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| Valle d'Aosta / Champdepraz |
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Autore: Massimo Martini
Ultima modifica: 11.03.07

Lago Gelato (2597 m)
| Tempo di salita: | 3h00' |
| Tempo di discesa: | 2h30' |
| Sequenza segnavia: | |
| Caratteristiche: | naturalistico, paesaggistico |
| Bibliografia: |
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| Cartografia: | Sentiers de la Communauté de Montagne Evançon IGC 1:50000 - Foglio 9 |
| Difficoltà: | Medi Camminatori Facile (MCF) - Escursionisti (E) |
| Periodo consigliato: | maggio, giugno,luglio, agosto, settembre, ottobre |
| Quota del punto di partenza: | 1300 m |
| Dislivello: | |
| Quota del punto di arrivo: | 2597 m |
| Accesso al punto di partenza: | |
Immersi nel Parco Regionale del Mont Avic si potrà camminare in un ambiente ancora incontaminato ricco di spunti storici: infatti sono qui presenti resti di attività estrattiva.
Parcheggiata l'auto nel comodo parcheggio in località Völla (1300
m
) si imbocca subito
una stradina
lastricata a destra della chiesetta del villaggio, che diventa quasi subito
una strada poderale e senza grande dislivello si addentra nel parco attraversando
un bel bosco di larici e latifoglie. Ben presto si staglia di fronte a noi
l'imponente sagoma del Mont
Avic. Durante il percorso potrete effettuare delle piccole soste per leggere
i pannelli messi a disposizione dal Parco Regionale che informano sull'ecosistema
della zona.
Superato un ponticello in legno, dopo qualche centinaio di metri incontriamo
sulla destra il bivio per il Mont Barbeston: proseguiamo sempre diritto sul
sentiero
fino a raggiungere dopo circa 20 minuti la località detta Magazzino:
a questo punto si prosegue sempre sul sentiero
posto davanti a noi (seguire la palina segnaletica). Il sentiero si inserisce
in uno splendido bosco di Pino silvestre e Pino uncinato (specie endemica
nel Parco) risalendo la sinistra orografica del Torrente Chalamy. ll sentiero
prende presto quota, attraversa un ponticello che supera le acque provenienti
dal Col Varotta. Poco dopo una piccola passerella supera un ru. Lentamente
il bosco si dirada e si apre a sprazzi una splendido
scorcio sul fondo valle. Il sentiero costeggia sulla destra una bastionata
rocciosa dalla quale discendono caratteristiche cascatelle, mentre sulla nostra
sinistra si staglia il Bec
l'Espic (2355 m). Lasciati gli ultimi Pini uncinati si attraversa, con
una serie di tornanti, ampi tratti di prateria alpina intervallati da detriti
franosi. Il sentiero è sempre ampio, evidente e ben segnato, ogni tant,
voltandoci ad osservare il percorso effettuato non possiamo non notare l'ottima
vista sulle Dames de Challand, il Mont Néry e il Mont Crabun. Dopo
circa 2h15' di cammino si raggiunge un tratto di mulattiera
lastricata e sormontata da muri in pietra a secco; poco dopo si raggiunge
un pianoro cosparso di rocce detritiche nel quale la mulattiera
serpeggia evidente. Si riprende a salire ripidamente, lasciando sulla
destra una bastionata, rocciosa passando ai fianchi di alcuni cunicoli
delle miniere e risalendo rapidamente ai piedi di un grosso muro a secco.
Qui il sentiero spiana di nuovo, attraversa un altro tratto di mulattiera
lastricata e in pochi minuti giunge al lago Gelato (2597 m). Da qui si
gode un ottimo panorama sul gruppo del Monte Rosa e sul Mont Avic. Il lago,
annidato ai piedi del Mont Iverta (2939 m), deve il suo nome al fatto che
è prevalentemente gelato durante il corso dell'anno. Nei suoi dintorni
è possibile trovare esemplari di Campanula excisa, specie
abbastanza rara nelle Alpi Occidentali.
Il rientro si svolge sullo stesso itinerario di salita.
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| Strada lastricata alla partenza | L'inconfondibile Mont Avic | Scorcio sul fondo valle | Il Bec de l'Espic (2355 m) |
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| La bellissima mulattiera lastricata | Camminando tra le rocce | A due passi dal lago | Cunicoli delle miniere |
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