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  Piemonte / Cannero Riviera Panorama Trekking  

Cima di Morissolo (1313 m)

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Ultima modifica: 10.05.08

Cima di Morissolo (1313 m) - © 2008 Maria Grazia Schiapparelli
Cima di Morissolo (1313 m) - © 2008 Maria Grazia Schiapparelli

Scheda dell'escursione

Tipo itinerario: Circolare
Difficoltà: Escursionisti (E)
Sforzo Fisico: Alto
Pericolo oggettivo: Nessuno
Tratti esposti: Nessuno
Segnavia:  
Tempo complessivo: 4h40'
Tempo di salita:

2h40'

Tempo di discesa: 2h00'
Quota alla partenza: 515 m
Quota alla meta: 1313 m (Cima di Morissolo)
Dislivello: Salita 798 m
Max quota raggiunta: 1313 m (Cima di Morissolo)
Lunghezza percorso:  
Punto GPS (UTM 32T):  
Esposizione: Est
Periodo consigliato: gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, settembre, ottobre, novembre, dicembre
Acqua Acqua:  
Bibliografia:
Cartografia:
  • Laghi Maggiore d'Orta e di Varese - Carta dei Sentieri 1:50000 - IGC

Introduzione

Questo giro è spettacolare, sotto l'aspetto panoramico perché dalla vetta si gode di una vista superba su tutto il Lago Maggiore e sulle montagne circostanti italiane e svizzere, e poi ha una valenza storica, perché il Morissolo faceva parte della Linea Cadorna: sotto la vetta ci sono diecine di metri di gallerie, in parte illuminate, che portano ad una caverna, raggiungibile dall'esterno con una scala aerea protetta da un robusto mancorrente, dove erano posizionati 4 cannoni. Cos'è la Linea Cadorna La linea difensiva Cadorna è stata realizzata in parte prima del 1915 in funzione antifrancese, utilizzando fortificazioni preesistenti come il Forte di Bard e le trincee del principe Tommaso a La Thuile, ma assunse il suo assetto definitivo in funzione antitedesca, con tutte le opere realizzate tra il monte Massone ed il pizzo Scalino, nel periodo 1916/1917 per volontà del generale Luigi Cadorna, allora Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, originario di Pallanza. Nel maggio 1915 l'esercito del generale Cadorna disponeva di 1 milione di uomini, 250 mila quadrupedi e ben 4000 automezzi, numeri che sarebbero impressionanti anche ora. Il complesso difensivo, nella sua totalità, dall'Ossola alle Orobie, si estende per più di 80 km di trinceramenti, 88 postazioni di artiglieria e 11 forti in caverna, 25 mila mq di baraccamenti con uno sviluppo di 296 km di strade e 398 km di mulattiere. Le difese in Ossola furono imperniate tra il monte Massone e Cuzzago-Nibbio utilizzando la stretta della punta di Migiandone, che presenta uno sviluppo di soli 700 metri nel fondovalle, una stretta che era stata utilizzata sin dal quarto secolo a.C. per le difese dei valichi alpini come testimonia la Necropoli celtico-romana di san Bernardo. I lavori durarono tre anni: dal 1916 al 1918 e videro queste montagne brulicare di uomini. Furono impiegati 15 - 20.000 operai con punte di 30.000 nella primavera del 1916, ed una spesa di 100 milioni dell'epoca. L'impatto ambientale fu notevole, la viabilità alpina di queste aree fu profondamente modificata e arricchita, ma soprattutto l'impatto sociale fu dirompente. La possibilità di guadagnare il soldo, specialmente in tempo di guerra, portò ovunque alla costituzione di cooperative di scalpellini e muratori per la costruzione delle opere murarie e, a 90 anni di distanza, lo stato di molti manufatti dimostra quanto quei lavori furono ben svolti. Sotto la spinta delle esigenze belliche, i montanari diventarono costruttori. Anche per le donne fu un'occasione di lavoro salariato: per cuocere e portare il cibo alle migliaia di uomini impiegati, l'acqua necessaria ai lavori, ma anche i sassi squadrati per i muri di sostegno e contenimento. Oggi, salendo allo Zeda, e non solo, si percorrono ancora queste strade che sono rimaste quelle di 90 anni fa, e alcune di queste strade sono state asfaltate, mentre su altre si raggiungono gli alpeggi della zona. Sulla Linea Cadorna non fu mai sparato un colpo; le comunità montane e le varie amministrazioni locali stanno un po' per volta restaurando e rendendo fruibile a tutti questo immenso patrimonio a cui è legato un pezzo della nostra storia. (tratto da: www.lineacadornaviadipace.it)

