Come dici, quegli alpeggi non sono più mantenibili economicamente e non hanno le "comodita", se poi aggiungi che stato e regioni non fanno nulla per incentivare la vita in alpeggio...anzi, ti mettono anche i "bastoni fra le ruote".
Ciao
Nel mio piccolo ho sempre cercato di salvaguardare la toponomastica di una volta, sia nel sito che nel libro, e la toponomastica è inscindibile dagli alpeggi.. Molti dei quali ormai scomparsi o dimenticati.
Ne cito qualcuno al volo. Gli alpeggi sopra l'alpe Jatza, salendo da Issime alla Weiss Weib, massacrante salita. Gli alpeggi nascosti nel Vallone di Chasten, introvabili se non all'ultimo secondo; l'alpe Tron (con la dieresi) nel valloncello omonimo, sotto la Becca Mortens.
L'alpe Boussolaz, un rudere in posizione stupenda, salendo da Corbet alla Ruines ed al Bussola. Mase, che hai citato; Thule, il villaggio di Bringuez, e tanti ancora.
Un tempo avevo accarezzato l'idea di un piccolo database degli alpeggi ayassini, redatto su Internet con una foto, la quota, la posizione (gps), due parole e stop. Giusto come un catasto. Ma mi ero dovuto arrendere, troppo enorme, questo lavoro, per una sola persona.
Ho visto con piacere che questo topic è stato ripreso anche dalla stampa..!
Il problema in discussione, comunque, non era certo lo stato degli alpeggi "aperti" in Valle d'Aosta, che è ottimo e molto più curato rispetto ai consimili di altre Regioni meno fortunate, bensì quello di alpeggi non serviti dalle strade o in alta quota, o ancora in zone "disagiate" e meno raggiungibili, che è ben diverso. Io stesso potrei compilare una lista di almeno un centinaio di alpeggi ormai ridotti a rovine, che del resto sono segnalati come tali dalla moderna cartografia.
Ciao, Marco e inaltiani tutti,
spero che questo tema possa essere dibattuto nella maniera più ampia possibile, non solo dagli amici di inalto, ma anche, come appunto è avvenuto, da tutti gli amanti della Valle d'Aosta e della montagna, residenti e non.
Dopo avere letto la "risposta" di Edy Bianquin al mio post mi sono chiesto se lui e io stiamo parlando della stessa cosa. Forse sarebbe opportuno mettere dei puntini sulle "i" e definire bene l'ambito della discussione che ho cercato di provocare. Se, quale "esempio" degli "investimenti fatti dall'Amministrazione pubblica, dai comuni e dai privati" prendiamo, che so, l'Alpe di Entrelor, non c'è dubbio che chiunque applaudirebbe ammirato. Ma, ripeto io, stiamo parlando di alpeggi o di un'operazione di lifting che, al prezzo di interventi devastanti sulla montagna quali la continua costruzione di strade, trasforma vecchie strutture nate da una antica e sapiente fatica in qualcosa di simile ad alberghi a tre stelle dove trasportare allegre scolaresche a osservare la mungitura delle mucche? Io non ho percorso tutta la Valle e forse non ho una visione completa di questi "interventi" (ho visto qualcosa di simile poco sotto il Rifugio Epée e all'Arp Vieille sopra Valgrisenche), ma di certo posso confermare, così come vedo anche da alcuni altri commenti, che tutto quel grande tessuto di alpeggi che costellavano fino ad alcuni decenni addietro ogni valle e vallone (e quasi tutto costruito e funzionante senza l'esistenza di strade di sorta) oggi è in totale sfacelo e ne è stato snaturato il significato storico, culturale e umano che stava alla base della vita pastorale con tutto il suo indotto di produzione casearia etc.
Come usa nel mondo globalizzato di oggi, è facile cancellare un retaggio di così grande portata e importanza "adattando" il "vecchio alle nuove esigenze" e sbandierando a destra e a manca qualche "fiore all'occhiello" che abbagli il turista ignaro e presenti una realtà che assomiglia molto alla cosiddetta realtà virtuale. Il signor Bianquin evita di parlare dell'abbandono della montagna o della drastica riduzione dei pascoli d'alta quota e, conseguentemene, della caduta verticale del numero di animali portati in estate a pascolare lassù, così come chiaramente spiegato, a esempio, nel percorso didattico al Centro visitatori
del Parco Nazionale Gran Paradiso di Cogne. Ma ci assicura (assieme a una innominata cittadina) che tutto va bene, anzi, in Val d'Aosta va addirittura meglio che altrove. Si consoli, è in buona compagnia. Tutta la montagna italiana (con l'eccezione del già citato Alto Adige, anzi, Sudtirol) versa in condizioni similari (basta farsi un giretto su Internet per vederne davvero delle belle). E quindi, forse, mal comune mezzo gaudio.
Io spero che si possa davvero fare questo censimento delle strutture esistenti e si possa anche classificarle secondo il loro stato e, magari, recuperare il massimo numero di notizie storiche circa la perdita di produzione e, come detto sopra, della riduzione del numero di capi di bestiame.
Spero che ognuno dei lettori di questo sito possa portare il proprio contributo.
concordo con te.
