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| Natura / Flora |
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E' una pianta amata dal bestiame e ben accetta dagli allevatori perché
pare che le mucche mangiandola producano più latte.
Le radici e le foglie (sia del Geum reptans che del Geum montanum) vengono usate mediante infusi e decotti per curare la dissenteria e i bruciori di stomaco. Vengono altresì impiegate (ad uso esterno) per guarire le infiammazioni agli occhi.
Il nome volgare (Cariofillata delle pietraie) indica già il suo habitat. Il Geum reptans L. infatti, cresce su pietraie, morene e macereti, principalmente su substrato siliceo, ad una quota generalmente compresa (in Valle d'Aosta) tra 2300 e 2800 metri.
In Europa, principalmente nelle montagne sud orientali, ma anche nelle catene
montuose dell'Europa centrale; nelle Alpi si trovano di rado, ma non sono
comunque rare.
In Valle d'Aosta è
molto rara (forse del tutto assente) nelle valli sud orientali, mentre è
comune nelle valli del Gran Paradiso e tra il Piccolo San Bernardo e la Val
Veny.
Raggiungono i 20-30 cm di altezza e presentano dei fiori di colore giallo
vivo (2-4 cm di diametro) costituiti da 6-7 petali. Particolari e bellissimi
sono i frutti, avvolti a spirale, di un colore rosso-violaceo e alti fino
a 3 cm.
Molti confondono questa pianta con un'altra denominata Geum montanum.
Sebbene vengano entrambe utilizzate nella medicina popolare per le medesime
proprietà curative, esse si differenziano per diversi aspetti. In particolare
il Geum montanum non ha i frutti a spirale, non possiede lo stolone
e le sue foglie sono diverse; infine il suo ambiente ideale è il pascolo
alpino.
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