Avvicinamento

Percorrere l'autostrada Voltri Sempione fino all'uscita di Verbania-Pallanza, proseguire per Verbania e poi lungo il lago Maggiore in direzione Cannero; un po' prima di Cannero prestare attenzione a sinistra, e imboccare la deviazione per Oggiogno: la stradina è asfaltata ma strettissima, lunga circa 4 km, con due gallerie corte e anch'esse molto strette; se si incrocia un'altra auto occorre fare lunghi tratti in retromarcia; in alternativa si può salire direttamente da Cannero (199 m), il dislivello totale deve essere aumentato di poco più di 300 m.

Descrizione

A Oggiogno (515 m) c'è un ampio parcheggio a sinistra, circa 100 metri prima del peesino, lasciare qui l'auto. Oggiogno merita una visitina, è molto grazioso, la presenza dirompente del lago sottostante, che occhieggia ad ogni angolo, lo fa assomigliare ad un borgo marinaro, ed ha un bellissimo torchio del '700 recentemente restaurato; per visitarlo, attraversare il paese seguendo le indicazioni: la visita è fai-da-te, aprite la porta, accendete la luce, leggete le tabelle esplicative sulle coltivazioni della zona e sull'utilizzo del tornio, per spremere le noci e ricavarne l'olio, e anche per l'uva, poi spegnete la luce e chiudete la porta!!! La Cima di Morissolo faceva parte della Linea Cadorna, un sistema difensivo creato durante la prima Guerra Mondiale per difendere l'Italia da un presunto attacco della Germania attraverso la Svizzera; non si è mai sparato un colpo, ma restano opere imponenti (strade e gallerie) che arrivano fino a Bergamo. Dopo la visita al tornio, tornare sui vostri passi fino a trovare i cartelli segnaletici bianco-rossi. Gli itinerari possibili sono diversi, noi abbiamo seguito quello che porta all'alpe Ronno e alpe Morissolo. All'uscita del paesino attraversa verso sud. La mulattiera è ampia fino all'alpe Ronno, che è raggiungibile anche da sotto con una pista asfaltata; da una radura sopra di noi compare la nostra meta, che è chiamata il Cervino di Cannero. SI cammina sotto gli alberi, su questo versante castagni e betulle, e sui resti delle antiche strade di guerra; sotto di noi si allarga il panorama sul Lago Maggiore. L'alpe Ronno ci accoglie con una cappellina, ma è quasi abbandonata; prestare attenzione alla deviazione, e seguire Alpe Morissolo; si continua per bel sentiero, che attraversa le pendici del Morissolo fino alle alpi omonime, anch'esse purtroppo semi abbandonate, ma con un panorama stupendo; di qui la traccia sale decisamente e diviene ripidissima fino a raggiungere la strada della Linea Cadorna che si vede in alto appena fuori dagli alberi. Proseguire a destra fino al colletto, e poi a sinistra, raggiungendo la vetta (1313 m, 2h40') su sentiero tra i faggi del versante nord. Il panorama è impagabile, tutto il lago Maggiore, il monte Zeda e altre vette della Valgrande, e di fronte, il Monte Lema e montagne ticinesi. La zona può essere visitata anche con un percorso quasi pianeggiante e molto breve da Colle, per cui capita di incontrare altri turisti in abbigliamento non proprio escursionistico... Sotto la punta ci sono tre croci, esattamente sopra Cannero, raggiungibili scendendo verso nord e poi a est; tornati al colle, si possono visitare le gallerie e le postazioni dei cannoni. Ritorno: dal colle, seguire l'ampissimo sentiero (indicazione colle, alpi Fajet) che passando a nord del Monte Morissolino, in mezzo ai faggi e ai mirtilli arriva appena sotto Colle; poco prima, un altro cartello indica a destra la direzione per le alpi Fajet e Oggiogno. Si scende in mezzo ai faggi, anche le alpi Fajet sono abbandonate, c'è solo qualche capra; abbiamo attraversato moltissimi piccli corsi d'acqua, seguendo sempre il sentiero che scende verso il basso ed ignorando i vari traversi che riportano all'alpe Ronna; si arriva ad Oggiogno, si ripassa davanti al tornio, e di qui, in pochi minuti, si risale al parcheggio; attenzione a non seguire i segni che scendono, perchè portano a Cannero. Il giro può essere fatto anche in senso antiorario; la salita come qui descritta è più ripida e soleggiata, l'itinerario di discesa, più lungo e tutto sotto gli alberi (due ore circa, perché il tratto Morissolo-Colle è lungo e quasi pianeggiante).

