domenica, 27 maggio 2012
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Balma Boves

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sottotitolo: 
Borgata Museo sul Monte Bracco (La montagna di Leonardo da Vinci)
Scheda
Segnavia: 

Cartelli in legno

Photo: 
Balma Boves ©2007 Marco Andreis
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficulté: 
E
Periodo Consigliato: 
gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre
Tempo Complessivo: 
1h00'
Tempo di Salita: 
0h30'
Tempo di Discesa: 
0h30'
Esposizione: 
Sud
Quota di partenza: 
520 m
Quota di Arrivo: 
652 m
Dislivello: 
132 m
Quota Massima: 
652 m
Distanza percorsa: 
6,00 km
Acqua: 
Presenza di acqua scarsa e non potabile
Accesso: 

Da Torino si possono seguire due itinerari stradali per arrivare a Sanfront:
1) Imboccare l’autostrada Torino-Savona quindi uscire a Marene e proseguire su strada statale per Savigliano poi per Saluzzo quindi in Valle Po fino a Sanfront.
2) Imboccare l’ autostrada Torino-Pinerolo, quindi, da Pinerolo, proseguire in direzione Cavour e poi Saluzzo fino all’Abbazia di Staffarda, subito dopo il complesso abbaziale svoltare a destra e seguire le indicazioni per Sanfront.
Entrando in Sanfront, sulla prima rotonda, si trova pubblicizzata la Borgata Museo di Balma Boves; di qui in poi è sufficiente seguire le numerose indicazioni, per circa 3 km, fino a svoltare a destra al bivio per la Frazione Rocchetta e, superato il ponte, parcheggiare sul piazzale del cimitero poco prima dell’abitato.

Introduzione

Quando si parla di montagna, subito vengono in mente le “dentate e scintillanti vette” dove “salta il camoscio, tuona la valanga da' ghiacci immani rotolando per le selve croscianti ma da i silenzi de l'effuso azzurro esce nel sole l'aquila, e distende in tarde ruote digradanti il nero volo solenne”, di carducciana memoria.

Se certamente è vero che la montagna è anche tutto questo, non bisogna dimenticare tutto quanto sta un po' più in basso: per definizione universalmente accettata, montagna sono tutti i rilievi che si estendono sopra i 600 metri ed il cui aspetto sia almeno parzialmente impervio.
la montagna di questa escursione è una “bassa montagna”, fatta di insediamenti umani (stagionali e permanenti), di uomini che hanno dedicato tutta una vita per rendere ospitale un ambiente ostico, che hanno sopportato fatiche e privazioni a noi inimmaginabili, che, sasso dopo sasso, hanno costruito muri a secco per ricavare terrazzamenti coltivabili, che hanno lastricato sentieri per rendere agevole il transito delle bestie da soma, che sono vissuti nella continua lotta per una magra sopravvivenza.
Tuttavia il tutto rientra nei criteri che da sempre hanno informato la vita dei nostri “montagnards”, come ebbe a scrivere Cavallari Murat, per l’uomo della montagna “...la dignità consiste nell’uso dell’essenziale e nulla più...”.
Balma Boves rappresenta probabilmente un episodio insediativo unico nel suo genere; per quanto ci si possa prodigare in descrizioni, non sarà mai possibile uguagliare l’effetto di una visita.
Una piccola “Mesa Verde”, (il famoso pueblo in Colorado) nascosta in un bosco di castagni, a due passi da noi: sulle pendici del Monte Bracco in Valle Po.

Descrizione

Il percorso, interamente segnato con cartelli indicatori in legno, si svolge tranquillamente in circa 30 minuti ed è praticamente adatto a tutti ed a tutte le età.
Dal cimitero ci si alza verso le case della frazione e, trascurando il bivio che porta alla chiesa, si imbocca la strada asfaltata di destra che si insinua tra le vecchie case, le supera rapidamente e comincia a salire nel bosco diventando una strada sterrata fino ad un punto panoramico presso due baite.
Da qui si imbocca il sentiero di sinistra che, passato in mezzo ai due edifici, diventa lastricato e fiancheggiato da grandi lastre di pietra infisse verticalmente nel terreno.
Il percorso si sviluppa in un ambiente antropizzato, caratterizzato da castagni secolari e da terrazzamenti sostenuti da muri a secco.
Balma Boves appare all’improvviso, preannunciata da una bella costruzione sulla sinistra del sentiero, a ridosso di un’alta roccia un po' aggettante.
Improvvisamente ci si trova catapultati in una realtà diversa dal contesto dei boschi che gli stanno intorno: i caratteristici edifici a tetto piano e la curatissima organizzazione degli spazi, il grande tetto di roccia che sovrasta e protegge tutto insieme al minimalismo delle costruzioni, inducono suggestioni del tutto particolari.
Al ritorno, arrivati nuovamente al punto panoramico presso le due baite, anziché riprendere a destra la strada sterrata già percorsa prima, si piega a sinistra, in discesa, lungo un percorso molto bello che divalla nel bosco con alcuni tornanti per poi addolcirsi e diventare una pista sterrata e qiundi una strada asfaltata che attraversa la parte bassa della Frazione Rocchetta fino a ricongiungesi alla strada principale poco a monte del parcheggio presso il cimitero.

Per qualsiasi informazione ulteriore e per visite guidate: www.marcovaldo.it

Galleria fotografica

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