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| Valle d'Aosta / Nus |
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Ultima modifica: 29.04.08

Tour de Saint-Barthélemy - © 2007 Maria Grazia Schiapparelli
| Tipo itinerario: | Circolare |
| Difficoltà: | Escursionisti (E) |
| Sforzo Fisico: | Alto |
| Pericolo oggettivo: | Nessuno |
| Tratti esposti: | Nessuno |
| Segnavia: | |
| Tempo complessivo: | 7h00' - 8h00' |
| Quota alla partenza: | 1633 m (Lignan) |
| Quota alla meta: | 1633 m (Lignan) |
| Dislivello: | |
| Max quota raggiunta: | 2794 m (Col Vessonaz) |
| Lunghezza percorso: | |
| Punto GPS (UTM 32T): | |
| Esposizione: | |
| Periodo consigliato: | luglio, agosto, settembre |
| Acqua |
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| Bibliografia: | |
| Cartografia: |
L'itinerario proposto è una lunga cavalcata tra il vallone di Chaleby e quello di Saint-Barthélemy. Il dislivello è già buono, e in più c'è tantissimo spostamento. Si passa dai bei pascoli sopra Lignan a quelli dell'alto vallone di Chaleby, percorrendo il tratto dell'Alta Via 1 che arriva dal col Chaleby, e che ha, volendo, ha il bivacco Rosaire e Clermont come punto tappa, sale al col Vessonaz e scende in Valpelline. Il rientro del nostro giro avviene attraverso il col du Salvé e i fioritissimi pascoli della Tsa di Fontaney.
All'uscita del casello autostradale
di Nus ci si dirige in direzione della strada statale 26 nella quale ci si innesta svoltando a sinistra: dopo circa 900 m si svolta a destra seguendo l'indicazione della sr36 di Saint-Barthélemy e poi, poco prima del centro storico di Nus, a sinistra. Da qui si risale la strada regionale superando i villaggi di Petit-Fénis e Blavy e, dopo 14.7 km, si incontra un bivio all'altezza di una curva: si svolta a sinistra e si prosegue per Lignan. Oltrepassato il villaggio di Issologne, dopo 18,5 kn si giunge a Lignan: parcheggiare nella piazzetta o nei pressi dell'Osservatorio.
Parcheggiata l'auto (1633 m), prendere la stradina che porta all'Osservatorio, segnavia , e poi lo sterrato che sale lungo i prati di fianco al vecchio skilift ora demolito, passando vicino ad una stalla; seguirlo fino a quota 1910, dove di fronte all'alpe Véplace Damon, al bivio, occorre deviare a sinistra e raggiungere su tracce ripide la vasca a quota 2015, proseguendo ancora oltre, entrando poi nel bosco. Il nostro sentiero attraversa a sinistra in salita tra larici e poi radure fino alla spalla a quota 2165 dalla quale entra nel vallone di Chaleby con una lunga diagonale sotto la costa di Champorcher, inserendosi nell'interpoderale al servizio dell'alpeggio Champannement. Seguire lo sterrato in salita fino all'alpeggio (2330 m, 2h30'); il nostro segnavia è ora
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, e il sentiero si confonde tra le tracce delle mandrie; sale a giravolte a destra, per poi compiere un ampio semicerchio a sinistra ed innestarsi aull'alta via a Plan Piscinaz (2562 m), un po' a sinistra di una zona umida tappezzata di eriofori. Il nostro percorso prosegue a mezzacosta, sempre in salita, attraversando tutta una serie di canali, con qualche tratto leggermente esposto. A quota 2705, per raggiungere il bivacco occorre scendere leggermente a sinistra (2700 m, 4h00'). La costruzione è in muratura, sempre aperta, ha una cucina e 18 posti letto, e si affaccia su di un laghetto color smeraldo, 50 metri più sotto; non c'è acqua, per procurarsela occorre scendere al laghetto. Dal bivacco, tornare al bivio e salire in diagonale il sentiero che con qualche tornante conduce al col Vessonaz (2794 m), una ventina di minuti dal bivacco. Dal colle il panorama spazia dalla Valpelline al Monte Bianco. A sinistra, del colle, il Mont Faroma, a destra, i Denti di Vessonaz. Dal colle Vessonaz ritornare sui propri passi fino al Plan Piscinaz, e dopo aver ammirato il bellissimo laghetto, salire al Col Chaleby (2683 m), a piccole svolte, su bel sentiero (1 ora e trenta dal col Vessonaz). Qui il panorama spazia dal Mont Morion alla Monte Rosa, alle conchette sotto il colle ricche di piccoli laghetti fioriti. Scendiamo lungo il sentiero ben battuto, fino ad incrociare quello che dal col du Salvé conduce a Cuney: l'oratorio è un tiro di schioppo oltre la valle. Imbocchiamo questo sentiero verso destra, e in breve siamo alla croce del col du Salvé (2569 m); Da questo punto in poi la nostra strada è tutta in discesa, una lunga discesa; si divalla sotto il colle per piccoli dossi, fino a raggiungere le tracce di una inerpoderale che, lasciato a sinsitra un piccolo laghetti, in mezzo alle marmotte raggiunge l'alpeggio di Tza de Fontaney, uno dei più antichi della zona, visto che è citato su carte del 1344. Dall'alpeggio scendere su di un sentiero a destra dello sterrato, oppure sullo sterrato, fino ad un bivio, al quale occorre piegare decisamente a destra,lungo il sentiero
, che passa in mezzo a larici radi e radure, poi in un bosco più fitto, fino a sfociare sui prati sopra Lignan ed a raggiungere il percorso fatto in mattinata al bivio a quota 1910. Di qui, in breve, all'auto (7/8 ore in totale)
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| Pascoli sopra Lignan | Champanement | Lungo traverso a Plan Piscinaz | Col Vessonaz e Mont Faroma | Il laghetto |
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| Laghetto e bivacco | Meritato riposo | Ranuncolo glaciale | Sullo sfondo il Monte Bianco | Mont Faroma |
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| La risalita al Col Chaleby | Eriofori a Plan Piscinaz | Cervino e Monte Rosa | Arrivo al Col Salvé |
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| Panorama dal colle |
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