Aggiornamento del 27 Aprile 2008

Siamo andati con alcuni inaltiani a ripetere il giro del Morissolo, ed abbiam deciso di percorrerlo, e consigliarlo, in senso antiorario; Da Oggiogno (parcheggiare nel primo parcheggio a sinistra, se il secondo è pieno è poi difficile girare l’auto, son solo 3 minuti in più...) seguire i cartelli che portano al torchio, e di qui il sentiero 6 (acqua alla partenza), che sale nel bosco, prima dolcemente, e dopo l’alpeggio abbandonato di Fajet, molto ripido fino a Colle; prestare attenzione nell’attraversamento dei numerosi canaloni con ruscelletti vari, un po’ scivolosi; da Colle prendere a sinistra il sentiero 1, quasi pianeggiante, che con bellissimo tracciato sempre nel bosco, conduce al colle sotto il Morissolo; dal colle, a sinistra, in pochi minuti alla vetta.

Discesa: tornare sui propri passi fino al colle e visitare sul versante verso il lago, e a sinistra, le fortificazioni, con le entrate delle gallerie protette da porte; prima dell’ingresso c’è un tabellone esplicativo delle tre postazioni e del punto di vedetta raggiungibile con una scala esterna a sud dell’ultimo corridoio a destra. Tornati alla fontana al colle, proseguire lungo la strada sterrata in direzione sud per circa 250 metri, fino a trovare il cartello segnalatore che indica l’imbocco del ripidissimo sentiero 5 che porta alle alpi Morissolo (acqua). Alle alpi altro cartello, il sentiero è ben segnato e facile da seguire: scende a tornanti in un bel bosco di betulle, poi attraversa per un lungo tratto fino ad arrivare all’alpe Ronno (acqua); qui prestare attenzione, ci sono molti segni, prendere quelli a sinistra volgendo le spalle alla cappellina. Il percorso, prima in piano tra prati e vecchi coltivi, si infila poi a giravolte in un bosco volto a nord, quindi costeggia ripidissimo alcuni prati, e si inserisce infine nelle stradine di Oggiogno, uscendo in pochi minuti sul parcheggio.

Galleria fotografica

Cima di Morissolo (1313 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Cima di Morissolo (1313 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Cima di Morissolo (1313 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Cima di Morissolo (1313 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Cima di Morissolo (1313 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli
Il vecchio tornio Oggiogno Alpe Ronno Scorci di lago Salendo
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Alpe Morissolo Il Lago Maggiore Uno sguardo su Cannero Visita alle fortificazioni Verso Colle
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Scendendo nel bosco Verso Oggiogno Naif... Glicine Glicine
Cima di Morissolo (1313 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli
Panoramica

 



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