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  Piemonte / Cossogno Panorama Trekking  

Nella selvaggia Valgrande

Cicogna - Alpe Pra' - Pogallo

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Ultima modifica: 20.03.08

Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria Grazia Schiapparelli
Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria Grazia Schiapparelli

Scheda dell'escursione

Tipo itinerario: Circolare
Difficoltà: Escursionisti (E)
Sforzo Fisico: Medio
Pericolo oggettivo: Nessuno
Tratti esposti: Nessuno
Segnavia:  
Tempo complessivo: 4h30'
Tempo di salita:

1h40'

Tempo di discesa: 2h50'
Quota alla partenza: 732 m (Cicogna)
Quota alla meta: 1322 m (Pogallo)
Dislivello: Salita 590 m + saliscendi
Max quota raggiunta: 1572 m (Pogallo)
Lunghezza percorso:  
Punto GPS (UTM 32T):  
Esposizione: Est
Periodo consigliato: giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Acqua Acqua:  
Bibliografia:
Cartografia:
  • Laghi Maggiore d'Orta e di Varese - Carta dei Sentieri 1:50000 - IGC

Introduzione

Questo è uno dei percorsi più semplici che si possono fare all'interno della Val Grande, ma fa capire bene l'isolamento completo di questa zona, che è considerata la più vasta area di wilderness ancora presente in Italia. Il percorso quasi tutto sotto gli alberi, il fatto che il telefonino non "prenda", il non incontrare nessuno, come è successo a noi ai primi di ottobre, i sentieri scarsamente segnati (almeno nel 2003...), danno all'escursionista una sensazione ancestrale di solitudine totale, veramente emozionante, che è raro vivere ancora sulle nostre montagne addomesticate da strade interpoderali e impianti a fune.

Avvicinamento

Uscire dalla A26 a Gravellona Toce e proseguire in direzione Verbania. Alla rotonda di ingresso in Verbania (località Fondotoce) girare a sinistra per San Bernardino Verbano-Parco Val Grande. Si continua per alcuni chilometri lungo la provinciale che passa per Bieno; prestare attenzione ai cartelli di indicazione del Parco, girare a sinistra per Rovegro-Santino-Parco Val Grande, e da Rovegro proseguire per Cicogna su di una strada prima ampia, ma negli ultimi 8 km, pur essendo asfaltata, strettissima, al punto che per buona parte del percorso, se si incrocia un'auto, una delle due deve fare retromarcia fino al piccolo slargo più vicino. Gli slarghi non sono molti, e sono esigui, controllate bene le auto che arrivano in senso opposto e fermatevi appena possibile... A Cicogna hanno costruito di recente due parcheggi; lasciare qui l'auto.