A parte il discorso degli alpeggi in esame in questa bella discussione, ciò che mi ha "urtato" nell'articolo è stato l'esaltare.. come dire, in modo negativo, il tuo topic. "Da Internet si leva un grido d'allarme", mostrando cioè l'autore del topic (tu, Inalto, noi.. chiunque) come allarmista, e rispondendo poi nel resto dell'articolo che, invece, gli alpeggi valdostani sono ben curati.
Mi ha infastidito veder usare un legittimo argomento di discussione (l'entropia storica, sociale ed economica che ha eliminato tanti alpeggi una volta fiorenti: pensiamo alla Bassa Valle, alla media montagna di Arnad, Bard, Donnas, ai villaggi perduti sulle belle Traverse di Arnad e via dicendo) in un punto di controversia.
Dire che molti alpeggi sono spariti perchè non più economicamente sostenibili è un tranquillo argomento di discussione, specie in chiave storica, e non offende nessuno: come parlare della regressione glaciale.
Eh, sì, a me sembra che questa sia una riproduzione "in piccolo" di ciò che avviene in scala assai maggiore nella nostra politica nazionale. E' anche questo un piccolo pezzo d'Italia, quell'Italia così malmessa e in decadenza (almeno così sembra la veda la maggioranza della sua popolazione) ma che i "comandanti" descrivono come un Eldorado, dove tutto va bene e la felicità regna sovrana. Ma non voglio sconfinare nella politica: come dici giustamente tu, questa non è una controversia ma uno spunto di discussione. Insisto nel dire che come tu, io, i nostri amici di inalto amiamo questa bellissima Valle, proprio per questo non vogliamo nasconderci dietro un dito, anzi vogliamo impegnarci nella sua difesa e per il suo ... "corretto uso" (se mi è consentita questa espressione forse un po' impropria). Appena possibile pubblicherò la relazione della mia salita al Colle della Finestra con le immagini dell'Alpe Nouva ... forse in quella del Monte Pancherot hai già potuto vedere le immagini di Falegnon (che peccato che un villaggio così bello sia ridotto così!). Spero anche che Massimo prenda in considerazione l'idea di riservare uno spazio di questo sito a questo tema che sarebbe davvero utilissimo e ci consentirebbe di conoscere, con l'aiuto di tutti, la situazione così come è veramente e non come qualcuno (che evidentemente guarda poco ...) vuole dipingerla.
A presto!
Come dici, quegli alpeggi non sono più mantenibili economicamente e non hanno le "comodita", se poi aggiungi che stato e regioni non fanno nulla per incentivare la vita in alpeggio...anzi, ti mettono anche i "bastoni fra le ruote".
Ciao
Ciao carissimo,
ottimo topic, hai ragione a volerne parlare.
Nel mio piccolo ho sempre cercato di salvaguardare la toponomastica di una volta, sia nel sito che nel libro, e la toponomastica è inscindibile dagli alpeggi.. Molti dei quali ormai scomparsi o dimenticati.
Ne cito qualcuno al volo. Gli alpeggi sopra l'alpe Jatza, salendo da Issime alla Weiss Weib, massacrante salita. Gli alpeggi nascosti nel Vallone di Chasten, introvabili se non all'ultimo secondo; l'alpe Tron (con la dieresi) nel valloncello omonimo, sotto la Becca Mortens.
L'alpe Boussolaz, un rudere in posizione stupenda, salendo da Corbet alla Ruines ed al Bussola. Mase, che hai citato; Thule, il villaggio di Bringuez, e tanti ancora.
Un tempo avevo accarezzato l'idea di un piccolo database degli alpeggi ayassini, redatto su Internet con una foto, la quota, la posizione (gps), due parole e stop. Giusto come un catasto. Ma mi ero dovuto arrendere, troppo enorme, questo lavoro, per una sola persona.
Ho visto con piacere che questo topic è stato ripreso anche dalla stampa..!
Il problema in discussione, comunque, non era certo lo stato degli alpeggi "aperti" in Valle d'Aosta, che è ottimo e molto più curato rispetto ai consimili di altre Regioni meno fortunate, bensì quello di alpeggi non serviti dalle strade o in alta quota, o ancora in zone "disagiate" e meno raggiungibili, che è ben diverso. Io stesso potrei compilare una lista di almeno un centinaio di alpeggi ormai ridotti a rovine, che del resto sono segnalati come tali dalla moderna cartografia.
Marco
www.varasc.it
Una salus victis, nullam sperare salutem
Ciao, Marco e inaltiani tutti,
spero che questo tema possa essere dibattuto nella maniera più ampia possibile, non solo dagli amici di inalto, ma anche, come appunto è avvenuto, da tutti gli amanti della Valle d'Aosta e della montagna, residenti e non.
