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Alta Via dei Monti Liguri

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Alta Via dei Monti Liguri © 2005 Manfredi Salemme
Orientarsi sull'Alta Via dei Monti Liguri

Dal Monte Toraggio ad Altare

Giovedì 26 maggio 2005

Ore 5,30 sveglio, colazione, le pastiglie di aminoacidi sono troppo pastose, mi fanno venire sete, non ne prendo più, o almeno cercherò di ridurle...
Smonto la tenda, aspetto che il sole arrivi fino a me per riscaldarmi un po', mi sono svegliato  infreddolito, alle 6,30 inizio la salita per Fonte Dragurina, per raggiungere il rifugio di Sella d’Agnara, al rifugio mi farò la doccia, la barba,e mangerò qualcosa di caldo, non la solita barretta!
Alle 7,30 sono in cima al Toraggio, c’é una ferrata, non guardo sotto, la supero, poi un’altra e un punto che dev’essere franato e quelli del Cai (suppongo) hanno piantato dei ferri, hanno ricostruito il passaggio... bravi veramente! GRAZIE!!!!
Un camoscio! E’ bellissimo, sicuro di se fra le roccie, agile e potente, perfetto, mi sento un verme, sono sudato, impaurito, stanco... e guarda lui! bellissimo e sicuro, veloce, sa dove andare, da dove passare in una frazione di secondo, mi piacerebbe sfidarlo in mare...riesco a fotografarlo.
Arrivo a sella d’Agnara, non ho fatto il sentiero deli Alpini, ho avuto paura, sulla guida dicono che è difficoltoso, pericoloso... io devo arrivare a Ceparana, ho davanti a me oltre 400 chilometri, cerchiamo di tenere i piedi per terra marinaio!

A sella d’Agnara il rifugio é chiuso... rivolgersi per la chiave al Cai di ..., al Comune di ..., ora? Ma come? Niente doccia, niente pasto caldo, niente acqua... trovo 4 bottigliette di aranciata scadute nel 2002, le bevo, sono buonissime.
Mi butto in un prato stanco e demoralizzato, volevo mangiare decentemente, dormire in un letto, parlare con qualcuno...
Sono le 11 mi riposo un po', poi riparto verso passo Collardente, al passo incontro un tedesco su motocross, mi consiglia di non aspettare ma di salire sul Saccarello in modo da essere a
San Bernardo di Mendiatica verso sera, lì c’è un albergo!
Comincio l’ascesa al Saccarello col tempo che peggiora, c’è un forte vento e sembra che
  le nuvole stiano per cadermi addosso.
Le prime goccie non mi sorprendono, ho messo i pantaloni pesanti e la giacca in goretex, la protezione allo zaino mi ha datp qualche problema ma ora sono sicuro che é ben protetto, alle 15 arrivo in cima, intravedo nella nebbia la grande statua del Redentore avvolta dalla nebbia, da un segnavia all’altro trovo il sentiero per scendere, sulla sinistra c’é Monesi, così dice la cartina, non riesco a vederla, alle 18 sono a San Bernardo di Mendatica, nel sole, il Saccarello è bellissimo, illuminato dal sole, mi viene voglia di risalire, scendo al passo... il primo albergo é in vendita, CHIUSO. Il secondo albergo aprirà il 27 maggio... DOMANI. Mi faccio le foto con un bel cane Sanbernardo e poi fermo un fuoristrada mi faccio accompagnare a Mendiatica... AGRITURISMO!!!!!
Menu: sei o sette antipasti, ravioli di spinaci selvatici, coniglio, insalata, dolce, vino rosso, caffé, grappa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Sono le 21,30 sto bene, sono profumato, sazio, sereno, pieno di energia, faccio fatica ad addormentarmi, guardo la televisione, mi addormento, sogno...

