Strade interpoderali
Mai come in quest’anno di eccezionali nevicate anche in bassa quota ho apprezzato le tanto vituperate strade interpoderali! Ebbene queste strade, che in estate mi fanno sbuffare dalla noia nel percorrerle perché fanno guadagnare/perdere quota molto lentamente, ora sono provvidenziali e soprattutto abbastanza ben intuibili soprattutto nei boschi dato che, proprio qui, i sentieri o il loro intuibile tracciato scompaiono inevitabilmente sotto la cospicua coltre nevosa. Nei versanti boschivi esposti a sud non ci sono problemi mentre in quelli esposti a nord, dove le neve non si scioglie, ho trovato alcuni tratti, oltre i 1500/1700 m di quota, in cui a volte si fatica a seguirne il tracciato tra gli alberi (anche perché molti sono caduti per l’eccessivo peso della neve); per non parlare poi dei tratti fuori dai boschi dove lo spessore, che come minimo supera di gran lunga il metro, le fa letteralmente scomparire (ma qui non si pone il problema di seguirne il tracciato perché si può proseguire “a vista” per raggiungere la meta).
Un altro vantaggio non meno trascurabile è che, partendo da quote relativamente basse se non dal fondovalle, di solito sono percorribili anche dopo nevicate recenti o quando il bollettino valanghe non consente di percorrere itinerari in zone più aperte ed in quota facendoci comunque raggiungere alpeggi caratteristici e panoramici.
Allego questo esempio limite, ma di queste situazioni ne ho incontrate più d’una: di certo la forestale avrà il suo bel da fare durante la primavera!
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| Dovrebbe_essere_la_strada__per_il_Mont_de_Poignon.jpg | 1.65 MB |

Qui da noi in Valtellina la situazione delle piste agro-silvo-pastorali (nome ufficiale nella Regione Lombardia) è molto cambiata negli ultimi due anni: in assenza di neve stiamo molto peggio!
Fino all'anno scorso le piste erano di proprietà del consorzio di alpeggiatori che ne aveva curato l'apertura e la blanda manutenzione: il passaggio con veicoli privati era praticamente sempre tollerato/ignorato (qualche cartello generico di divieto di circolazione serviva come scarico di responsabilità per un tracciato non collaudato).
L'anno scorso i comuni interessati dalla presenza di piste si sono avveduti dell'esistenza di una apposita legge regionale del 2004: le piste agro-silvo-pastorali (alcune ormai di uso pubblico da decenni) sono diventate strade comunali a pedaggio. E fin qui il danno sarebbe relativo: un esborso medio di 5 euro per una gita giornaliera non credo fermi nessuno.
Il problema sta nel fatto che - escluso il comune di Samolaco - fra gli aventi diritto al passaggio con pedaggio gli escursionisti non sono mai compresi. Mi spiego meglio sintetizzando la parte pratica della normativa: possono passare i residenti, i cacciatori, gli acquirenti del permesso di raccolta funghi e gli acquirenti del permesso raccolta piccoli frutti.
La manutenzione del percorso è affidata ai volenterosi che nel giorno fissato dal comune si presentano al lavoro con il miraggio del compenso di una polenta in compagnia.