Giancarlo Beretta
Mont Fourchon
Percorsa la breve ma divertente cresta NE che alterna tratti di buona roccia ad altri, brevi, di terriccio instabile. Qualche ometto sulla cresta anche se il percorso è logico ed intuibile; un solo passaggio un po' impegnativo sull'ultimo risalto roccioso anche se per il resto, meno impegnativo, è necessario l'uso delle mani.
- Aggiungi un commento
- 0 Votes
Bivacco Molline
Gita di ripiego per le condizioni meteo ma comunque remunerativa per gli ambienti e qualche avvistamento faunistico. Non abbiamo visto partecipanti al Tor de Geant nel tratto di percorso in comune all'inizio del sentiero.
- Aggiungi un commento
- 0 Votes
Tour Ponton
Fatto il giro ad anello tornando dal lago miserin. Giornata nel complesso bella ma con temperature gelide complice lo zero termico a 3000 m ed un vento teso e freddo: se non si guardava il calendario sembrava di essere a novembre (vedi foto in vetta)!
Il ponte sul torrente in corrispondenza del bivio a quota 2343 m è stato ripristinato.
Dato un'occhiata ai ghiacciai del Rosa che sono innevati e ancora ben chiusi.
- Aggiungi un commento
- 0 Votes
Mont Avril
Giornata super per una salita super.
Salita al fresco con un bel venticello che ci ha fatto sudare poco per raggiungere la vetta da cui il panorama è bellissimo e a perdita d'occhio; quarta salita per me e prima per Stefi che voleva fare un po' di dislivello: subito accontentata!
Visto più marmotte che escursionisti(proprio pochi per una così splendida giornata).
- Aggiungi un commento
- 0 Votes
Bivacco Pascal
Salita infrasettimanale confidando nel meteo ma ci è stata impedita la visuale sul Bianco!
Nevai solo a partere da poco oltre il colle Licony dove si sprofondava ma ben aggirabili sulla piatraia.
Bella la fioritura ad Arp de Licony che sembrava la prima spolverata di neve.
- Aggiungi un commento
- 0 Votes
Lac du Fond
- Aggiungi un commento
- 0 Votes
Alpe Chavalry
- Aggiungi un commento
- 0 Votes
Punta Palasina
Giornata con temperature "polari", -15 alla partenza con brezza ancor più gelida dall'alpeggio Palasina in su,poco sole e per di più velato da uno strato di nebbia alta. In compenso la via è ben tracciata e la poca neve in quota abbinata al freddo ha reso sicuro il percorso sotto i pendii del Bieterorn: in questo tratto qualche slavina è già caduta e non sembra esserci ancora molta neve che eventualmente può venire giù; in caso di forte o recente innevamento conviene senz'altro seguire il percorso descritto nella relazione.
Salita in compagnia di Stefania e Vittorio.
- Aggiungi un commento
- 0 Votes
Vallone di Seyvaz
Come immaginabile la meta della salita era il Grand Etret ma abbiamo dovuto desistere a poco più di trecento metri dalla vetta per il manto nevoso che, partendo dai 30/40 cm appena fuori il bosco, nella parte superiore arrivava anche ad 80 e più cm. Con la neve farinosa, inconsistente ed alta abbiamo pensato che non era il caso di affrontare il muro di un centinaio di metri che portava al traverso sotto la vetta. Con la traccia purtroppo inesistente abbiamo fatto veramente una grande fatica ad arivare alla quota di 2800m sprofondando, nell'ultima ora di salita, sino alla coscia: ora la traccia è ben battuta sino alla prossima nevicata.
Molto freddo alla partenza, -13°, col sole che non riusciva in alto a scaldare l'ambiente, -20° al ghiacciaio, in compenso il vento era quasi assente.
Salita effettuata con Vittorio.
- Aggiungi un commento
- 0 Votes
Mont Giantsanaz
Effettuato il classico anello con discesa dalla croce dell'Aroley. Stefania, in giornata unn po' sottotono, si è fermata al Grand Collet. La traccia sino alla cresta, avvicinandosi alla quale diventa un po' ripida e franosa, è abbastanza riconoscibile anche grazie a qualche ometto ed oltre ad essa, sulla fiancata dalla parte opposta, tanti sono caduti e bisogna andare un po' a vista: io sono rimasto appena sotto la cresta (ho fatto solo una piccola deviazone ad una anticima dove c'erano degli stambecchi) anche perchè più sotto sulla fiancata gli sfasciumi ed il terriccio, molto instabili, diventano troppo ripidi ed ogni traccia che sembra di vedere è in realtà una delle tante colate create dall'acqua di fusione. Dalla vetta sembra forse che si possa anche, dal colletto a cui si arriva dal Gran Collet, scendere e poi traversare molto sotto la ripida fiancata per risalire al colletto roccioso tra l'anticima e la vetta (ma di questo non sono così sicuro).
Comunque, dopo tanta fatica, panorama e solitudine non si sprecano e si torna, con molta cautela, senz'altro soddisfatti.
- Aggiungi un commento
- 0 Votes
- 1
- 2
- 3
- 4
- seguente ›
- ultima »
