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Trou des Romains (1730 m)

Autore: Massimo Martini

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Trou des Romains (1730 m) - © 2003 Massimo Martini
Trou des Romains (1730 m)

Scheda

Tempo di salita: 1h15'
Tempo di discesa: 0h45'
Sequenza segnavia: 38
Caratteristiche: naturalistico, paesaggistico
Bibliografia:
  • Le Valli del Monte Bianco - Luca Zavatta - 2000 - Edizioni L'Escursionista
  • Le antiche miniere della Valle d'Aosta - Christian Lorenzini - 1995 - Musumeci Editore
Cartografia:
Difficoltà: Medi Camminatori Facile (MCF) - Escursionisti (E)
Periodo consigliato: aprile, maggio, giugno,luglio, agosto, settembre, ottobre
Quota del punto di partenza: 1327 m
Dislivello: Salita 403 m
Quota del punto di arrivo: 1730 m

Introduzione

Breve escursione sulle tracce delle attività estrattive che hanno contraddistinto le pendici del Mont de la Saxe già dall'epoca romana. Il semplice percorso proposto permette anche di scoprire un angolo di Courmayeur meno conosciuto ma non per questo meno affascinante.

Avvicinamento

Lasciata l'autostrada Autostrada A5 a Courmayeur si entra nella cittadina all'altezza del Centro Congressi e si seguono le indicazioni per Val Veny, Val Ferret e Villair Superiore. Dopo qualche centinaia di metri si raggiunge una rotonda dalla quale parte, in salita, la strada per La Saxe e Villair. Si continua per circa un chilometro su questa strada fino a raggiungere il villaggio di Villair Superiore.

Descrizione

Lasciata l'auto in un piccolo parcheggio dopo l'abitato (attenzione: non vi sono molti posti auto quindi si consiglia eventualmente di parcheggiare più in basso per evitare intralci ai residenti), si prosegue su di una stradina dapprima asfaltata poi, all'altezza di un chalet sulla sinistra, sterrata. Si imbocca un viottolo alberato che risale la sinistra orografica del torrente della Val Sapin. Dopo circa 5 minuti si raggiunge un pannello contenente la carta tematica dei sentieri nell'Espace Mont Blanc e anche l'indicazione, su di una palina, dell'itinerario da seguire per raggiungere la nostra meta: sentiero 38.
Si oltrepassa una barra e si continua il cammino sulla strada sterrata; dopo pochi metri si supera il torrente su di un ponticello in cemento e si risale senza troppa pendenza su questo tratto di strada che offre begli scorci sul Monte Bianco, sull'Aiguille Noire de Peuterey e sul Mont Chetif. Dopo 20 minuti di cammino, sulla curvatura della stada poderale, si incontra il bivio per il Belvedere (1580m , 0h45'), sentiero 37, e per La Saxe (1226 m, 0h30'), sentiero 34. Continuiamo sulla strada che attraversando senza particolare dislivello un bosco di Pino Silvestre (Pinus sylvestris L.) e betulle (Betula pendula) si addentra nella Val Sapin. Dopo circa 25 minuti incontriamo il bivio per il Rifugio Bertone (1989 m, 1h15') e la Testa Bernarda (2533 m, 3h00') seguendo il sentiero 42. Appena dopo si raggiunge il villaggio di La Trappe (1505, 0h35', Acqua) e da qui si apre un bello scorcio della Testa Bernarda. Dopo aver approfittato dell'acqua di un fontanile, appena superato il villaggio, si prosegue la marcia risalendo la stradina in direzione del fondo valle; sulla sinistra troviamo le placche rocciose del Mont de la Saxe di particolare conformazione geologica) mentre sulla destra osserviamo la Grande Testa, la Testa Liconi e la Testa del Currù; infine, davanti a noi, la Testa Bernarda. Dopo un lungo tratto rettilineo la strada compie un ampio doppio tornante passando nei pressi dello scarico detritico di una valanga. Raggiungiamo quindi il villaggio di Chapy (1614m, 0h55'): qui si lascia la strada che porta in direzione Col Sapin (2435 m, 2h30'). Si cammina ancora in direzione del fondo valle per un centinaio di metri e, raggiunte le ultime case del villaggio, si intravede la palina del sentiero 38.
Si attraversa il villaggio e si risale lo stretto sentiero lasciando sulla destra un particolare edificio costruito sotto un masso. Da qui il sentiero diventa più ripido e, lasciati gli ultimi larici, attraversa un canalino e risale al di sopra delle placche rocciose viste in precedenza dal basso. Portatisi in quota il sentiero scende lievemente portandoci dapprima davanti al primo dei "Trous" quello meno interessante ed infine dopo circa 1h15' si raggiunge il secondo ben evidenziato da una scritta.

I Trou des Romains sono accessibili ma si consiglia l'ingresso solo a coloro che hanno conoscenze speleologiche e l'atrezzatura necessaria.

La discesa si percorre sullo stesso itinerario della salita, godendo di una bella vista sul Mont Crammont.

Informazioni storiche sulle attività estrattive

La miniera era conosciuta già nell'antichità con il nome di Borne de la Fée e Labirinthe e pare realmente che il suo sfruttamento sia iniziato in epoca romani. Alla caduta dell'Impero Romano il giacimento è scomparso lentamente dalle memorie delle popolazioni locali per più di un millennio sino a quando i Padri del Gran San Bernardo ne diventarono i proprietari. Per oltre un secolo, tra il settecento e l'ottocento, si estrasse la Galena argentifera, sino a quando nel 1880 una mina ferì accidentalmente alcuni operai e vennero definitivamente sospesi i lavori di estrazione.

I minerali estratti

Galleria fotografica

Trou des Romains (1730 m) - © 2003 Massimo Martini Trou des Romains (1730 m) - © 2003 Massimo Martini Trou des Romains (1730 m) - © 2003 Massimo Martini Trou des Romains (1730 m) - © 2003 Massimo Martini
La stradina alla partenza Vista sul Monte Bianco Lungo il percorso Il villaggio di La Trappe
Trou des Romains (1730 m) - © 2003 Massimo Martini Trou des Romains (1730 m) - © 2003 Massimo Martini Trou des Romains (1730 m) - © 2003 Massimo Martini Trou des Romains (1730 m) - © 2003 Massimo Martini
Il villaggio di Chapy Edificio particolare Accesso al secondo Trou Vista dall'interno
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