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| Trentino-Alto-Adige / Monguelfo-Tesido |
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Ultima modifica: 07.09.07

Monte Altacroce (2739 m) - © 2007 Giovanni Consigli
| Tipo itinerario: | A/R |
| Difficoltà : | Escursionisti (E) |
| Sforzo Fisico: | Elevato |
| Pericolo oggettivo: | Nessuno |
| Segnavia: | |
| Tempo complessivo: | 6h30' |
| Tempo di salita: | 3h45' |
| Tempo di discesa: | 2h45' |
| Quota alla partenza: | 1477 m (Santa Maddalena Vallalta -Sankt Magdalena Obertal) |
| Quota alla meta: | 2739 m (Monte Altacroce) |
| Dislivello: | |
| Max quota raggiunta: | 2739 m (Monte Altacroce) |
| Lunghezza percorso: | |
| Punto GPS (WGS 84): | |
| Punto GPS (UTM 32T): | |
| Esposizione: | |
| Periodo consigliato: | giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre |
| Acqua |
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| Bibliografia: | |
| Cartografia: |
Questa escursione penetra fino alla testata della Valle di Casies (Gsies), una delle laterali sinistre della Val Pusteria. Raggiunge una vetta panoramica (in questa escursione, purtroppo, il tempo era pessimo) e consente di andare alla scoperta di montagne remote e poco frequentate in un ambiente pastorale in basso (la valle è tutta sparsa di bei masi, collegati tra loro da un facile e istruttivo sentiero – Almweg 2000) e più alpestre e severo a quote più alte. L'itinerario, circolare, è piuttosto lungo e a tratti faticoso, ma ha il pregio di offrire una completa visuale di questa interessante vallata che risulta affascinante nonostante l'assenza di cime famose o località di richiamo. Proprio la tranquillità dell'ambiente costituisce una delle più marcate caratteristiche di questo giro.
Dall'uscita dell'autostrada A22 di Vipiteno seguire la strada statale n. 49 della Val Pusteria fino a Monguelfo (Welsberg). Qui prendere il bivio per la Valle di Casies (Gsies) e risalire la valle fino poco oltre Santa Maddalena. Tenendo la sinistra si attraversa il torrente presso la Talschlusshutte (1456 m) ove si trova un ampio parcheggio. Si può anche proseguire per altri 350 m fin dove la strada è transitabile e parcheggiare presso alcune case (meno posti a disposizione).
Partendo dal parcheggio presso la Talschlusshutte si percorre la strada, asfaltata, fino a un piccolo spiazzo dove ci si può orientare con una completa e chiara segnaletica. Senza attraversare il torrente, la strada prosegue con moderata pendenza innalzandosi nel bosco, a fianco del rovinoso torrente, contrassegnata con il segnavia . Si continua sempre nel bosco, transitando per alcune radure dove la vista si apre sui bei fianchi della vallata, cosparsi di pascoli e piccole malghe, e si toccano diversi alpeggi, tra cui la Malga Pidig e la Kradorfer Alm. Qui la strada, divenuta sterrata, si alza con maggiore pendenza e su terreno più aperto, impreziosito da una coloratissima vegetazione, per andare a raggiungere la Malga di Sopramonte (Oberbergalm 1975 m). Lasciatala sulla sinistra, mentre la cerchia di montagne intorno va facendosi sempre più grandiosa, si prosegue nell'evidente vallone, sempre presso il torrente in direzione della sua testata. Qualche passo più malagevole su roccette non difficili per superare una strettoia e, ancora in costante salita, con un'ultima attraversata in falsopiano si va a raggiungere la Forcella di Casies (Gsieser Torl) 2205 m assai ampia, alla base del Corno di Fana e posta proprio sul confine italo-austriaco (cippo). Subito a destra della forcella, su un masso, si nota la scritta "Hochkreutz". Inizia qui un sentiero senza numero ma segnalato con bandierine biancorosse che guida verso alcune caserme abbandonate e poi prosegue, superando un piccolo gradino, affacciandosi al grande circo basale di pietraie e chiazze erbose denominato Plankfeld. Qui bisogna fare molta attenzione ai segni che sono un po' radi, a volte sbiaditi: anche se l'itinerario è intuitivo, è meglio non perdere le segnalazioni, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità . Si passa presso un torrentello che ha poco più sopra la sua sorgente e si punta verso la cresta Nord-Ovest del Monte Altacroce che ora appare evidente, di fronte, al termine della grande corona rocciosa che sale dalla forcella di Casies. Una volta raggiunta la cresta la si percorre con qualche saliscendi e aggirando alcuni piccoli speroni rocciosi. Il terreno, dapprima erboso, si va facendo più aspro e pietroso fin quando la cresta va a spegnersi tra le roccette del tratto sommitale. Qui si possono trovare nevai fino a stagione avanzata. Tenendo la cima sulla destra si prosegue in direzione di una evidente selletta (faticoso) che si raggiunge affacciandosi nuovamente sul versante austriaco. Volgendo a destra e suprati alcuni elementari tratti di sentiero, si arriva in prossimità della grande croce della vetta. Una istruttiva tavola di orientamento consente di scorrere il panorama circolare. Libro e timbro di vetta.
Per la discesa si po' optare per diversi altri itinerari. Dalla vetta si attraversa un lieve avvallamento e si prosegue sulla cresta opposta a quella seguita in salita scavalcando una modesta altura detta Bitter Hochkreutz. Badando a non farsi sviare da bandierine biancorosse che proseguono sulla cresta in direzione del versante austriaco verso la Stalle Alm, si segue il segnavia che, presso la sella chiamata Ploscharte, piega bruscamente a destra, scende piuttosto ripidamente tra pietraie a un minuscolo laghetto, lascia a sinistra una diramazione (segnavia
) per la Unterstaller Alm e cala con pendenza prima regolare, poi più accentuata, nella Pfoital tributaria della Valle di Casies. Il sentiero rimane costantemente presso il crinale divisorio delle due valli e punta a un dosso prativo da cui cala piuttosto ripidamente alla Uwaldalm (posto di risoro). Da qui parte una strada carreggiabile (accorciatoie) che raggiunge un bivio (cartelli indicatori) dove incrocia la Almweg 2000 e continua in discesa fino al fondovalle a poca distanza dalla Talschlusshutte dove si era iniziata la gita.
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| Segnaletica alla partenza | La strada presso una radura | La Pidig Alm | Sullo sfondo la Forcella di Casies | La Oberbergalm |
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| Arrivo alla Forcella di Casies | Cippo confinario | Caserme abbandonate | Si punta verso la cresta Nord-Ovest |
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| La Cresta | La vetta vista dalla cresta | In cima alla cresta la forcelletta | Tavola di orientamento sulla vetta | Discesa verso la Uwaldalm |
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