli oggettivi: | Basso |
| Tratti esposti: | Nessuno |
| Segnavia: | |
| Tempo complessivo: | 5h40' |
| Tempo di salita: | 3h20' |
| Tempo di discesa: | 2h20' |
| Quota alla partenza: | 1695 m |
| Quota all'arrivo: | 2925 m (Col de Malatrà) |
| Dislivello: | |
| Max quota raggiunta: | 2925 m (Col de Malatrà) |
| Esposizione: | Ovest |
| Periodo consigliato: | luglio, agosto, settembre |
| Acqua |
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| Bibliografia: | |
| Cartografia: |
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Il Col de Malatrà è una strettissima apertura che mette in comunicazione la Comba des Merdeux (dal patois "merze", "luogo di larici") con il Vallone di Malatrà. Il toponimo "malatrà" probabilmente deriva dal tardo latino "malastrà", ovvero "passaggio cattivo, disagevole". L'itinerario, con ampi panorami sul Monte Bianco e su Les Grandes Jorasses, sale al rifugio Walter Bonatti, percorre il grazioso vallone di Malatrà in direzione della parete Nord de la Grande Rochère e piega a Nord-Est verso il Col de Malatrà. Dal colle si apre anche la vista verso il Grand Combin.
Raggiunta l'uscita dell'autostrada
di Courmayeur, si prosegue sino ad Entrèves e si imbocca la strada della Val Ferret. Superati gli abitati di Planpincieux, Pont, Praz Sec e Lavachey, si parcheggia dopo altri due tornanti, in prossimità del ponte sul torrente di Malatrà, proprio in fronte al sovrastante Glacier de Frébouge (o di Fréboudze).
Qualche metro a valle del ponte (1695 m) parte il segnavia per il Col de Malatrà (in alternativa, un centinaio di metri a monte del ponte, in prossimità di un parcheggio, parte la via per Giué). Si sale lungo una larga pista sterrata che a svolte, in un bosco di larici, conduce decisa (con possibilità di ancor più ripide scorciatoie) fino all'incrocio per la Val Arminaz e l'Alpage Sécheron. Si continua a salire a sinistra, si esce dal bosco e si rimontano verdi pascoli fino al Rifugio Walter Bonatti (2025 m, 0h45'), splendido balcone panoramico su Les Grandes Jorasses e il Monte Bianco. A destra del rifugio la traccia conduce ai ruderi dell'alpeggio di Malatrà inferiore e, sempre per prati, all'alpeggio di Malatrà superiore (2213 m, 1h10'). Trascurata la deviazione verso destra (segnavia
) per il Pas entre deux Sauts, ormai in vista dell'alpeggio di Giué superiore, si attraversa il torrente su una passerella di legno e si esce al vasto piano del vallone di Malatrà. Il sentiero continua sulla destra orografica verso la testata della valle, in direzione della parete Nord de la Grande Rochère. Giunti in fondo alla conca si rimonta a sinistra una balza erbosa fino ad affacciarsi ad un ripiano. Piegando nuovamente a sinistra si attraversano gli ultimi pascoli e, in lontananza, appaiono i detriti, gli sfasciumi e la pietraia finali. Un lungo traverso sotto le pendici del Mont Tsichette (o Trichette) e si è al Col de Malatrà (2925 m, 3h20'), strettissima apertura fra la cresta rocciosa.
Il ritorno è per il medesimo itinerario: si scende a Malatrà Superiore (2213 m, 1h30'), poi al Rifugio Walter Bonatti (2025 m, 1h50') e, seguendo le numerose scorciatoie, si cala al ponte di partenza (1695m, 2h 20').
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