Descrizione

La mulattiera per l'Alpe Pra' - Capanna dell'Alpino, parte di fianco alla chiesina (732 m), a sinistra della fontana, sale a gradini per attraversare il paesino, ed al bivio prosegue a destra seguendo l'indicazione di una freccia. Il percorso si snoda nel bosco, a tratti più ripido, a tratti più dolce, passa di fianco ad alcuni vecchi edifici, e finalmente esce fuori dagli alberi con una bella scalinata in pietra; alla svolta il panorama si allarga sulle montagne circostanti, si individua il mont Fajé, e si prosegue tra le felci, mentre compaiono sotto di noi il Lago Maggiore e il lago d'Orta. A sinistra si vedono alcune corti (alpeggi) ormai diroccati, e un grosso pietrone con coppelle e incisioni, segno che questa zona era già abitata centinaia di anni fa. Il rifugio è vicino, la bandiera italiana sventola sul tetto; dal rifugio si vedono il Monte Rosa e le guglie dei Corni del Nibbio; è gestito dalla sezione di Intra dell'Associazione Nazionale Alpini (1250 m, un'ora e quaranta). Proseguire salendo dietro il rifugio, nel bosco di faggi, leggermente a sinistra, e in breve raggiungere a destra un intaglio scavato nella roccia, che permette il passaggio nella val Pogallo, abbastanza ampio da consentire anche il transito degli animali che andavano a caricare le corti (cioè salivano agli alpeggi nella stagione estiva). Appena oltre il passaggio, il panorama si apre su tutta la val Pogallo; scendiamo a destra, verso l'alpe Leciuri, anch'essa abbandonata, e in basso individuiamo tra gli alberi la corte di Pogallo. Pogallo è famosa perché fu teatro di tragici fatti durante la seconda guerra mondiale, e perché fu il centro del disboscamento dell'inizio del '900. Il primo tratto di discesa è su pascoli, poi il sentiero entra nel fitto bosco, attenzione agli ometti, non è molto ben segnato, scende a tornanti fino alla cappella di Cima Selva; fino al 1904, anno in cui fu finito il sentiero che costeggia il rio Pogallo, questa era l'unica via per raggiungere la corte. Si continua a scendere attraversando qualche ruscello, fino all'alpe Caslù, anch'essa diroccata, e quando si esce finalmente dal bosco fitto, si è a Pogallo (1 ora e trenta). Pogallo è in fondo alla valle, circondato dalle cime della Valgrande. Agli albori del '900, come spiegano le numerose tabelle posizionate dall'ente parco, un imprenditore svizzero, Carlo Sutermeister, ereditò a soli 22 anni dallo zio le sue proprietà in Italia, e trasformò questìangolo sperduto in una vera e propria comunità; confluirono qui centinaia di lavoratori, alcuni con le famiglie; l'imprenditore costruì e sistemò case, una infermeria, un'osteria, asilo e scuole elementari, officina, forno, una postazione per due carabinieri, il tutto dotato di luce elettrica, e sostituì il trasporto dei tronchi che avveniva facendoli scendere lungo l'acqua del torrente, con una teleferica lunga 10 km. Si preoccupò anche di sottoscrivere un'assicurazione che coprisse i molti incidenti che avvenivano durante il taglio dei tronchi. Risale agli albori del '900 anche la mulattiera che lungo il rio Pogallo ritorna a Cicogna, una vera opera d'arte, in pietra, a tratti a sbalzo sul torrente. Visitata la corte e fatto rifornimento alla bellissima fontana, seguire il sentiero che attraversa i pascoli ed entra nel bosco, sulla destra orografica del rio. l'acqua è onnipresente, ci accompagna con il uo gorgoglio a tratti sommesso, a tratti forte, a lato della mulattiera, a sinistra sotto di noi e lungo il percorso, che attraversa i ruscelli con diverse passerelle. La mulattiera è tutta in pietra, sostenuta da muri a secco imponenti, con larghe lose, scende e sale a gradoni e procede con scorci sulle lame del torrente, dove l'acqua limpidissima forma pozze, cascate e gole, chiari pietroni levigati nei secoli; ad un certo punto è possibile attraversare il rio Pogallo su di un ponte per ammirare un orrido impressionante. Il percorso passa fino a cento metri dal livello del torrente per poi arrivare quasi a costeggiarlo; lungo il tragitto, molti cartelli dell'ente parco ad illustrare la zona, rigogliosissima, e anche tante lapidi a ricordare i pescatori che hanno perso la vita nel torrente perché sono scivolati o sono stati travolti dalle piene. La sensazione, forse anche per non aver incontrato nessuno lungo tutto il tragitto, è quella di solitudine e isolamento totale, acuito dal fatto di camminare perennemente sotto gli alberi, per lo più castagni. Dopo di aver aggirato un crinale panoramico, ritorniamo a Cicogna con percorso in leggera salita (1h20' - 4h30' in totale).

Galleria fotografica

Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli
Salendo nel bosco Il Lago Maggiore Felci e Mont Faiè Lago Maggiore Corti ormai abbandonate
Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli
Rifugio Casa dell'Alpino Boschetto di faggi Verso la Val Pogallo Passaggio tra le rocce Leciuri
Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli
Esili tracce In fondo la radura di Pogallo Ancora nel bosco La mulattiera per Cicogna Il Rio e l'Orrido
Pogallo (1322 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli
Panoramica


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