Venerdì 27 maggio 2005

La titolare dell’agriturismo mi ha accompagnato al passo, le veniva di passaggio perché la cameriera polacca al mattino la porta su dalle pecore per mungerle e per controllarle, poi la va a riprendere per farla lavorare in cucine e servire ai tavoli, credo che quella ragazza lavori dalle 14 alle 16 ore al giorno, mi veniva voglia di tornare indietro per consigliarle di venire verso il mare, senz’altro avrebbe lavorato di meno e guadagnato di più, poi ho continuato per la mia strada, ma rivedo sempre quegli occhi belli e tristi ed ora penso che ho fatto male a non fare nulla per lei.
Tappa numero 8, tutta su asfalto, perdo il segnavia che mi avrebbe fatto fare un po' di sentiero, avrei visto un castello, raggiungo Col di Nava, mi precipito al bar, bevo la mia bevanda preferita, tutta gasata, poi un caffé, da un piazzale pieno di campers riprendo il segnavia, sempre su asfalto... sono le 11,30 mi fa un po male il piede sinistro, leggo sulla guida che attraverserò campi di lavanda sul monte Airolo a 1221 metri, non ho visto campi di lavanda, c’é molta acqua, molto caldo, bevo e mi bagno la testa più volte, quasi in cima al passo Prale mi fermo sotto un albero a scrivere queste cose, c’é un arietta niente male... mi cambio la magiia.
Al passo mangio, bevo tanta acqua, tolgo le scarpe, mi lavo i piedi, la caviglia non fa male, mi fa male il nervo sopra il tallone... il tendine d’Achille?
Inizio la tappa numero 9 alle 15, ero di nuovo senz’acqua e pensare che accanto ad una chiesetta c’era una bella fontana... non ne ho approfittato, poco fa ho incontrato Stefan un ragazzo olandese, mi ha dato un bel po d’acqua.
L’inizio è su strada asfaltata, siamo a 1258 metri e passano le macchine!!!!! Scappo via in una foresta di larici ci sono i tegliaboschi con motoseghe e ruspe, corro su, sempre più su, il sentiero é bellissimo, rocce frastagliate, cespugli di rose canine profumatissimi, una pianta che non ho mai visto comincia a mettere delle foglie che sembrano di velluto, un’altra pianta a cespuglio con dei fiori bianchi a stella, senza odore.
Annuso ogni fiore, ho trovato la lavanda, le genziane, le peonie, le violette ed altri fiori simili alla violetta ma gialli.
Alle 16 sono a Colla Bassa, un mare di fiori gialli e... in lontananza il...mare!!!!!
Salgo lungo un crinale, é molto ripido ed il sentiero é quasi impraticabile perché la pioggia ha scavato la terra, ci sono tanti ciottoli e la caviglia mi fa male, arrivo in cima, c’é una croce, una Madonna guarda verso un paese in fondo alla valle, c’é anche la ferrovia...sulla roccia c’é scritto Monte Armetta 1739, sotto di me Ormea... si, Massimo parla sempre della sua Ormea, deve avermi regalato anche un libro che parla di questo paese, appena a casa devo leggerlo...
Trovo in una nicchia un’agenda, leggo qua e la quello che hanno scritto, ieri c’era un tizio, é venuto quassù per festeggiare il suo compleanno... da solo... mi sono messo a piangere, forse ha pianto anche lui.
Sulla guida c’é scritto che ci sono le marmotte, le stelle alpine.
Non ho visto nè marmotte nè stelle alpine ma sono fortissimo, se solo avessi un po più d’acqua...
Ore 21 sono sotto la rocca della spina, ho montato la tenda in un punto in discesa, scivolo nel sacco a pelo, cambio posizione, tengo i piedi verso la parte alta, metto lo zaino come cuscino e non scivolo più, un cuculo mi fa compagnia... se potessi gli sparerei, é monotono e non la smette, il cielo é sempre bellissimo, non esco a guardarlo perché fuori sento che c’é qualcuno che scava col muso, grugnisce e non mi fa più paura, io devo dormire, lui deve mangiare e poi io domani ho il monte Galero e poi arriverò alla tappa numero 11... significa  il  25% del percorso e a San Bernardo di Garessio forse viene Lisa a trovarmi.

