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  Piemonte / Rimella Panorama Trekking  

Bocchetta di Campello Monti (1924 m)

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Ultima modifica: 01.04.08

Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria Grazia Schiapparelli
Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria Grazia Schiapparelli

Scheda dell'escursione

Tipo itinerario: AR
Difficoltà: Escursionisti (E)
Sforzo Fisico: Basso
Pericolo oggettivo: Nessuno
Tratti esposti: Nessuno
Segnavia:  
Tempo complessivo: 4h00'
Tempo di salita: 2h30'
Tempo di discesa: 1h30'
Quota alla partenza: 1329 m (Rimella)
Quota alla meta: 1924 m (Bocchetta di Campello Monti)
Dislivello: Salita 595 m
Max quota raggiunta: 1924 m (Bocchetta di Campello Monti)
Lunghezza percorso:  
Punto GPS (UTM 32T):  
Esposizione:  
Periodo consigliato: maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Acqua Acqua:  
Bibliografia:
Cartografia:
  • IGC 1:50000 - Monte rosa Alagna e Macugnaga

Introduzione

L'itinerario ci porta ad esplorare una delle valli che partono da Rimella e il percorso fino alla Bocchetta di Campello Monti, che era frazione di Rimella, anche se separata da un colle impraticabile per neve diversi mesi l'anno. Rimella è un paesino nella val Mastallone, fondato da popolazioni Walser nel XIII secolo. I Walser (dal tedesco Walliser, cioè Vallesano) sono una popolazione di origine germanica immigrata dall'area di Berna nel Vallese nell'VIII secolo, e da qui nelle vallate italiane intorno al Monte Rosa, in Svizzera, Austria, Liechtenstein, Francia a partire dal 1200, anno in cui ritroviamo i primi documenti ufficiali relativi ad autorizzazioni ad insediarsi sul territorio. Portarono la loro cultura, la loro abilità di costruttori, le loro tradizioni e la loro lingua, un dialetto tedesco parlato ancora oggi nelle loro comunità. Questa immigrazione del XIII secolo fu determinata da una serie di cause: la sovrapopolazione del Vallese, un periodo climatico particolarmente favorevole, che permetteva insediamenti anche in montagna a quote elevate, particolari agevolazioni da parte di grandi istituzioni monastiche e di feudatari per favorire la colonizzazione di certe aree valsesiane. Per capire l'importanza di Rimella nel passato, solo un dato: nel 1871 la sua popolazione era di 1327 abitanti, nel 2001, di 142, ora sono molti meno, e anche qui viene ancora parlato il Tuttschu, l'antico dialetto tedesco. Per arrivare a Rimella si entra in Val Mastallone e si incontra subito il ponte della Gula, un ardito manufatto a 45 metri dal torrente, che merita una sosta. Il territorio di Rimella è irregolare, ricco di cime, tra le quali il pizzo Tignaga, la Cima Capezzone, il Massone; confina con la val Strona e la valle Anzasca, che va da Macugnaga a Piedimulera, ha torrenti incassati in strette gole, e appena il terreno si fa meno scosceso, è sede di tanti piccoli insediamenti. Le sue due valli principali, la Landwasser, lunga 7 km, che si estende da nord a sud, e l'Ender o Anderwasser, lunga 4 km, orientata est ovest, si congiungono presso la cappelletta della Líebu Frouwa tsum Schteg (in italiano "Madonna del Rumore"), che può essere considerata la porta della valle; una volta la strada passava sotto un portico di fronte alla chiesa; sul muro della cappella si legge la preghiera che gli emigranti recitavano quando lasciavano la valle: Salve patria diletta! In questo giorno da te partiam. Deh! Vergine pietosa proteggi i nostri e noi sino al ritorno". Anche oggi la strada da questo punto in poi, pur ampliata, rende bene l'dea di cosa dovesse essere raggiungere Rimella nei tempi andati. L'insediamento Walser lungo le vallate di Rimella ebbe sicuramente come motivazione la valorizzzazione dei grandi patrimoni ecclesiastici e laici di alta quota; fu favorito dal capitolo dei Canonici di San Giulio, dal monastero benedettino di San Graciniano di Arona e dai conti di Biandrate, che già avevano interessi a Salecchio. I primi documenti (antiche pergamene ritrovate nell'archivio di Orta San Giulio) testimoniano l'assegnazione a tre famiglie di terre da parte del capitolo dei Canonici di Orta San Giulio, e risalgono al 1256; le famiglie si erano insediate l'anno prima a S Rund, San Gottardo; seguono tutta una serie di documenti che riguardano le vicende della comunità, a partire dalle razzie di bestiame, che a quell'epoca erano una vera e propria rovina, fino ai tormentati rapporti con il capitolo di San Giulio, e all'autorizzazione a costruire uno o più mulini, che rimasero in funzione fino agli anni 1930/40. I primi coloni pare arrivassero dal Devero e dal Sempione, risalendo la valle Strona fino ad insediarsi a Campello Monti e di qui a Rimella. Le case originarie erano per lo più in legno, e nel corso dei secoli furono distrutte intere frazioni da una serie di incendi, l'ultimo dei quali nel 1853, dopo di che le abitazioni vennero ricostruite in pietra. Val la pena di ricordare che prima del '500 i morti dovevano essere sepolti nella chiesa di appartenenza, per cui quelli che morivano d'inverno a Campello Monti, nel lato nord delle Stronerfurku, venivano congelati sotto la neve per poter essere seppelliti a Rimella solo quando il colle della Colma era ormai sgombro; con la consacrazione del cimitero di Campello Monti nel 1551, si evitò questa pratica, poi Campello alla fine del '500 fu annessa alla Val Strona. Rimella nel periodo tra il 1500 e il 1700 diede i natali a molti letterati, notai, avvocati, medici, veterinari, chimici, farmacisti, capitani, ingegneri, scrittori, pittori e scultori; si teneva in gran conto l'istruzione. Una parte delle rimesse degli emigranti era destinata a sostenere le spese per il cappellano, che oltre ad avere incombenze religiose, doveva insegnare a leggere e scrivere tra il 29 settembre e le calende di maggio, nonostante in quel periodo fosse più difficile raggiungere la scuola per via della neve, perché i rimellesi sapessero leggere, tener di conto, e anche comunicare con i parenti emigrati. A Rimella c'è una comunità Walser attiva, che si occupa di mantenere vive le tradizioni, e un museo, costituito dalla donazione iniziale di Filippa, vissuto a cavallo tra il '700 e l'800.

