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| Valle d'Aosta / Courmayeur |
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Autore: Massimo Martini
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Trou des Romains (1730 m)
| Tempo di salita: | 1h15' |
| Tempo di discesa: | 0h45' |
| Sequenza segnavia: | 38 |
| Caratteristiche: | naturalistico, paesaggistico |
| Bibliografia: |
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| Cartografia: |
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| Difficoltà: | Medi Camminatori Facile (MCF) - Escursionisti (E) |
| Periodo consigliato: | aprile, maggio, giugno,luglio, agosto, settembre, ottobre |
| Quota del punto di partenza: | 1327 m |
| Dislivello: | |
| Quota del punto di arrivo: | 1730 m |
Breve escursione sulle tracce delle attività estrattive che hanno contraddistinto le pendici del Mont de la Saxe già dall'epoca romana. Il semplice percorso proposto permette anche di scoprire un angolo di Courmayeur meno conosciuto ma non per questo meno affascinante.
Lasciata l'autostrada
a Courmayeur si entra nella cittadina all'altezza del Centro Congressi e si
seguono le indicazioni per Val Veny, Val Ferret e Villair Superiore. Dopo
qualche centinaia di metri si raggiunge una rotonda dalla quale parte, in
salita, la strada per La Saxe e Villair. Si continua per circa un chilometro
su questa strada fino a raggiungere il villaggio di Villair Superiore.
Lasciata l'auto in un piccolo parcheggio dopo l'abitato (attenzione: non
vi sono molti posti auto quindi si consiglia eventualmente di parcheggiare
più in basso per evitare intralci ai residenti), si prosegue su di
una stradina
dapprima asfaltata poi, all'altezza di un chalet sulla sinistra, sterrata.
Si imbocca un viottolo alberato che risale la sinistra orografica del torrente
della Val Sapin. Dopo circa 5 minuti si raggiunge un pannello contenente la
carta tematica dei sentieri nell'Espace
Mont Blanc e anche l'indicazione, su di una palina, dell'itinerario da
seguire per raggiungere la nostra meta: sentiero 38.
Si oltrepassa una barra e si continua il cammino sulla strada sterrata; dopo
pochi metri si supera il torrente su di un ponticello in cemento e si risale
senza troppa pendenza su questo tratto di strada che offre begli scorci sul
Monte
Bianco, sull'Aiguille Noire de Peuterey e sul Mont
Chetif. Dopo 20 minuti di cammino, sulla curvatura della stada poderale,
si incontra il bivio per il Belvedere (1580m , 0h45'), sentiero 37, e per
La Saxe (1226 m, 0h30'), sentiero 34. Continuiamo sulla strada
che attraversando senza particolare dislivello un bosco di Pino Silvestre
(Pinus sylvestris L.) e betulle (Betula pendula) si addentra
nella Val Sapin. Dopo circa 25 minuti incontriamo il bivio per il Rifugio
Bertone (1989 m, 1h15') e la Testa Bernarda (2533 m, 3h00') seguendo il
sentiero 42. Appena dopo si raggiunge il villaggio di La
Trappe (1505, 0h35',
)
e da qui si apre un bello scorcio della Testa Bernarda. Dopo aver approfittato
dell'acqua di un fontanile, appena superato il villaggio, si prosegue la marcia
risalendo la stradina in direzione del fondo valle; sulla sinistra troviamo
le placche rocciose del Mont de la Saxe di particolare conformazione geologica)
mentre sulla destra osserviamo la Grande Testa, la Testa Liconi e la Testa
del Currù; infine, davanti a noi, la Testa Bernarda. Dopo un lungo
tratto rettilineo la strada compie un ampio doppio tornante passando nei pressi
dello scarico detritico di una valanga. Raggiungiamo quindi il villaggio di
Chapy
(1614m, 0h55'): qui si lascia la strada che porta in direzione Col Sapin (2435
m, 2h30'). Si cammina ancora in direzione del fondo valle per un centinaio
di metri e, raggiunte le ultime case del villaggio, si intravede la palina
del sentiero 38.
Si attraversa il villaggio e si risale lo stretto sentiero lasciando sulla
destra un particolare edificio
costruito sotto un masso. Da qui il sentiero diventa più ripido e,
lasciati gli ultimi larici, attraversa un canalino e risale al di sopra delle
placche rocciose viste in precedenza dal basso. Portatisi in quota il sentiero
scende lievemente portandoci dapprima davanti al primo dei "Trous"
quello meno interessante ed infine dopo circa 1h15' si raggiunge il secondo
ben evidenziato da una scritta.
I Trou des Romains sono accessibili ma si consiglia l'ingresso solo a coloro che hanno conoscenze speleologiche e l'atrezzatura necessaria.
La discesa si percorre sullo stesso itinerario della salita, godendo di una bella vista sul Mont Crammont.
La miniera era conosciuta già nell'antichità con il nome di Borne de la Fée e Labirinthe e pare realmente che il suo sfruttamento sia iniziato in epoca romani. Alla caduta dell'Impero Romano il giacimento è scomparso lentamente dalle memorie delle popolazioni locali per più di un millennio sino a quando i Padri del Gran San Bernardo ne diventarono i proprietari. Per oltre un secolo, tra il settecento e l'ottocento, si estrasse la Galena argentifera, sino a quando nel 1880 una mina ferì accidentalmente alcuni operai e vennero definitivamente sospesi i lavori di estrazione.
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| La stradina alla partenza | Vista sul Monte Bianco | Lungo il percorso | Il villaggio di La Trappe |
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| Il villaggio di Chapy | Edificio particolare | Accesso al secondo Trou | Vista dall'interno |
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