Sabato 28 maggio 2005

Mi sono svegliato alle 5,30 ora faccio colazione... una barretta allo yogurt, un po d’acqua e mi scaldo al sole che sta illuminando le cime innevate verso la Francia.
Certo che vivere questa avventura é un modo diverso di interpretare la vita, si sente tutto sulla pelle, nel cuore. Mi sento di appartenere alla vita, gli alberi e l’erba, i fiori e gli insetti, gli animali liberi, i fragili corsi d’acqua, l’aria stessa è diversa, anche i silenzi sono diversi, sono più intensi, é tutto amplificato, anche le emozioni, le sensazioni e i fruscii, sono completamente solo, meravigliosamente inserito fra le roccie, ieri ho provato a sentire l’odore della corteccia delle betulle, la betulla é l’albero più bello che ho incontrato, é elegante e gentile, sembra delicato perché quando muore sembra che si sciolga, si sfarina, viene voglia di proteggerlo...
Aspetto che il sole asciughi la tenda, é piena di brina, anche dentro é, bagnata, forse dal mio respiro, alle 7 inizio a cercare il segnavia.
Sono sul monte Dubasso 1538 s.l.m. sono circondato di rododendri in fiore e violette gialle.
Scendo in un fitto bosco di faggi, perdo il segnavia ne trovo uno quadrato, di colore rosso, lo seguo, fa caldo, mi cambio la maglia, sono tutto sudato, verso le 9,30 mi rendo conto che devo aver sbagliato a scendere, arrivo sulla riva di un laghetto, ristorante, macchine, turisti, mi informo e mi dicono che devo risalire il bosco oppure fare uno sterrato verso le fontane, scelgo lo sterrato.

Ho incrociato un ragazzo in fuoristrada, mi ha riportato su al passo, poi mi ha consigliato di salire alla rocca della spina, da li si vede il monte Galero, in cima al Galero ci passa l’alta via. Salgo il monte e trovo il segnavia, sono felice anche se ho perso 6 ore, sono le 12,30 e sono dove dovevo essere stamani appena partito dal Dubasso!!!
La salita del Monte Galero è durissima, una pendenza intorno al 40%, scivolo sull’erba ancora bagnata di rugiada, verso la cima mi sono aggrappato alla montagna, un passaggio laterale su roccia con il vuoto sotto di me, arrivato sullo spartiacque potevo salire comodamente sul punto più alto e invece scendo verso prati verdissimi, il vento mi rinfresca, ce l’ho fatta.
Da lontano sembrava un mucchio di spazzatura, in mezzo al verde, avvicinandomi ho messo a fuoco un bivacco... si, un bivacco composto da due persone e due cani, le selle, coperte, zaini, mi avvicino e li vedo meglio, mi accolgono con un sorriso.
Chicco e Cristina, i loro cani Noé e Balton, i loro cavalli più lontano a pascolare.
Non sono per niente meravigliati che io venga da Ventimiglia e che vada a Ceparana, mi dicono che sull’alta via si incontrano i tipi più strani e loro stessi non si sentono per niente gente comune, prendo un bel the caldo ai frutti di bosco.
Scendo dal monte allegramente, ci siamo dati appuntamento al passo, ceniamo insieme al ristorante.
Cena stupenda, pesce, pesce, pesce, ho fatto fuori anche quello che loro non mangiavano, alle 23 ci siamo salutati, loro tornano a Ferrania avevano la macchina con il porter per i cavalli, mi aspettano a casa loro, hanno la casa  sull’alta via lungo la tappa 17.
Ho montato la tenda, niente barretta, sto benissimo, non sento neppure il traffico.
Prima di addormentarmi ripenso al monte Galero, si vedeva il mare, Albenga, la valle Tanaro, in lontananza si vedevano le Apuane e una macchia appena scura che forse era la Corsica... e mi addormento pensando a Chicco e Cristina i miei nuovi amici, si, credo di non sbagliarmi a sentirli AMICI, ora basta, dormo.

Domenica 29 maggio 2005

Stamani appena hanno aperto in bar io ero li, cornetto, cappuccino, caffé...oggi pausa, ho telefonato a Lisa, viene a trovarmi, mi prendo il sole tutto il giorno.
E’ un continuo via vai di motociclette, sembra di essere sul Bracco, vanno come matti, osservo le moto e mi prendo il sole.
Ho pranzato... pesce, pesce, pesce...
Ci saranno 30 gradi ma sto bene... alle 19 arriva LIsa, é bellissima, profumata, elegante come sempre, mi ha portato le ciliege, banane, pomodori, ma lei é il frutto e il fiore più bello che fin ora abbia mai visto, quando se ne va non sono triste perché mi ha detto = sei unico, avevo paura di trovarti sciupato, affaticato, invece stai bene e sento che ce la farai perché ti sento ancora più determinato-

Lunedì 30 maggio 2005

Ore 6 inizio la tappa n° 11
Undicesima tappa vuol dire il 25% del totale... niente male!!!
Ho messo due calzini piegati sotto il tallone del piede sinistro e così riesco a camminare.
Sentiero facile, sterrato fra castagni e noccioli, in un paesino disabitato ho incontarto un tizio, stava lavorando ad una mola, gli ho chiesto che facesse, mi ha risposto che stava affilando la motosega, gli ho chiesto se mi faceva un caffè.

