inalto

Cresta del Gran San Bernardo (2950 m)

Autore: Filippo Zolezzi

Ultima modifica: [an error occurred while processing this directive]

  Valle d'Aosta / Saint-Rhémy-en-Bosses Panorama Copertura parziale GSM Presenza di Via ferrata Trekking  

Scheda

Tempo di salita: 2h30'
Tempo di discesa: 2h00'
Sequenza segnavia: TDC losanghe bianche-nero-rosse
Caratteristiche: Naturalistico
Difficoltà: Medi Camminatori Difficile (MCD)
Periodo consigliato: luglio, agosto, settembre
Quota del punto di partenza: 2469 m
Dislivello: Salita 481 m
Quota del punto di arrivo: 2950 m
Accesso al punto di partenza: Autostrada A5 Uscita: Aosta Est -> Direzione Valle del Gran San Bernardo -> Saint-Rhémy-en-Bosses -> Colle Gran San Bernardo: parcheggiare davanti all'ingresso dell'Ospizio

Introduzione

La zona del Colle del Gran San Bernardo é una delle più belle delle Alpi e le gite che si svolgono in questi paraggi sono tutte molto belle e hanno il pregio non indifferente di partire da una quota abbastanza elevata, sempre oltre i 2000 metri.

Questa escursione é breve, non faticosa, abbastanza "tosta" e sempre spettacolarmente panoramica, é adatta a Escursionisti Esperti, in qualche raro punto occorre usare le mani e fare attenzione all'esposizione.

Il percorso é tutto segnalato e anche attrezzato con scale, cavi metallici e corde fisse, ma lo stato di questi aiuti lascia molto a desiderare e il loro utilizzo non è privo di rischi.

E' una gita appassionante e mai banale.

Descrizione

Parcheggiata la macchina davanti all'Ospizio e dopo una doverosa visita alla chiesetta di San Bernardo patrono degli alpinisti, si sale a sinistra all'ingresso del museo e del canile.

Sporgendosi un pò si vedranno sicuramente gli incantevoli cuccioli dei cani che hanno reso famoso questo Colle e dopo un simpatico saluto si prende a sinistra il sentiero che sale deciso presso la stazioncina di una seggiovia demolita.

Il sentiero é evidentissimo e segnalato da bolli del percorso del Tour des Combins adesso abbandonato in questa zona, ma ancora ben evidenti.

Si prende quota rapidamente tra sassi e prati popolati di marmotte, dove a luglio la fioritura è abbondantissima.

Il sentiero passa la cresta di confine e deborda a nord in Svizzera, dominando le rampe del colle, fino ad arrivare dopo circa un'ora alla stazione superiore della seggiovia alla Petite Chenalette.

Qui appare la prima grande sorpresa: il massiccio del Monte Bianco, dal Col della Seigne fino al Mont Dolent! Si può ancora intravvedere qualcosa sulla vecchia tavola di orientamento.

Dopo avere preso fiato, si riprende il sentiero, ora meno marcato che sale sulle rocce dietro la stazione, puntando ad una grande scritta Ferret, infatti da qui si attraversa tutta la cresta di confine e si può scendere alla Fenêtre de Ferret e poi a La Foully.

Dopo alcune cenge oblique il sentiero sale tra le rocce aiutato da una serie di scale fisse, fare attenzione perchè lo stato di ancoraggio loro e dei fittoni dei cavi è molto aleatorio, alcuni sono distaccati completamente e perciò è meglio servirsene con cautela senza attacarvicisi a peso morto.

Dopo una mezz'ora e l'ultimo cavo di metallo, si arriva alla vetta della Grande Chenalette 2.889 m, una piccola vetta aguzza, che sovrasta il Colle, segnalata da un'asta portabandiera.

Il panorama é grandioso: a Ovest il gruppo del Monte Bianco, con in primo piano la Nord delle Jorasses, il Dolent, a Nord in lontananza i monti del Vallese, poi verso est la stupenda Ovest del Grand Combin e la catena del Velan e a sud il Gran Paradiso e i monti della Val d'Isere, sotto il laghetto e l'Ospizio del Gran San Bernardo, che apparirà popolato come un formicaio, dopo che noi lo abbiamo lasciato presto ancora quasi deserto.

Si ridiscende alcuni metri e si piega a sinistra lungo un lastrone rugginoso attrezzato con cavi, un pò lungo, ma per niente esposto, si attraversano macereti e si punta decisamente alla seconda punta del nostro giro: la Punta del Drône o Dronaz su alcune carte.

Occorre fare alcuni saliscendi, un canalino divertente attrezzato permette di risalire al Drône, al quale si arriva girando dietro e facendo attenzione in caso di nebbia di non finire sulla parete Sud che precipita ripida e sassosa sulla statale del San Bernardo.

La vetta del Drône é di 2950 m ed il punto più alto della gita, da esso la vista sul Bianco é ancora più spettacolare, sul gruppo della Grand Rochère e verso Aosta.

Si prosegue e si inizia la discesa che appare decisa e più impegnativa di quanto essa sia realmente.

Si dovrà fare attenzione a seguire i segnavia che indicano i passaggi obbligati, con l'accortezza di non utilizzare assolutamente le corde fisse che sono in pessime condizioni e davvero pericolose.

Alcuni passaggi sono un pò impegnativi perchè esposti e con molto ghiaietto che non aiuta a fare passi sicuri, ma la discesa porta rapidamente alla Fenêtre d'en Haut, che attraverso un canalino quasi sempre innevato porta direttamente al terzo lago di Ferret, ma che se, non si vuole mettere i piedi in bagno, sarà evitato per proseguire sulla costa ormai semipianeggiante.

In questa zona é facile incontrare gli stambecchi e con un pò di fortuna anche l'aquila reale.

Si può proseguire verso destra e aggirate le rocce sommitali si scende in una pietraia che porta in pochi minuti al frequentatissimo Col Fenêre de Ferret, dove si gira a sinistra verso sud e si discende in meno di un'ora alla statale del Gran San Bernardo in località Montagna Baus, l'ultimo alpeggio in Italia, a circa un chilometro dal confine italo-svizzero, in prossimità della galleria paravalanghe.

Se si hanno due macchine conviene lasciarne una nello slargo sotto la Montagna, per evitare di percorrere questo tratto di asfalto, che all'ora del ritorno é sempre rovente. In alternativa si può discendere verso sinistra, puntando direttamente al Colle, seguendo una traccia di sentiero che attraversa il versante sud del Drône, tra sassi e rododendri, ma il risparmio effettivo di strada è più apparente che reale. L'unica vera prerogativa di questa variante, che è visibile interamente dall'alto della forcella d'en Haut, è quella di transitare presso la fontana di un acquedotto ()che appare straordinaria, visto che non si trova acqua lungo la cresta e bisogna portarsela appresso dalla partenza.

Le foto

Dillo ad un amico! Commenti: 1


"È vietata la distribuzione di versioni contenenti modifiche sostanziali di questo documento senza l'autorizzazione esplicita del titolare del copyright".

© 2000-2008 Martini Multimedia