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Bivacco Federigo Zullo (2897 m)

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Ultima modifica: 29.08.08

Bivacco Federigo Zullo (2897 m) - © 2004 Massimo Martini
Bivacco Federigo Zullo (2897 m) - © 2004 Massimo Martini

Scheda dell'escursione

Tipo itinerario: a/r
Difficoltà: Escursionisti Esperti (EE)
Sforzo Fisico: Medio
Pericolo oggettivo: Basso
Segnavia: Sentiero N° 20a e Sentiero N° 20
Tempo complessivo: 7h00'
Tempo di salita:

4h00'

Tempo di discesa: 3h00'
Quota alla partenza: 1800 m
Quota alla meta: 2897 m
Dislivello: Salita 1097 m
Max quota raggiunta: 2897 m
Lunghezza percorso: 12200 m (6100 m + 6100 m a+r)
Punto GPS: 45° 41,017' N 7°22,134' S (Bivacco)
Esposizione: Sud-Ovest, Sud
Periodo consigliato: giugno, luglio, agosto, settembre
Acqua Acqua: Partenza, quota 1876
Bibliografia:
Cartografia:
  • Les sentiers du Mont Emilius 1:25000 - Comunità Montana Monte Emilius - ©2003 Hapax

Introduzione

Bella ma faticosa escursione al Col Carrel, depressione fra i due imponenti simboli di Aosta: la Becca di Nona ed il Mont Emilius. La recente ferrata sulla cresta ovest del Mont Emilius lo pone come un importante base d'appoggio per la percorrenza di questo itinerario.

Avvicinamento

All'uscita del casello autostradale Autostrada A5 di Aosta Est si imbocca la statale 26 e si prosegue in direzione del capoluogo. Giunti in Aosta si seguono le indicazioni per Pila sino a raggiungere la località Pont-Suaz: da qui, superata la Dora Baltea, si prosegue in direzione di Charvensod. Si risale tutta la strada regionale 18 sino ad arrivare a Pila, al primo parcheggio posto nei pressi dell'arrivo della cabinovia Aosta-Pila.

Descrizione

Lasciato il parcheggio si risale la scalinata metallica che porta all'arrivo della cabinovia e, dopo aver attraversato il praticello antistante, ci si immette su di una stradina, svoltando sulla destra. Dopo pochi metri si trascura la strada che a sinistra porta all'eremo di San Grato e poco dopo si incontra un pannello segnaletico provvisorio che indica di svoltare a sinistra in direzione dell'Alpeggio Chamolé. Si risale una stradina sterrata che in pochi minuti conduce dapprima ad un alpeggio e dopo pochi metri si conclude all'altezza di una palina segnaletica che ci indica Alpe Chamolé Sentiero n° 19a (1851 m, 0h10').
Il sentiero risale una striscia disboscata tra gli abeti, popolata da Sorbo (Sorbus aucuparia) ed Ontano (Alnus cordata) sino a quota 2000 m circa dove il tratto disboscato si fa più ampio e lascia spazio ad un po' di prateria. In breve si raggiunge un sentiero più ampio (2062 m, 0h30') e si svolta a sinistra risalendo un bellissimo sentiero che supera rapidamente il bosco e si porta nella bella radura dedita a pascolo sottostante l'alpeggio Chamolé. Il sentiero con un ampio semicerchio verso sinistra passa a monte di un rudere ed infine raggiunge l'alpeggio Chamolé (2154 m, 0h50'): da qui il panorama è già esemplare, in lontananza si staglia il Monte Bianco e davanti a noi è imperdibile la vista sul gruppo del Fallère e sul Grand Combin... soprattutto ai primi albori.
Si superano gli edifici dell'alpeggio e si prosegue in direzione est, verso il Col Fenêtre e, dopo aver percorso un tratto della strada sterrata che arriva dall'Eremo di San Grato, si imbocca un sentierino (segnavia Sentiero N° 20a) che, con qualche saliscendi, si inserisce in una bella abetaia e in una ventina di minuti (segnavia Sentiero N° 20) si raggiunge il Col Fenêtre (2221 m, 1h15'). Dopo aver ammirato con calma il panorama, che spazia dal Monte Bianco al Rosa, con la città di Aosta ai nostri piedi ci si incammina verso il vallone di Comboé discendendo il versante ovest del crinale del Col Replan sino agli alpeggi di Comboé (2125 m, 1h30', Acqua). Superati gli alpeggi di Comboé si prosegue per qualche centinaio di metri in direzione sud, costeggiando il laghetto. Ben presto si scorge sulla sinistra un ponticello di legno, che bisogna attraversare: è l'inizio del sentiero Segnavia n° 16 che subito assume un aspetto decisamente ripido. Bisogna fare attenzione a ben dosare le forze. Il cammino diventa un po' più agevole quando si raggiunge il Plan Valé (2378 m, 2h00'). Qui si potrà avere un quadro completo dei possibili itinerari: a sinistra il cono della Becca di Nona, in fondo alla valle il Col Carrel su cui sorge il bivacco Federigo Zullo. Il sentiero si inerpica con ampie serpentine lungo il cono della becca. Si giunge nei pressi di un grosso masso ove il percorso si divide (2635 m, 3h00'): si trascura la normale salita verso la Becca di Nona e si incomincia a risalire le pendici del colle risalendo il sentierino Segnavia n° 16a che diparte sulla destra. Si risale un ambiente pietroso con il sentiero che aggira un promontorio roccioso posto sulla sua sinistra. Poco sopra si raggiunge una macchia prativa che ci accompagnerà sino a poco sotto la nostra meta: il bivacco è ormai evidente e la lamiera riluce sotto il sole. Ancora un piccolo sforzo e, dopo aver superato un tratto di sfasciumi, si raggiunge infine il Bivacco Federico (2987 m, 4h00').
Quassù il panorama è splendido, bellissimo il laghetto sottostante il bivacco, anche se è consigliabile proseguire sino alla Becca di Nona (3142 m, 4h30') per apprezzarlo sino in fondo.

Il ritorno si percorre sullo stesso itinerario dell'andata.

Scheda Bivacco

Galleria fotografica

Bivacco Federigo Zullo (2897 m) - © 2004 Massimo Martini Bivacco Federigo Zullo (2897 m) - © 2004 Massimo Martini Bivacco Federigo Zullo (2897 m) - © 2004 Massimo Martini Bivacco Federigo Zullo (2897 m) - © 2004 Massimo Martini
Il sentiero che diparte dall'Alpe Chamolé La Becca di Nona dal Col Fenêtre Gli alpeggi di Comboé Poco sotto Plan Valé
Bivacco Federigo Zullo (2897 m) - © 2004 Massimo Martini Bivacco Federigo Zullo (2897 m) - © 2004 Massimo Martini Bivacco Federigo Zullo (2897 m) - © 2004 Massimo Martini Bivacco Federigo Zullo (2897 m) - © 2004 Massimo Martini
Il bivio per il bivacco Uno sguardo verso il Col Carrel Ci siamo quasi... Il laghetto sotto il bivacco


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