Ci siamo seduti nella sua cucina e ci siamo presi il caffé, mi ha raccontato che ha lavorato per 35 anni come guardiano alla diga della Val Seriana ed ora abita li, dove c’é poca gente, solo quella che passa sull’alta via, non riuscirebbe a vivere in una città, ci siamo salutati come due vecchi amici.   
Faggi, sempre faggi, fortissimamente faggi e poi il monte Carmo 1389 s.l.m. che domina Finale Ligure e poi Foresta della Barbottina e sempre faggi fino al Melogno... tappa n° 15, arrivo stanchissimo al rifugio Heidi, pasta al forno, stufato di capra, patate al forno, crostata, fragole, vino, caffé... grappa... letto.

Martedì 1 giugno 2005

Ho condiviso la camera con Thierry, un ragazzone svizzero, a colazione abbiamo fatto fuori tutto quello che ci offrivano, ed ora stiamo aspettando un po prima di partire insieme verso le prossime due tappe, intanto scrivo... ieri ho pensato solo a camminare, ho fretta di andare a trovare Chicco e Cristina, ricordo rocca Barbena e il monte Carmo ma ricordo sopratutto che stavo bene, ho fatto più di 30 chilometri e non mi sento per niente stanco.
Partiamo alle 8, di buon passo, lui parla un po di italiano, io cerco di rispondergli in francese, ogni tanto uno di noi parla la sua lingua madre e l’altro finisce di capire.
Nei punti duri restiamo in silenzio, non c’é sfida tra noi ma nessuno dei due vuol apparire fragile, io almeno stringo i denti. Siamo davanti ad una salita in un tratto scavato dall’acqua, il pietrisco frana, tiro io e lo sento ansimare, mi siedo a terra esausto, si siede anche lui e mi sorride, mangiamo la sua cioccolata.
Ore 10,30 siamo a Colla S.Giacomo... ore 15,30 arriviamo ad Altare, 30 chilometri in 7 ore e mezza, soste incluse.
Bar nella piazzetta bibita fresca, dolce e... ci salutiamo, torno sulla via e quando vedo il cartello di Ferrania chiamo Chicco, viene a prendermi Cristina, le porgo un mazzolino di fiori di campo, mi porta a casa loro: bella villa circondata da un bel prato, piscina... mi faccio una doccia e mi butto in acqua, nuoto con vigore, il figlio Andrea va a mettersi il costume forse per tenermi compagnia, ma sono sfinito, esco dall’acqua, mi sdraio al sole.
La sera siamo a mangiare a casa del fratello di Chicco a Savona... pesce, pesce, pesce.
Ho dormito come un principe, in taverna, circondato dal profumo delle formaggette, avvolto da quello della cantina, mi sono portato giu un bicchiere, ho assaggiato tutte le grappe.
Oggi resto qui da loro cucino io, per primo gli faccio il risotto con le bietole, per secondo cosciotto di agrello allo spiedo. C’é anche Filippo l’altro figlio, un ragazzo tutto studio e sport, amante della fotografia, mi ha fatto vedere la sua migliore produzione, va fortissimo in mountain bike.
La sera con Chicco facciamo progetti, lui vorrebbe percorrere l’alta via dal Bocco a Ceparana con i cavalli, gli ho promesso di verificare il percorso.
Potrebbero partire dal Bocco, fare la prima giornata con pernottamento in tenda, dormire da Mauro ai Casoni di Suvero e trovare la macchina col porter a Ceparana.
Ci salutiamo commossi, siamo amici ormai.

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Alta Via dei Monti Liguri © 2005 Manfredi Salemme Alta Via dei Monti Liguri © 2005 Manfredi Salemme Alta Via dei Monti Liguri © 2005 Manfredi Salemme Alta Via dei Monti Liguri © 2005 Manfredi Salemme Alta Via dei Monti Liguri © 2005 Manfredi Salemme
Piante grasse Ferrata

Ferrata

Ombre nel mattino Le Alpi Liguri
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Rapida consultazione Segnaletica lungo il percorso Indicazioni Indicazioni Rifugio Sella d'Agnara
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La grande Fame! Nei pressi del Passo di Prale Bosco di larici Sentiero roccioso Sentiero roccioso
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Tappa n.12 al Col Alzabecchi Bucato

Thierry, amico svizzero-tedesco

Finalmente un tuffo L'amico Ribot


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