Avvicinamento

Uscire dall'autostrada A26 a Romagnano Sesia-Ghemme. Proseguire in direzione Varallo lungo la supestrada SS299. A Varallo imboccare a destra la strada per la Val mastallone e seguirla fino a Rimella.

Descrizione

Salendo a Rimella, ci si può fermare a visitare le frazioni lungo la strada, alcune collegate da bei ponti in pietra (le frazioni di Rimella sono 14, collocate lungo le vallate), e raggiunta la frazione Chiesa, val la pena entrare nella Parrocchiale, barocca, ritenuta una delle più sontuose della Valsesia. dedicata a San Michele, riedificata fra il 1777 e il 1780; vicino alla chiesa c'è il museo (aperto in estate nei festivi dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16), che raccoglie reperti archeologici e cimeli sulla storia della comunità walser di Rimella. Dopo un giro nella frazione, salire con l'auto per la strada che termina nei pressi di San Gottardo e parcheggiare a destra, presso l'area attrezzata; noi abbiamo lasciato lo zaino in auto e siamo scesi a visitare la splendida frazione di San Gottardo (Rund), 1329 m, con le sue case, il suo campanile particolare, gli scorci caratteristici, e un antichissimo rascard. Dopo il giro siam tornati a riprenderci lo zaino ed attraversata la strada, ci siamo incamminati per la Colma. Dopo un breve percorso in salita incontriamo la cappella dei morti, con a fianco una lastra di pietra sotto una croce. Sulla pietra è incisa la data del 1551, che come abbiamo visto, ricorda la fine del trasporto dei morti da Campello Monti a Rimella attraverso il colle della Colma; dopo questo lunghissimo e faticosissimo peregrinare, i feretri venivano deposti in questa cappella per una sosta di preghiera prima di scendere al paese e venivano presi in carico dai rimellesi che salivano ad aspettarli. Nella cappella è affissa una bellissima lettera indirizzata a tutti coloro che salgono le montagne, e che ho fotografato perché val la pena di rifletterci... Dopo la cappella il sentiero bellissimo prosegue a mezzacosta, passando accanto a cave di beole, che servivano per la copertura dei tetti; in passato venivano portate a valle con slitte e portantine, poi con una teleferica. Incontriamo diversi alpeggi, Selle, Wan, e vi vede San Giorgio Under du Vàrch , in basso, dopo San Gottardo; in lontananza compare l'alpe Pianello, dove c'è un rifugio del CAI di Borgomanero; dall'alpe Pianello (1801 m), in mezzoretta si arriva al colle della Colma o Bocchetta di Campello Monti (1924 m). Dalla Bocchetta si gode di una bellissima vista sul Monte Rosa, che a noi è mancata per via del meteo non troppo favorevole. Ritorno per lo stesso percorso. Noi abbiamo effettuato il giro all'inizio della primavera, per cui il versante alla sinistra orografica della valle era ancora molto innevato; qualora lo si effettuasse in stagione più avanzata, il giro può divenire circolare; dall'alpe Pianello si scende all'alpe Ratte (1694 m). Quindi, continuando lungo la dorsale che separa i due corsi superiori dell'Enderwasser si giunge all'alpe Rondecca, Rundakku (1565 m). Le baite sono disposte su una selletta della dorsale e sovrastate da uno sperone roccioso. A questo punto il sentiero parte da una casa recentemente ristrutturata, scende in linea di massima pendenza ricomparendo ben visibile poco più in basso e penetra nella boscaglia ove si notano molte piante di degli uccellatori, i cui frutti non sono commestibili, ma possono essere usati per la fabbricazione di una bevanda alcolica. Attraversato il torrente, li sentiero sale alla borgata S. Giorgio, Under du Vàrch, e di qui scende a San Gottardo, Rund (1329 m).

Galleria fotografica

Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli
Lo spettacolare Ponte della Gula Cappelletta della Líebu Frouwa tsum Schteg Frazione Chiesa San Gottardo San Gottardo
Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli
Rascard del 1594 Cappella della posa dei morti Insegnamenti di vita San Gottardo Il sentiero
Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli Bocchetta di Campello Monti (1924 m) - © 2008 Maria%20Grazia%20Schiapparelli
Alpeggi I bei pascoli Alpe Pianello Alpe Pianello e Rifugio CAI Borgomanero La Valle Strona dalla Bocchetta


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