Dopo avere letto la "risposta" di Edy Bianquin al mio post mi sono chiesto se lui e io stiamo parlando della stessa cosa. Forse sarebbe opportuno mettere dei puntini sulle "i" e definire bene l'ambito della discussione che ho cercato di provocare. Se, quale "esempio" degli "investimenti fatti dall'Amministrazione pubblica, dai comuni e dai privati" prendiamo, che so, l'Alpe di Entrelor, non c'è dubbio che chiunque applaudirebbe ammirato. Ma, ripeto io, stiamo parlando di alpeggi o di un'operazione di lifting che, al prezzo di interventi devastanti sulla montagna quali la continua costruzione di strade, trasforma vecchie strutture nate da una antica e sapiente fatica in qualcosa di simile ad alberghi a tre stelle dove trasportare allegre scolaresche a osservare la mungitura delle mucche? Io non ho percorso tutta la Valle e forse non ho una visione completa di questi "interventi" (ho visto qualcosa di simile poco sotto il Rifugio Epée e all'Arp Vieille sopra Valgrisenche), ma di certo posso confermare, così come vedo anche da alcuni altri commenti, che tutto quel grande tessuto di alpeggi che costellavano fino ad alcuni decenni addietro ogni valle e vallone (e quasi tutto costruito e funzionante senza l'esistenza di strade di sorta) oggi è in totale sfacelo e ne è stato snaturato il significato storico, culturale e umano che stava alla base della vita pastorale con tutto il suo indotto di produzione casearia etc.
Come usa nel mondo globalizzato di oggi, è facile cancellare un retaggio di così grande portata e importanza "adattando" il "vecchio alle nuove esigenze" e sbandierando a destra e a manca qualche "fiore all'occhiello" che abbagli il turista ignaro e presenti una realtà che assomiglia molto alla cosiddetta realtà virtuale. Il signor Bianquin evita di parlare dell'abbandono della montagna o della drastica riduzione dei pascoli d'alta quota e, conseguentemene, della caduta verticale del numero di animali portati in estate a pascolare lassù, così come chiaramente spiegato, a esempio, nel percorso didattico al Centro visitatori
del Parco Nazionale Gran Paradiso di Cogne. Ma ci assicura (assieme a una innominata cittadina) che tutto va bene, anzi, in Val d'Aosta va addirittura meglio che altrove. Si consoli, è in buona compagnia. Tutta la montagna italiana (con l'eccezione del già citato Alto Adige, anzi, Sudtirol) versa in condizioni similari (basta farsi un giretto su Internet per vederne davvero delle belle). E quindi, forse, mal comune mezzo gaudio.
Io spero che si possa davvero fare questo censimento delle strutture esistenti e si possa anche classificarle secondo il loro stato e, magari, recuperare il massimo numero di notizie storiche circa la perdita di produzione e, come detto sopra, della riduzione del numero di capi di bestiame.
Spero che ognuno dei lettori di questo sito possa portare il proprio contributo.
Giovanni
Caro Giovanni,
concordo con te.
A parte il discorso degli alpeggi in esame in questa bella discussione, ciò che mi ha "urtato" nell'articolo è stato l'esaltare.. come dire, in modo negativo, il tuo topic. "Da Internet si leva un grido d'allarme", mostrando cioè l'autore del topic (tu, Inalto, noi.. chiunque) come allarmista, e rispondendo poi nel resto dell'articolo che, invece, gli alpeggi valdostani sono ben curati.
Mi ha infastidito veder usare un legittimo argomento di discussione (l'entropia storica, sociale ed economica che ha eliminato tanti alpeggi una volta fiorenti: pensiamo alla Bassa Valle, alla media montagna di Arnad, Bard, Donnas, ai villaggi perduti sulle belle Traverse di Arnad e via dicendo) in un punto di controversia.
Dire che molti alpeggi sono spariti perchè non più economicamente sostenibili è un tranquillo argomento di discussione, specie in chiave storica, e non offende nessuno: come parlare della regressione glaciale.
Marco
www.varasc.it
Una salus victis, nullam sperare salutem
Eh, sì, a me sembra che questa sia una riproduzione "in piccolo" di ciò che avviene in scala assai maggiore nella nostra politica nazionale. E' anche questo un piccolo pezzo d'Italia, quell'Italia così malmessa e in decadenza (almeno così sembra la veda la maggioranza della sua popolazione) ma che i "comandanti" descrivono come un Eldorado, dove tutto va bene e la felicità regna sovrana. Ma non voglio sconfinare nella politica: come dici giustamente tu, questa non è una controversia ma uno spunto di discussione. Insisto nel dire che come tu, io, i nostri amici di inalto amiamo questa bellissima Valle, proprio per questo non vogliamo nasconderci dietro un dito, anzi vogliamo impegnarci nella sua difesa e per il suo ... "corretto uso" (se mi è consentita questa espressione forse un po' impropria). Appena possibile pubblicherò la relazione della mia salita al Colle della Finestra con le immagini dell'Alpe Nouva ... forse in quella del Monte Pancherot hai già potuto vedere le immagini di Falegnon (che peccato che un villaggio così bello sia ridotto così!). Spero anche che Massimo prenda in considerazione l'idea di riservare uno spazio di questo sito a questo tema che sarebbe davvero utilissimo e ci consentirebbe di conoscere, con l'aiuto di tutti, la situazione così come è veramente e non come qualcuno (che evidentemente guarda poco ...) vuole dipingerla.
A presto!
Gio